C’è una parola che Gianna Nannini si porta dietro da quasi trent’anni: meravigliosa. Nel 1995 era una creatura, oggi è un errore. Il parallelismo è inevitabile, ma possiamo fermarci qui. Perché Meraviglioso errore racconta cosa succede quando diventiamo abbastanza grandi da capire che l’amore può essere vero e, contemporaneamente, completamente sbagliato.
Perché magari è stato un amore dove abbiamo semplicemente perso la testa, dormito poco, fatto sesso meraviglioso, aspettato messaggi che non arrivavano, detto cose che non pensavamo e pensato cose che non abbiamo mai avuto il coraggio di dire. Magari siamo stati felici e poi è finita. Ci sono persone che sono state evidentemente sbagliate per noi e che, potendo tornare indietro sapendo esattamente come sarebbe andata, sceglieremmo comunque. Ed è qui che esiste il Meraviglioso errore. Perché tiene insieme due parole che normalmente cerchiamo disperatamente di separare. Meraviglioso ed Errore. Non trasforma l’errore in qualcosa di giusto solo perché è stato bello. Non dice che “doveva andare così”, altra frase che utilizziamo quando non sappiamo più cosa raccontarci. Dice una cosa diversa: era sbagliato eppure lo volevo. Mi ha fatto male eppure sono stata bene. Non poteva funzionare eppure quello che ho provato era vero. Forse crescere sentimentalmente significa soprattutto imparare a sopportare questa contraddizione. Perché da ragazzi pensavamo che bastasse amarsi Poi cresci e scopri che puoi amare qualcuno con cui non potresti costruire neanche un mobile dell’Ikea, figurarsi una vita. Puoi incontrarlo nel momento sbagliato. Potete desiderare due futuri incompatibili. Può essere quello che vuoi e contemporaneamente tutto ciò da cui dovresti stare lontano. E soprattutto scopri la cosa peggiore: a volte l’amore c’è, semplicemente non basta.
Sarebbe molto più semplice scoprire che alla fine non era amore. Potremmo cancellare le fotografie, bloccare un numero, ubriacarci con le amiche e riscrivere retroattivamente la storia convincendoci che fosse tutto un gigantesco abbaglio. Ma qualche volta non lo era. Qualche volta era amore. Solo che era un amore incapace di diventare una vita. E allora che cosa ce ne facciamo? Forse niente. Non dobbiamo necessariamente fare qualcosa di ogni sentimento che abbiamo provato. Non tutto deve diventare una relazione, una famiglia, un’amicizia adulta e consapevole o una cazzo di occasione di crescita personale. Alcune persone possono semplicemente essere state importanti. Anche se sono andate via. Anche se siamo andati via noi. Anche se, a pensarci razionalmente, avremmo dovuto evitarle dal primo giorno. Gianna Nannini canta tutto questo con quella voce che sembra sempre avere qualcosa di rotto dentro , voce che non tranquillizza, non rassicura. E per raccontare l’amore forse serve esattamente una voce così. Trent’anni fa c’era una Meravigliosa creatura. Oggi c’è un Meraviglioso errore. Io, a quaranta e passa anni, non so se sono diventata più brava ad amare. Probabilmente no. Ho soltanto smesso di pensare che le storie finite siano necessariamente storie fallite. Perché alcune delle persone che non avremmo mai dovuto incontrare sono state quelle che abbiamo desiderato di più. E alcune delle cose che sapevamo essere sbagliate ci hanno fatto sentire terribilmente vivi. Non so se questo le renda giuste. So soltanto che cancellarle sarebbe un errore molto meno meraviglioso perché per un pezzo della nostra vita ci ha fatto vedere persino le balene volare