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Le piattaforme contro Mediaset? Dopo Netflix che produce il documentario di Corona ora salta fuori quello su Barbara D’Urso in cui l’ex conduttrice di Canale 5 sgancerà la bomba sul suo addio alla rete di Piersilvio

  • di Marika Costarelli

  • foto di Ansa

10 marzo 2026

Le piattaforme contro Mediaset? Dopo Netflix che produce il documentario di Corona ora salta fuori quello su Barbara D’Urso in cui l’ex conduttrice di Canale 5 sgancerà la bomba sul suo addio alla rete di Piersilvio
Mediaset continua a subire colpi. Dopo le gravi accuse di Fabrizio Corona e la chiusura anticipata di “C’è posta per te”, arriva “Col cuore”: un docu-film su Barbara D’urso che potrebbe rivelare nuove verità e retroscena sulla brusca fine del legame con l’azienda. L’anno peggiore per Mediaset

foto di Ansa

di Marika Costarelli

Piersilvio Berlusconi sembra non avere tregua. Dopo le pesanti accuse di Fabrizio Corona, a completare il quadro ci pensa Barbara D’urso, che pare essere diventata il nemico numero due di Mediaset (dopo Corona). L’indiscrezione è di Santo Pirrotta, giornalista di Vanity Fair: la conduttrice starebbe lavorando a un docu-film sulla sua vita e sulla sua storia che potrebbe finire su Prime Video o Netflix: le piattaforme la corteggiano. Col cuore potrebbe essere il titolo del prodotto: niente di più simbolico che l’iconico mantra della conduttrice.
Non che la vita personale di Barbara non ci interessi, ma è chiaro che a rendere appetibile il prodotto è la narrazione che verrà fatta del suo contenzioso con Mediaset, di cui la conduttrice ha sempre parlato a spizzichi e bocconi. Un docu-film è proprio quello che serve ai più curiosi per conoscere la verità che si nasconde da anni circa il legame bruscamente interrotto dalla rete, nonostante gli alti ascolti portati a casa dalla conduttrice. Un altro possibile KO all’orizzonte per l’azienda di Cologno Monzese a cui Barbara ha donato corpo e anima per 15 anni.
 

Barbara d'Urso
Barbara D'urso conduce "Pomeriggio Cinque"

Il 2 giugno del 2023 vedevamo la conduttrice su Canale 5 per l’ultima volta. Da quel giorno nulla sarebbe tornato come prima. Con la morte di Silvio Berlusconi, per Barbara D’urso, i suoi fan e i suoi hater si chiude un’era. Il presidente di Mediaset, Piersilvio Berlusconi, la pianta in asso e decide di non rinnovarle il contratto. Piersilvio dichiara di voler ripulire dal trash l’immagine dell’azienda, di mirare a una tv più pulita e credibile. Barbara viene sostituita da Myrta Merlino che prende il suo posto come conduttrice di Pomeriggio Cinque. Ma gli ascolti subiscono un declino epocale. Lontani i tempi in cui della seguitissima trasmissione pomeridiana si era pensato di farne addirittura un’estensione in prima serata con il nome di Live Non è la D’Urso, un bizzarro delirio televisivo che in molti vorrebbero veder tornare. Le iconiche cinque sfere pronte a schierarsi contro il personaggio più discusso del momento e Nina Moric che si sottoponeva alla macchina della verità: tutto spazzato via dalla boriosa telecronaca di Myrta Merlino.
E infatti Merlino non dura che due stagioni, per poi essere sostituita dal giornalista Gianluigi Nuzzi. Pomeriggio Cinque torna a vestire i panni di una trasmissione di stampo giornalistico, le ospitate del Ken Umano o della donna con le tette più grandi del mondo sono un lontano ricordo ormai.
È proprio vero: certe cose si apprezzano solo quando si perdono. Il trash televisivo della D’urso era contestato da molti, eppure oggi che non va più in onda, non sono pochi coloro che vorrebbero tornasse. Forse per riassaporare quella leggerezza dei tempi perduti, di quando delle guerre si parlava poco, mentre si era intenti a conoscere la verità sul finto matrimonio di Pamela Prati con Mark Caltagirone. Barbara D’urso ai tempi della pandemia era diventata una certezza per molti italiani. Lei, puntuale e stakanovista in diretta su Canale 5, senza pubblico, che forniva istruzioni precise su come lavarsi bene le mani per evitare di essere contagiati dal virus: pura poesia. Informazione e intrattenimento convergevano in Pomeriggio Cinque e in Live Non è la D’urso il trash in prima serata era assicurato. La conduttrice appariva instancabile e lo share la premiava con i suoi “picchi”, che lei stessa era solita evidenziare. E il trash? Non era maggiore di quello dei programmi di Queen Mary, come Barbara stessa ha più volte dichiarato, in maniera non troppo velata. Per questo la scelta di Piersilvio è sempre apparsa poco chiara e priva di motivazioni coerenti e reali. Con il “taglio” che aveva scelto di effettuare, aveva lasciato fuori anche Belén Rodriguez e Ilary Blasi; quest’ultima sta per tornare alla conduzione del Grande Fratello e, ironia della sorte, proprio dopo che Corona ha fatto nero Alfonso Signorini con le sue gravi accuse. Mediaset torna dalla Blasi in ginocchio per tentare di riparare al danno dell’ex paparazzo. Nel frattempo Maria De Filippi chiude in anticipo la stagione di C’è posta per te a causa del calo di ascolti; un flop clamoroso e unico nella storia della conduttrice più amata dagli italiani. Tutto sembra remare contro Mediaset e questo docu-film su Barbara D’urso non promette nulla di buono per l’azienda.

Piersilvio Berlusconi
Piersilvio Berlusconi, vice presidente e CEO di Mediaset

Durante l’ultima edizione di Ballando con le stelle, Barbara aveva preso parte come concorrente. In molti avevano pensato che si trattasse di un passo indietro della conduttrice che aveva osato sfidare Maria De Filippi con i suoi ascolti da capogiro: dopo l’ascesa e il declino avvenuto per via della decisione dell’azienda, ci si aspettava di vederla alla conduzione di un programma importante, magari in prima serata. E invece la sua partecipazione al prime time del sabato sera di Rai1 l’ha vista brillare con una discrezione alla quale non eravamo abituati. La regina del trash - come è stata spesso definita - si è raccontata a suon di passi di danza e ha regalato battiti di ciglia e qualche sferzata alla giudice Selvaggia Lucarelli, nulla di più. Nulla che ricordasse quei pomeriggi “bislacchi” che rimangono negli annali di Mediaset.
Durante una puntata di Falsissimo, Fabrizio Corona aveva accennato a un clima di competizione tra le principali conduttrici Mediaset che avrebbero contribuito a tagliare fuori Barbara. Corona aveva parlato di un’antipatia tra lei e Silvia Toffanin - compagna di Piersilvio - e addirittura di un boicottaggio da parte di Maria De Filippi su un possibile ritorno alla conduzione di Barbara D’urso in Rai.
Quello che è certo è che un docu-film potrebbe rimettere a posto tutti i pezzi del puzzle, confermare rumors o rivelare nuove verità. Per Mediaset questo potrebbe essere l’anno peggiore della sua storia. “Col cuore”!

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