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15 ottobre 2026

L'intervista a Leonardo Maria Del Vecchio di “Pulp” ha rotto la redazione: il dialogo allucinogeno tra il bohémien Serino e la realista Marika (che non si fa fregare dal fascino del trombatore seriale)

  • di Gianmarco Serino e Marika Costarelli

15 ottobre 2026

L’intervista a Leonardo Maria Del Vecchio a “Pulp Podcast” ha diviso la redazione di MOW. Nel dialogo tra il bohémien Gianmarco Serino e la disillusa Marika Costarelli emerge il ritratto senza filtri di un giovane miliardario fatto di cliché, glam finance e intrattenimento puro. Un confronto serrato e allucinogeno che restituisce a Del Vecchio la complessità di un personaggio surreale
L'intervista a Leonardo Maria Del Vecchio di “Pulp” ha rotto la redazione: il dialogo allucinogeno tra il bohémien Serino e la realista Marika (che non si fa fregare dal fascino del trombatore seriale)

Premettiamo una cosa: non è che odiamo i ricchi perché ricchi, perché la volpe che non arriva all’uva e bla bla bla. Semmai troviamo cringe che un miliardario vada a sedersi a un podcast per farci la lista dei cliché e venga pure trattato da personaggio epico per questo.

Io non sono d’accordo, Marika.

Ma Giammà di “ciccia” nelle parole di LMDV da Fedez si fa veramente fatica a trovarne.

Tutto quello che dice, invece, è ciccia proprio perché sono cazzate. Sono cazzate potentissime. Anche se è tutto sbagliato. Ma ecco, ti faccio degli esempi che ti dimostrano quanto questa puntata sia un gioiello dell’intrattenimento. “I Golden castles, jet privati. Bello a trent’anni, ma quando ne hai 5?” Dice LMDV. Meglio che vivere in Afghanistan. Rispondiamo noi. “Sono stato sbattuto fuori di casa. Non in un appartamento pagato dai miei. Fuori casa vuol dire a Beausoleil”. Sempre meglio che a Kabul. Rispondiamo ancora. Il primo punto da affrontare è che a qualsiasi cosa detta da LMDV da Pulp potremmo rispondere “sempre meglio che vivere in Afghanistan”. Il ché appiana e lima le alture dei suoi ragionamenti comprimendolo in un un’entità universale e mistica. C’è del misticismo in questa bizzarria, capisci?

Ma Giammà, ma parla come mangi. Tutto quello che capiamo, vedendo un’ora, 25 minuti e 13 secondi di intervista, è che questa poteva essere l’occasione per fare re-branding ma, spoiler: non è andata così.

Non sono d’accordo. Per il pubblico di Fedez, che beve Boem e fuma la sigaretta elettronica, Lmdv ha fatto un figurone. Cosa penseranno gli analisti seri delle sue parole, di quanto della sua competenza reale trasparisca dalle sue parole non filtrate, non è importante. L’importantè è star bene con sé stessi. Se le migliaia di famiglie sostenute da chi lavora in Luxottica rimangono senza uno stipendio, chi cazzo se ne frega. È una forma di egoismo altruista miracoloso, questa. Ogni vita ha la stessa dignità di essere rispettata e il dolore privato se confrontato con quello privato di un altro essere vivente ha lo stesso peso, non trovi? A lui il divorzio gliel’ha dovuto spiegare sua zia. Cioè, capisci? Sua zia. I suoi genitori no. C’è un trauma irrisolto in lui, un ponte gettato sull’infinito, capisci? Poi lui quel vuoto, quello lasciato da sua madre dice di aver smesso di cercarlo. È intrattenimento vero quello che ci sta offrendo Pulp. Cioè, dentro la più grossa paraculata del mondo Fedez e Marra ci stanno offrendo intrattenimento di altissimo livello. Qui siamo ai livelli di Mediaset, di Verissimo. Secondo te esagero?

