image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

16 aprile 2026

Intervista totale a Beatrice Rigillo, la blastatrice degli influencer sui social, ora a teatro: “La reazione più memorabile ai miei video? Quella di Micol Olivieri, la prima che mi ha bloccata”

  • di Marika Costarelli

16 aprile 2026

Dalla musica allo sport a livelli agonistici, per poi passare dalla letteratura russa e ritrovarsi nella dimensione dell’intrattenimento. Beatrice Rigillo è un nome molto conosciuto sui social. I video in cui critica con pungente ironia gli influencer spopolano sul web. Ora la performer è impegnata nel tour nei teatri con il suo spettacolo “Guardiamo ma non giudichiamo”. A noi di MOW racconta il suo percorso: “Sono estremamente terrena”

foto di Ufficio stampa

Intervista totale a Beatrice Rigillo, la blastatrice degli influencer sui social, ora a teatro: “La reazione più memorabile ai miei video? Quella di Micol Olivieri, la prima che mi ha bloccata”

Beatrice Rigillo. Chi sia è difficile da sintetizzare. In molti la conoscono per i suoi reel su Instagram, in cui critica con sofisticata ironia i contenuti più qualunquisti di alcuni influencer. E, di certo, sull’efficacia dei suoi simpatici “sfottò”, non possiamo sindacare: anche i numeri lo confermano. Ma Beatrice è davvero tanto altro. La sua passione per l’arte si sviluppa sin dalla prima infanzia, quando si appassiona alla musica. Nel corso della sua vita, attraversa anche lo sport, da atleta di scherma a livelli europei. Si laurea in Lingue e traduzione russa e spazia tra esperienze lavorative in radio, tv, fino ad oggi che porta in giro per i teatri il suo spettacolo di intrattenimento, dopo numerose esperienze da stand-up comedian. Il nome dello spettacolo è “Guardiamo ma non giudichiamo” che, come spiega Beatrice, è una tipica frase ipocrita che è presente in uno sketch dello spettacolo e che mira a smontare la retorica con l'ironia che contraddistingue l'artista. Dopo diversi sold out in alcune città, le prossime date previste sono il 6 maggio a Milano, il 15 maggio a Genova (entrambe già sold out) e, infine, il 25 settembre il tour si concluderà a Roma.

 

Tra tutte le cose che hai fatto ce n’è una che ti rappresenta maggiormente e quale ti rappresenta meno?
Non c’è qualcosa che mi rappresenti più delle altre. Ce ne sono alcune che oggi mi rappresentano meno. Sicuramente la scherma è tra quelle, per quanto io rimanga una sportiva. Anche la laurea in russo non mi rappresenta perché non sto più in quell’ambito, però la passione per la letteratura e lo studio c'è ancora, mi piace sempre molto studiare.

 

Qual era il tuo sogno da bambina?
Io non riesco neanche a intravederlo bene oggi. Mi ricordo che mi piaceva molto la performance in generale, come oggi. Tutto il mondo in cui lavoro attualmente, infatti io “mi sposto un po’”. Anche il mio spettacolo è un po’ comico, un po’ musicale. Quando mi chiedono “Che lavoro fai?”, infatti, io rispondo che lavoro nell’intrattenimento, un po’ per sintetizzare il tutto.

 

Oggi si parla tanto di avere obiettivi definiti, di trovare il proprio “posto nel mondo”. Consiglieresti ai più giovani di fare un po’ come hai fatto tu, cioè esplorare i propri diversi talenti? E qual è il prezzo di questa libertà?
Prima di tutto: non prendete consigli da me, questo è molto importante (ride). Io ho fatto in questo modo e ho avuto anche fortuna. Credo che la cosa più importante sia capire bene quello che si vuole veramente fare e provare a farlo. Questo non vuol dire per forza che debba essere una cosa sola o che debba essere un obiettivo “scritto su carta” con una precisa scadenza da rispettare. Credo che tutto abbia a che fare con una crescita artistica e personale interiore. Sono cose molto più profonde e meno classificabili. “Capire chi si è” forse di per sè una frase retorica, ma il primo passo per fare quello che si vuole, anche più di una cosa sola.

 

Hai accompagnato Donatella Rettore in diversi tour, come sassofonista e backing vocalist. Oltre a Rettore, c’è qualche altra cantante italiana con la quale ti piacerebbe lavorare?
La mia parte musicale nell’ultimo periodo sta facendo stretching, è in fase di relax, purtroppo, ma la voglio riesumare. Oggi ho stima di molti artisti. Mi piace molto Madame, per esempio. Non vedo un’eventuale collaborazione con lei oggi, perché siamo due mondi molto lontani. Per ora sono una sua grande fan, soprattutto della sua scrittura.

 

Il tuo tour nei teatri “Guardiamo ma non giudichiamo” prosegue. Ma è più facile far ridere da un palco o attraverso uno schermo?
Dipende da chi sei. I social spesso sono screditati dai comici che sono, magari, più avvezzi al palco. In realtà, spesso, chi è abituato a stare sul palco, non sempre riesce a stare sui social. Io ho iniziato con la dimensione video sin da ragazzina. Giravo e montavo un sacco di video con iMovie in cui facevo sketch. È una dimensione comica che mi piace moltissimo. Il montaggio e la musica aiutano molto e io quella dimensione cerco di portarla anche sul palco. Perché io non sono una monologhista pura: sul palco ci sono tutti gli elementi che uso nei video. Live e video sono due cose diverse, anche se la bellezza del live è la possibilità di interagire in diretta col pubblico.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Beahaha (@beatrice_rigillo)

Come mai per il tuo spettacolo hai scelto il titolo “Guardiamo ma non giudichiamo”?
È una frase che dico in uno sketch, che era già dentro lo spettacolo prima che avesse un nome. È una bella sintesi perché è una di quelle frasi un po’ ipocrite. La mia “missione” sui social è quella di smontare l’ipocrisia e la retorica di certe frasi. Il titolo è più una sintesi del mio personaggio.

