Cicciolina, all’anagrafe Ilona Anna Staller, è ancora un portento. Quando la raggiungo, durante la Milano Fashion Week, è al Viperrr, dove ha appena finito di cantare Muscolo Rosso di fronte a una folla urlante e perlopiù giovanissima. Inno di sfacciata regalità, candido e scandaloso insieme, è un brano che sopravvive a ogni mutazione generazionale. Come lei. A chi le chiede se ha mai indossato cappelli, risponde che rimane fedele alla sua coroncina di fiori. Por*o e politica, “gioia e rivoluzione”… nonostante tutto, un manifesto di ostinato amore.
Che cosa ha insegnato, e che cosa ha ancora da insegnare il porno alla politica? E quanto di politico c’è stato nel porno di Cicciolina?
Innanzitutto c’e da dire che io in Italia ho spostato il comune senso del pudore, e questo presumo che lo sappiano tutti. È stata la mia forma politica. Non per niente sono stata molto censurata da varie televisioni, e oggi quasi mai mi si vede, a meno che non vada nei reality. Mi chiamano più all’estero, in Ungheria, in Spagna…
A che cosa attribuisci questo atteggiamento nei tuoi confronti? In fondo, sei un’icona popolare…
Lo sono, ma il motivo della censura è perché in Italia hanno ancora paura delle persone che parlano come vogliono. Che dicono cioè quello che pensano, che non limitano le proprie affermazioni. Questo, dell’icona Cicciolina, spaventa…
E il por*o, invece, fa ancora paura?
Ma no! Con i social si è diffuso ovunque, è da ogni parte, non si può più limitare. Non avrebbe senso. Certamente oggi è diverso, ma posso dire che io ho aperto una strada che gli altri adesso percorrono più facilmente. Anche questa è stata una forma politica.
Una strada, però, oggi inevitabilmente mutata, come dicevi anche te. Si parla molto di porno al tempo delle intelligenze artificiali. Credi che ci sarà una progressiva sostituzione, o abbiamo ancora bisogno di corpi?
I corpi non possono essere sostituiti. Tette e corpi di ferro, corpi tirati su come macchine… non bastano. Abbiamo ancora bisogno di carne e di ossa, di contatto umano. Almeno io la penso così.
Un’ultima questione. Il tuo è sempre stato un messaggio di pace, un uso del por*o anche come forma gioiosamente pacifica. Che cosa ne pensi di questa corsa al riarmo?
Dobbiamo armarci di amore contro il riarmo e la guerra. Io sono sempre stata contro questa idea terribile di distruzione. Ho pagato le mie parole, il prezzo delle mie posizioni. La mia ideologia è sempre stata “peace, love and no war”. Sembra scontato, ma oggi non lo è. Questa sera, durante l’esibizione, mi sono dimenticata di dirlo, e mi dispiace molto. Bisogna ribadirlo, ogni volta, come si può. Ancora: “Peace, love and no war”!