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30 giugno 2026

Il nuovo inno della Lega è una “Danza Kuduro” scritta con l’IA che non ce l’ha fatta, ma ha anche dei difetti. Analisi delirante di un delirio collettivo

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

30 giugno 2026

Se non siete amanti del bondage, lasciate perdere. “L’Italia che ci lega” è il nuovo inno dei giovani leghisti presentato al convegno del Carroccio. Le curiosità sul brano sono parecchie, le abbiamo analizzate dopo averlo ascoltato con attenzione, lasciandoci trascinare dal delirio al quale la canzone induce. Da Aldo, Giovanni e Giacomo a Checco Zalone, fino ad arrivare a Giorgio Gaber. Dopo l’ascolto urge uno shampoo

foto di Ansa

Il nuovo inno della Lega è una “Danza Kuduro” scritta con l’IA che non ce l’ha fatta, ma ha anche dei difetti. Analisi delirante di un delirio collettivo

“Canzone dance, festosa, giovane, allegra, simile a Danza Kuduro”.
Scommettiamo 49 milioni che questo sia stato il prompt utilizzato per creare con Suno il nuovo inno della Lega giovani.
E in effetti L’Italia che ci lega è proprio simile alla mega hit del 2010 Danza Kuduro, anzi siamo proprio sull’orlo del plagio.
Ma com’è possibile che tra quei 49 milioni non si siano trovati una manciata di spicci per pagare un cantautore leghista che scrivesse il testo e che la cantasse? Capitano, intervieni tu. Perché così, che figura ci facciamo?
Se il nuovo inno leghista fosse la gamba di Garpez diremmo che “con trentamila lire il mio falegname la fa meglio”. Se mi avessero dato qualche centinaio di euro gliene avrei scritta io una più decente, che con la scrittura di canzoni dance ho una certa dimestichezza. Dettagli che io non sia neanche lontanamente leghista, il lavoro è lavoro. Poi magari avrei chiesto di non far comparire il mio nome. A tutto c’è una soluzione.
E invece no, tale Shampooh! (che poi sarebbe pure un duo) si firma pure, forse perché essendo un’entità dell’IA non ha niente da perdere. Lo capiamo. In questa scelta però c’è una lieve contraddizione: da “prima gli italiani” siamo passati a “prima l’IA”. Ma se nemmeno la Lega dà priorità agli italiani, dove finiremo? Dritti dritti nelle mani di Vannacci, è ovvio.

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Ma attenzione, noi di MOW siamo attenti ai dettagli e abbiamo notato che il nome Shampooh! ha un H finale di troppo che ci lascia sospetti. Perché, qualora non si trattasse di IA, potrebbe forse avere a che fare con la Calabriah? D’altronde non è la prima volta che la Lega e la regione della nduja mostrano un legame (scusate il gioco di parole).
Per esempio in Cado dalle nubi di Checco Zalone, lo stesso Checco si ritrovava a cantare una canzone pro Ponte sullo Stretto in un manifestazione di militanti leghisti. Si sa, la Lega ormai non è più Lega Nord, non ci stupiremmo se per la produzione del nuovo inno avessero coinvolto un calabrese come sintomo di inclusività, proprio per superare le vecchie “dicerie” secessioniste.
Peccato che tutte queste teorie siano solo voli pindarici della fantasia di chi scrive, perché che la voce che canta L’Italia che ci lega sia generata dall’IA ci pare proprio un fatto certo. E a confermarlo è la spiccata somiglianza con la voce che intona “viva il duce” a La Zanzara di Cruciani. "Coincidenze? Io non credo". Per la voce ovviamente. Non ci stiamo riferendo a una comunanza di significato tra le due canzoni, ci mancherebbe. Quello mai.
Per i più curiosi poi, se si va a scorrere nella playlist dell’artista, si possono ammirare altri capolavori quali Sorpresa pasquale, Ha segnato (Gol! Gol! Gol!), Tuono di Gloria e soprattutto la vera punta di diamante: Il peto, lo stronzo, la sciolta. Insomma, un repertorio di grande intensità quello del duo Shampooh!
Perlomeno è orecchiabile, direte. E infatti al convegno del Carroccio la saltavano già in tanti quando è stata presentata. Roba che Samurai Jay, spostati. E che nessuno osi pensare che quel giorno ci fosse un open bar!
Qui una domanda sorge spontanea: ma è davvero L'Italia che ci lega o la Lega che lega l’Italia in una sorta di bondage allegorico (ma non troppo)? Peccato che in questo bondage godano solo i leghisti e che l’Italia non abbia dato alcun consenso.
E poi c’è un’altra bislacca coincidenza: “l’autore” de L’Italia che ci lega porta anche il nome di una celebre canzone di Gaber, Lo shampoo. Pensate che ne basterà uno per lavare via il disagio? Noi siamo un po’ pessimisti.

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

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