image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

20 marzo 2023

La Crusca boccia schwa e asterischi.
Chi è accecato dall'ideologia
"inclusiva" può tornare
a scrivere in italiano

  • di Francesco Giubilei Francesco Giubilei

20 marzo 2023

Il parere della Crusca, sebbene si riferisca al linguaggio giuridico, costituisce un duro colpo al politicamente corretto e al tentativo di modificare la lingua italiana con finalità ideologiche. A farne le spese non solo politici ma anche intellettuali e commentatori che hanno fatto del “linguaggio inclusivo” un tratto distintivo. Come in altri ambiti, anche nella scrittura di articoli, libri, messaggi o post sui social network, è avvenuta una radicalizzazione da parte di minoranze influenti e rumorose che, accecate dall'ideologia, volevano cambiare la nostra società accusando chiunque non era d'accordo con la loro di "discriminazione"
La Crusca boccia schwa e asterischi. Chi è accecato dall'ideologia "inclusiva" può tornare a scrivere in italiano

Ci voleva l'Accademia della Crusca per ristabilire il buonsenso. Dopo anni di ideologia politicamente corretta che non ha risparmiato nemmeno il linguaggio con schwa, asterischi, parole storpiate in nome dell'inclusività, finalmente la Crusca si esprime in modo netto contro questa deriva rispondendo a un quesito del comitato pari opportunità della Corte di Cassazione sulla scrittura di atti giudiziari nel rispetto la parità di genere. Da qui la bocciatura dell'uso dello Schwa e degli asterischi al posto delle vocali finali delle parole: “è da escludere nella lingua giuridica l'uso di segni grafici che non abbiano una corrispondenza nel parlato, introdotti artificiosamente per decisione minoritaria di singoli gruppi, per quanto ben intenzionati”. Perciò, scrive la Crusca “va escluso tassativamente l'asterisco al posto delle desinenze dotate di valore morfologico ('Car* amic*, tutt* quell* che riceveranno questo messaggio…'). Lo stesso vale per lo scevà o schwa”.

 

Schwa e asterisco
Schwa e asterisco

La prestigiosa Accademia ha poi puntato il dito contro il riferimento raddoppiato di genere, maschile e femminile, spiegando come sia errata “la reduplicazione retorica, che implica il riferimento raddoppiato ai due generi”. Oltre alle indicazioni linguistiche pratiche, vale la pena soffermarsi sulle motivazioni che hanno portato la Crusca a esprimere questi pareri: “i principi ispiratori dell'ideologia legata al linguaggio di genere e alle correzioni delle presunte storture della lingua tradizionale non vanno sopravvalutati, perché sono in parte frutto di una radicalizzazione legata a mode culturali”. L'Accademia ha poi aggiunto: “queste mode hanno un'innegabile valenza internazionale, legata a ciò che potremmo definire lo 'spirito del nostro tempo', e questa spinta europea e transoceanica non va sottovalutata”.

La scrittrice Michela Murgia che si è battuta per il "linguaggio inclusivo"
La scrittrice Michela Murgia che si è battuta per il "linguaggio inclusivo"

Come se ciò non bastasse nei confronti dei paladini dell'inclusività, la Crusca ha spiegato che il maschile si può usare anche quando ci si riferisce “in astratto all’organo o alla funzione, indipendentemente dalla persona che in concreto lo ricopra o la rivesta”. Ciò significa che è corretto dire il Presidente del Consiglio anche se a ricoprire il ruolo è una donna come aveva richiesto il premier Giorgia Meloni. Il parere della Crusca, sebbene si riferisca al linguaggio giuridico, costituisce un duro colpo al politicamente corretto e al tentativo di modificare la lingua italiana con finalità ideologiche. A farne le spese sono non solo politici ma anche intellettuali e commentatori che hanno fatto del “linguaggio inclusivo” un tratto distintivo. Come in altri ambiti, anche nella scrittura di articoli, libri, messaggi o post sui social network, è avvenuta una radicalizzazione da parte di minoranze influenti e rumorose che, accecate dall'ideologia, vorrebbero cambiare la nostra società e accusano chiunque non sia d'accordo con loro di discrimazione. Dopo le parole della Crusca possono però smetterla con ridicolaggini linguistiche come lo schwa e gli asterischi e tornare a scrivere in italiano.