Secondo me sì, Giammà. Ma che ti sei bevuto stasera? Sicuramente non la Boem. Del Vecchio parla di ovvietà con il tono di chi ha appena scoperto il senso della vita. Altro spoiler: non l’ha ancora scoperto. Fortuna che arriva un altro scoop che riguarda l’argomento sesso. Anche qui: chi se l’aspettava da un miliardario che ammettesse di aver avuto più di 2000 donne? Del Vecchio, che a primo acchito pare un “Morrone” in versione più accessibile, in realtà è uno sciupafemmine. Per caso qualcuno sta pensando che questa affermazione confermi lo stereotipo delle donne attratte dal portafogli?

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Lui dice di essere stato cresciuto dai Bodyguard, dai marinai, da tutta la servitù che ruotava attorno alla sua famiglia. Ed è una bellissima immagine. D’altronde delle cose giuste, LMDV non si è lamentato. Anzi. Sapere che certe donne – dice di averne trombate più di 2000 – lo desiderassero solo per lo yacht dev’essere stato bellissimo. Fanculo. È per questo che, come scrive Flaubert, i ricchi giovani sembrano sempre un po’ più vecchi e i vecchi un po’ più giovani. Poi dice un’altra cosa bellissima LMDV. Che la nascita di sua figlia è stata come uno schiaffone, uno di quelli che avrebbe sempre voluto avere, ricevere, s’incarta con le parole, non riesce a parlare. Parla male, tutto impastato. Saranno le benzodiazepine da cui dice di aver avuto difficoltà a liberarsi. Ma vuole dimostrare di essersi rimesso in carreggiata, lui.

Vabbé Giammà, ma non è che pure tu ti droghi come Leonardo Maria Del Vecchio? Pulp Podcast che lancia la bomba: Del Vecchio è un miliardario che ammette di aver avuto una dipendenza (che lui ci tiene a non definire tale nel suo caso) da benzodiazepine. È una cosa assurda. Chi lo avrebbe mai detto? È già stata lanciata l’edizione straordinaria a reti unificate?

Ahahahaha. Però ti devo correggere non è vero che non definisce tale la dipendenza.

A parte questo grandioso scoop, Leonardo Maria Del Vecchio al podcast di Fedez e Mr Marra fa una riflessione interessante sull'importanza di scoprire la causa per la quale ci si avvicina alle droghe: pure psicologo, dunque! E se pensi davvero che l’argomento “droghe” con i miliardari “matchi” perfettamente, sei solo una vittima di stereotipi sociali. L’imprenditore, invece, ha rivelato ai podcaster una verità molto scomoda, tanto che i due ci tengono a evidenziarla con il solito estremo sensazionalismo. Quando Fedez, infatti, gli chiede: “Ma chi te lo fa fare ad ammettere una cosa del genere?” (peraltro l’unica domanda che Fedez, nonché suo amico, gli ha posto); lui, con fare quasi eroico ed ergendosi a maestro di vita versione inaspettata umiltà, ammette: spera che chi fa uso di sostanze possa ascoltarlo e sentirsi compreso. Tanta retorica da trattoria impiattata come fosse un piatto gourmet da ristorante stellato. Ah, Gesù Cristo gli piace un botto! Così, a caso.

Chissà gli investitori cosa penseranno di tutto questo. Eppure il titolo in Borsa nell’ultima seduta, il 14 ottobre, invece che calare ancora ha fatto il +1,26%. Forse è perché lui ha rassegnato le proprie dimissioni. Nel podcast è chiaramente tutta colpa di Milleri, e dalla Gruber parlava tutto impastato perché il dentista gli aveva dato della morfina dopo avergli rimosso tutti insieme i denti del giudizio e lui non voleva rimandare. Gli vogliamo credere? Ma sì, perché dovremmo scegliere la versione peggiore che questa storia riserva alla realtà? Tanto LMDV sta già raschiando il fondo del barile, fa bene a farlo con stile. Che domande ficcanti ti aspettavi gli facessero? Siamo in un talkshow, non da Report, maledizione.