Ti è capitato di essere fraintesa sui social quando usi l’ironia su determinati influencer?
Io sono molto attenta ai miei contenuti, li valuto bene. Valuto con attenzione cosa dico, come lo dico, non è casuale. Cerco di sentirmi sempre a posto e mi ci sento. Il paradosso è che mi fa gioco anche l’interpretazione negativa dei cosiddetti hater. Quando ho iniziato sui social ero pienissima di hater, adesso molto meno.

 

Tra tutti gli influencer che hai ripreso con la tua ironia, c’è qualcuno che ha reagito in maniera più memorabile degli altri?
Direi Micol Olivieri, ma non perché abbia avuto una reazione spropositata, ma perché è stata la prima a bloccarmi. Lei semplicemente mi ha bloccato quando io ero ancora un account quasi privato con duemila follower. Però lei si è arrabbiata. Che poi la cosa assurda è che mi bloccano, ma è ovvio che non può bastare! Non ho capito bene il motivo per cui lo fanno, è una cosa proprio personale. Bloccarmi è una specie di deterrente: devo fare un passaggio in più per avere dei video e me ne mandano un botto. Micol Olivieri non l’ho mai incontrata, sarei curiosa, sarebbe bello!

 

Hai dichiarato che ti piacerebbe avere un tuo programma televisivo. Come lo immagineresti?
Senza dubbio non voglio essere sola. A me piacciono molto le attività corali. Mi piacerebbe che fosse un mix di persone, arti, mestieri e personalità. C’è veramente tanto talento in giro, tante belle personalità che se si mettessero insieme creerebbero qualcosa di molto interessante. Io sarei una sorta di MC. Non ho ancora un’idea precisa, non ho scritto un format, però l’idea di poter tirare le fila di un qualcosa in cui ci sono tanti colleghi fichi, è divertente. Una sorta di varietà contemporaneo, che sia però autentico.

 

Date le numerose passioni che hai sempre assecondato: quanto l’autostima ha influito nelle tue scelte di vita?
Ovviamente anche nel mio percorso ci sono delle insicurezze, ma l’obiettivo del percorso non è diventare dei maghi di ego, ha a che fare con capire chi si è e accettarlo, anche nella merda più schifosa. Quel percorso lì passa per un sacco di insicurezze, però è anche vero che più ti esponi, più a un certo punto sei costretto ad accettare che alcune cose non saranno perfette, sennò perisci. Anche io, come tutti quanti, ho avuto traumi e inerzie, ma poi “facendo” con un po’ di forza di volontà un po’ le superi e un po’ no, però l’obiettivo è guardare avanti e fare, anche soffrendo nel frattempo. Di certo io non sono nata “pazzesca”! Sono estremamente terrena.

More

Giulia Michelini a “Belve” ci fa sentire dentro un gigantesco rave party: necessario munirsi di valium

di Marika Costarelli

outsider

Giulia Michelini a “Belve” ci fa sentire dentro un gigantesco rave party: necessario munirsi di valium

Ho pianto guardando la prima puntata de “I Cesaroni - Il ritorno”

di Marika Costarelli

lacrime e terapia

Ho pianto guardando la prima puntata de “I Cesaroni - Il ritorno”

Tag

  • Tour
  • Social

Top Stories

  • Non solo Santanché, Delmastro e Bartolozzi: a destra saltano pure i programmi televisivi sovranisti. Rai 2 cancella il nuovo talk (che voleva affidare a Brachino)

    di Irene Natali

    Non solo Santanché, Delmastro e Bartolozzi: a destra saltano pure i programmi televisivi sovranisti. Rai 2 cancella il nuovo talk (che voleva affidare a Brachino)
  • Sono svenuta al concerto dei Subsonica

    di Marika Costarelli

    Sono svenuta al concerto dei Subsonica
  • “Roberta Valente - Notaio in Sorrento” è l’ennesima fiction cagna della Rai: un’overdose di cliché. La trama? Non pervenuta

    di Marika Costarelli

    “Roberta Valente - Notaio in Sorrento” è l’ennesima fiction cagna della Rai: un’overdose di cliché. La trama? Non pervenuta
  • Aldo Grasso asfalta Diaco e il suo omaggio a Gino Paoli: "Orazione funebre affidata al più conformista e opportunista dei conduttori"

    di Irene Natali

    Aldo Grasso asfalta Diaco e il suo omaggio a Gino Paoli: "Orazione funebre affidata al più conformista e opportunista dei conduttori"
  • Ok, ma che cos'è lo "slap" di cui parla Corona nel video di Falsissimo? Poi promette: se la Procura non indaga su Mediaset, stavolta "denuncio il PM, il reato è grande come una casa"

    di Senza nome

    Ok, ma che cos'è lo "slap" di cui parla Corona nel video di Falsissimo? Poi promette: se la Procura non indaga su Mediaset, stavolta "denuncio il PM, il reato è grande come una casa"
  • "Stanno tutti invitati”, ma davvero servivano tre serate in Mediaset per celebrare i 25 anni di carriera di Pio e Amedeo (di cui molti meno da famosi)?

    di Irene Natali

    "Stanno tutti invitati”, ma davvero servivano tre serate in Mediaset per celebrare i 25 anni di carriera di Pio e Amedeo (di cui molti meno da famosi)?

di Marika Costarelli

foto di

Ufficio stampa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]
  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy