Il fortino di C'è Posta Per Te è stato espugnato: la finale di The Voice Kids infatti, ha battuto in ascolti il programma di Maria De Filippi. I bambini canterini hanno vinto su postini, buste e tradimenti: su quello show del sabato sera in cui i più piccoli, fino a qualche mese fa, sfilavano in studio portando in dono premi e cotillon per i protagonisti della storia che apriva la puntata, quella della sorpresa. Solo che a un certo punto, su Rai 1 sono spuntati i bambini talentuosi, la giuria giocosa e lei, Antonella Clerici, a fare da madrina alle loro storie: e mentre The Voice Kids conquistava pubblico e quello di C'è Posta per Te iniziava a cambiare canale, i bambini hanno smesso di intenerire il pubblico e, anzi, sono stati i primi a saltare.
Un percorso di avanzamento che era iniziato già alcune puntate fa, tanto che davanti ai dati, Maria De Filippi e la sua squadra erano corsi ai ripari. Come? Proprio eliminando la storia iniziale della sorpresa, per entrare subito nel vivo della trasmissione. Fino alla finale del talent di Rai 1, quando è avvenuto il capovolgimento: 23,3% di share, 3milioni 382mila telespettatori su Rai 1 contro il 22,1% e 3milioni 272mila telespettatori su Canale 5. Un vantaggio rilevante più per il suo significato che per la differenza di numeri, che a conti fatti è esigua (nella stessa serata, una buona fetta di pubblico stava seguendo le Olimpiadi invernali su Rai 2).
Ecco qua dunque che Maria De Filippi, la “Sanguinaria” della tv, non era imbattibile: bastava solo crederci. Anche se la notizia non è questa, dato che anche a Milly Carlucci aveva insidiato il trono defilippiano del sabato sera nelle passate edizioni di Ballando con le Stelle: la notizia semmai, è che si può fare senza cercare la polemica, andando diritti lungo la narrazione che si è scelta per il proprio programma. Piazzando talenti veri, una giuria che si diverte anziché litigare, storie in cui ci si può identificare: lasciando insomma che l'emozione arrivi senza troppi artifizi retorici o narrativi. In questo senso, la scrittura di The Voice Kids e dei format fratelli – è in partenza venerdì 6 marzo la versione Generation – fa scuola.
Dopo quasi trent'anni di “amori interrotti” e famiglie disfunzionali, di stereotipi nord vs sud, una trasmissione che non puzzasse di usato sicuro è stata una ventata di freschezza per il sabato sera televisivo. Non che questo basti: nella passata stagione televisiva ad esempio, il rilancio di Ora o Mai più con Marco Liorni era uscito con le ossa rotte dal confronto con C'è Posta per Te. A primavera poi, un format completamente nuovo come Ne vedremo delle belle invece, chiudeva proprio a causa dei bassi ascolti. Ma a The Voice Kids&fratelli, è riuscito di coniugare il carattere nazionalpopolare della sua conduttrice con i buoni sentimenti, senza però risultare stucchevole. Trovata l'amalgama, sperimentata già al venerdì sera, è bastato crederci: ripartito nel 2023 con due puntate, il talent è pian piano cresciuto.
Rimasto fermo per un anno nel 2025, The Voice Kids è poi tornato a inizio 2026 con sei puntate che, partite al 19,69% di share sono pian piano salite di quasi quattro punti percentuali. Allo stesso tempo, quello che sembrava un successo inscalfibile, è sceso dal 28,6% del debutto di quasi sei punti percentuali per la vittoria di Matteo Trullu, 13 anni, polistrumentista da Decimomannu.
Per battere una bionda serviva un'altra bionda: adesso Rai 1 lo sa, The Voice si è consolidato e Viale Mazzini non ha più scuse.