More

Camillo Langone: “L’utero in affitto? Di peggio c’è solo la saponificazione dei bambini”

di Alessio Mannino Alessio Mannino

L'inferno è qui

Camillo Langone: “L’utero in affitto? Di peggio c’è solo la saponificazione dei bambini”

I chitarristi da ascoltare per fare i fighi (no, niente Jimi Hendrix stavolta): la guida definitiva di MOW

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

"chitarristi col rolex"

I chitarristi da ascoltare per fare i fighi (no, niente Jimi Hendrix stavolta): la guida definitiva di MOW

Ok, ma chi è Brian Eno e perché gli hanno dato il Leone d’Oro alla carriera? Ce lo spiegano altri compositori e addetti ai lavori

di Emiliano Raffo Emiliano Raffo

Musica, maestro

Ok, ma chi è Brian Eno e perché gli hanno dato il Leone d’Oro alla carriera? Ce lo spiegano altri compositori e addetti ai lavori

Tag

  • Culture

Top Stories

  • Wanna Marchi premiata in Campidoglio, Massimiliano Parente su MOW dribbla tutti: “Non mi frega niente né di lei né dei premi. è un mondo di mezze calze e giurati manovrati da editori”

    di Marika Costarelli

    Wanna Marchi premiata in Campidoglio, Massimiliano Parente su MOW dribbla tutti: “Non mi frega niente né di lei né dei premi. è un mondo di mezze calze e giurati manovrati da editori”
  • Morgan ride del Premio Tenco ad Andrea Scanzi: “Ingiusto, dovevano premiarlo direttamente come artista del secolo!”

    di Marika Costarelli

    Morgan ride del Premio Tenco ad Andrea Scanzi: “Ingiusto, dovevano premiarlo direttamente come artista del secolo!”
  • “Per vent’anni assistente di Sgarbi, ma me ne andai quando mi chiesero di condividere la gestione dei suoi interessi con la fidanzata Sabrina Colle e la sorella”. Parla Sauro Moretti, l’ex pr della riviera romagnola folgorato sulla via dell’arte

    di Daniele Priori

    “Per vent’anni assistente di Sgarbi, ma me ne andai quando mi chiesero di condividere la gestione dei suoi interessi con la fidanzata Sabrina Colle e la sorella”. Parla Sauro Moretti, l’ex pr della riviera romagnola folgorato sulla via dell’arte
  • Fulvio Abbate contro il premio a Wanna Marchi e Stefania Nobile: “Premiarle in Campidoglio? Non fanno parte della cultura, ma della cronaca giudiziaria. Premiano il cinismo. Allora diamo un premio pure a Pacciani!”

    di Marika Costarelli

    Fulvio Abbate contro il premio a Wanna Marchi e Stefania Nobile: “Premiarle in Campidoglio? Non fanno parte della cultura, ma della cronaca giudiziaria. Premiano il cinismo. Allora diamo un premio pure a Pacciani!”
  • Barbara D'Urso! Zero. La nuova giudice di “Ballando con le stelle” al posto di Selvaggia Lucarelli non funziona ed è caduta nella trappola di Milly Carlucci

    di Marika Costarelli

    Barbara D'Urso! Zero. La nuova giudice di “Ballando con le stelle” al posto di Selvaggia Lucarelli non funziona ed è caduta nella trappola di Milly Carlucci
  • La truffa della nostalgia: perché il ritorno degli Oasis non è un atto d’amore verso il rock, ma solo un enorme affare per il pubblico (e per i fratelli Gallagher)

    di Gianni Miraglia

    La truffa della nostalgia: perché il ritorno degli Oasis non è un atto d’amore verso il rock, ma solo un enorme affare per il pubblico (e per i fratelli Gallagher)

di Francesco Giubilei Francesco Giubilei

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

I chitarristi da ascoltare per fare i fighi (no, niente Jimi Hendrix stavolta): la guida definitiva di MOW

di Riccardo Canaletti

I chitarristi da ascoltare per fare i fighi (no, niente Jimi Hendrix stavolta): la guida definitiva di MOW
Next Next

I chitarristi da ascoltare per fare i fighi (no, niente Jimi...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy