Era sparito. Si era rifugiato nelle Isole Cayman a vendere multiproprietà, lontano dai lustrini di Hollywood che lo aveva vomitato fuori come un corpo estraneo. Era l'uomo che aveva fatto sognare milioni di spettatori con Chiamami col tuo nome. Prima che tutto crollasse. Ora Armie Hammer è tornato solo per essere cancellato di nuovo. Hammer è il protagonista di un film vietato in Germania, caricato su X da Elon Musk davanti a 240 milioni di follower, guardato da oltre 10 milioni di persone in 48 ore. Date un Oscar come miglior villain a quest’uomo.
Citizen Vigilante, diretto dal cineasta tedesco Uwe Boll, il “regista più odiato di Hollywood”, è un thriller d'azione uscito negli Stati Uniti il 19 giugno 2026. Il film vede Hammer nei panni di un ricco uomo d'affari americano che vive in Croazia e si trasforma in un implacabile vigilante, uccidendo immigrati responsabili di crimini violenti (a volte intere famiglie) e i politici e giudici che lui considera complici di tali crimini. Praticamente il sogno erotico dei vari gay repressi di estrema destra.
La trama inizia con una giovane madre accoltellata a morte davanti al figlio da criminali migranti. Il protagonista Sanders, ex militare americano che ha ereditato un'azienda immobiliare europea dal padre, decide di fare giustizia con le proprie mani, diventando una sorta di eroe dei social media nel mondo della finzione. In Germania il film non ha ricevuto alcuna classificazione dall'ente certificatore FSK (Freiwillige Selbstkontrolle der Filmwirtschaft). Non si è trattato di un divieto governativo esplicito, ma di qualcosa di più subdolo e ugualmente devastante: l'FSK ha applicato il meccanismo del "Kein Kennzeichen" (nessun contrassegno) creando un blocco legale alla distribuzione di fatto totale. Senza classificazione, il film non può essere proiettato nei cinema, venduto in formato fisico né distribuito sulle principali piattaforme streaming tedesche.
Boll ha dichiarato al Daily Telegraph che i regolatori hanno usato il pretesto della protezione dei minori per censurare un'opera che affronta il tema della migrazione, aggiungendo: "Il sistema di classificazione si è rifiutato di assegnarci un rating. Mi è stato detto che il film incita alla violenza contro i migranti. Ora puoi guardarlo solo se porti un Blu-ray dall'Austria o dalla Svizzera."
Boll ha spiegato che il film si è ispirato a un caso reale e agghiacciante accaduto ad Amburgo nel 2016, quando un gruppo di adolescenti stuprò una ragazza di 14 anni lasciandola per morta, salvo poi ricevere solo pene sospese. "Se guardate cosa è successo ad Amburgo, dove i violentatori sono rimasti liberi senza alcuna pena, i media sembravano più preoccupati per i poveri colpevoli che per le vittime," ha detto Boll al Telegraph.
È a questo punto che entra in scena Elon Musk. Il Ceo di Tesla ha condiviso il film sulla sua piattaforma X il sabato sera, rendendolo disponibile ai suoi oltre 240 milioni di follower per circa 48 ore, prima che il link venisse rimosso tra le polemiche per la violenza grafica e il presunto messaggio anti-immigrazione. Il risultato? Brutale e incontestabile. Il post originale ha superato i 5 milioni di visualizzazioni, mentre quello di Musk ne ha totalizzate oltre 10,5 milioni al momento della rimozione. Musk ha pubblicato diversi post elogiando il film e ha suggerito che i tentativi di vietarlo ne avevano paradossalmente amplificato la portata, citando esplicitamente il cosiddetto "Effetto Streisand".
Boll ha annunciato su X che Citizen Vigilante 2 uscirà nel 2027, e Musk ha risposto a un post che mostrava il film al secondo posto nella classifica Apple TV: "Citizen Vigilante 2 sarà ancora meglio.” La mossa di Musk ha trasformato quella che avrebbe potuto essere una disputa burocratica tedesca in un caso internazionale di libertà di espressione. Le reazioni più forti sono arrivate dalla destra: Libs of TikTok ha ironizzato sul fatto che la Germania avesse bloccato il film e Musk avesse risposto postando l'intera pellicola; Alex Jones ha celebrato la mossa come una breccia nel "Muro di Berlino elettronico della sinistra"; Milo Yiannopoulos ha ringraziato pubblicamente Musk.
Per capire la portata del "ritorno" di Hammer, bisogna ricordare da dove viene. Tutto è cominciato nel gennaio 2021, quando il mondo ha incontrato la parola "cannibalismo" associata a uno dei volti più belli di Hollywood. Un account Instagram anonimo ha pubblicato quelli che venivano descritti come messaggi privati che Hammer avrebbe inviato a diverse donne, contenenti fantasie sessuali oscure e riferimenti al cannibalismo. In uno di questi messaggi — la cui autenticità non è mai stata ufficialmente verificata in tribunale ma che altre donne hanno confermato non essere stati sorprendenti conoscendo l'attore — l'attore avrebbe scritto: "Sono al 100% un cannibale… cazzo, è spaventoso ammetterlo." In un altro: "Ho bisogno del tuo sangue. Lo desidero ardentemente.” In un altro messaggio si leggeva: "Voglio vedere tutto di te… il tuo cervello, il tuo sangue, i tuoi organi, ogni parte di te… morderei sicuramente… o proverei a fottere. Non sono sicuro di quale delle due cose… probabilmente entrambe."
Una donna ha affermato che Hammer aveva espresso il desiderio di spezzarle una costola e mangiarla, e che le aveva inciso una "A" nella carne. Un'altra ha sostenuto che l'attore l'aveva manipolata per farle compiere atti BDSM che "francamente la spaventavano”. Ma la denuncia più devastante è arrivata da una donna identificata come "Effie" — il cui account Instagram "House of Effie" aveva dato il via all'ondata di accuse. Effie ha accusato Hammer di averla violentata il 24 aprile 2017 a Los Angeles per quattro ore, di averle sbattuto la testa contro un muro e di altri atti violenti. "Durante quelle quattro ore ho provato a scappare ma non me lo permetteva", ha dichiarato in conferenza stampa affiancata dall'avvocata Gloria Allred. "Pensavo che mi avrebbe uccisa. Se n'è andato senza preoccuparsi minimamente del mio stato.” La polizia di Los Angeles ha aperto un'indagine nel marzo 2021, poche ore dopo la conferenza stampa di Effie.
Le conseguenze professionali sono state immediate. Hammer non ha più lavorato a Hollywood. È stato scaricato dalla sua agenzia, la WME, e rimosso da tutti i progetti cinematografici e televisivi in cantiere. Nel febbraio 2023, in un'intervista alla newsletter Air Mail — la sua prima uscita pubblica dopo la bufera — ha rivelato dettagli personali agghiaccianti: ha dichiarato di aver contemplato il suicidio durante il crollo della sua vita. "Sono semplicemente entrato nell'oceano e ho nuotato più lontano possibile, sperando di annegare, di essere colpito da una barca o mangiato da uno squalo," ha raccontato ricordando un momento alle Cayman.
In quella stessa intervista, l'attore ha rivelato di essere stato abusato sessualmente da un pastore della sua chiesa quando aveva 13 anni, e ha ammesso di essere stato emotivamente abusivo nei confronti di alcune delle sue accusatrici, riconoscendo che "le dinamiche di potere erano sbilanciate" — ma ha negato qualsiasi violenza sessuale. Nel maggio 2023, la procura della contea di Los Angeles ha annunciato che non avrebbe presentato accuse penali. In un comunicato, l'ufficio del procuratore distrettuale ha dichiarato di non poter provare le accuse di stupro oltre ogni ragionevole dubbio, in parte a causa della "complessità della relazione" tra Hammer e l'accusatrice.