Si però Giammà, se si scava sotto la vernice del “bello e maledetto” che gioca a fare la rockstar con la retorica da Glam Finance, la realtà degli affari è una commedia surreale. Parliamo di uno che negli ultimi due anni ha iniziato a fare investimenti con la lucidità di un turista in preda all'allucinogeno: ai tempi della crisi del settore del lusso (quando la Cina vedeva i suoi dati sull'occupazione crollare e i cinesi smettevano di comprare borse firmatissime), il gruppo EssilorLuxottica, in cui lui aveva un incarico, che fa? Si compra Supreme per 1,5 miliardi di dollari, manco stesse facendo incetta di scarpe coi saldi giocando in Borsa.

Concordo con te.

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E per non farsi mancare nulla, si regala pure degli yacht devastanti che, complessivamente, valgono oltre cento milioni di euro e contribuiscono alla sua esposizione debitoria. Ma ehi, gli investitori iniziano solo ora a dubitare della sua lucidità e a parlare delle benzodiazepine di cui lui stesso ha raccontato!

Però Lmdv lo dice, a lui non danno fastidio gli articoli di chi gli fa i conti in tasca. No, gli dà fastidio che non si dia peso a tutto il resto. “La verità è che non ci sono più le grandi firme. Per questo ho investito nell’editoria”. Non trovi che sia fantastico? Lo dice chiaro e tondo di aver investito nella stampa perché si parli bene di lui come persona piuttosto che come imprenditore. Perché i titoli ormai li si fa sul gossip.

Questa intervista è così banale e piena di cliché che si fa fatica a guardarla anche a velocità 2x.

Io trovo che a velocità 2x invece sia godibilissima. LMDV a 2x parla quasi ai ritmi di una persona che non ha problemi con le benzodiazepine.

E qui mi trovi d'accordo. Ma hai notato che ovviamente non manca neanche il momento pietismo del: poverino, è “figlio di”, quindi per questo nessuno gli riconosce niente nè lo prende sul serio? Lì Del Vecchio, ancora una volta eroico, ammette: “Non voglio fare pena a nessuno”. E ci mancherebbe, Leonà!

Va bé però scusa io non sono d’accordo. Cioè, com’è possibile che a queste latitudini l’unico sentimento di pietas concesso dalla liturgia dominante sia quello verso i bambini del terzo mondo o di chi vive una guerra? Saremo liberi di compatire il dolore di un miliardario per la perdita di un genitore? Di provare pena per lui perché il Twiga lo ha comprato per far contento suo babbo a cui piacevano le vongole? Secondo me lui s’è detto: “fanculo le finanze, io per mio babbo non bado a spese. E quando non ci sarà più lui che se ne vada tutto a rotoli”.

Di pena semmai ne fanno le sue finanze: per tentare la scalata alla cassaforte di famiglia, la Delfin (quella che ha in pancia le partecipazioni chiave e persino quote in Monte dei Paschi), per aumentare la sua quota dal 12,5% al 37,5% ha cercato un finanziamento da circa 11 miliardi di euro presso un gruppo di banche, senza però riuscire a perfezionare l’operazione di acquisto delle quote di due fratelli. Il risultato capolavoro? Nel frattempo il titolo di EssilorLuxottica si è svalutato, complicando ulteriormente le garanzie richieste dalle banche per ricomprarsi pezzi di se stesso. E adesso, per fare cassa, ha messo in vendita il palazzo di via Turati, valutato 58 milioni di euro, e gli spazi di via Montenapoleone, per circa 20 milioni, mentre ha annunciato di voler vendere uno dei suoi yacht, come un venditore di pentole qualsiasi!

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Lo ha annunciato pure nel video. Eh sì, è pura arte la sua secondo me. Cioè, ti devi impegnare per cercare di offrire garanzie alle banche su quote della holding che lo statuto non ti permette liberamente di dare in pegno, senza tenere conto che le partecipazioni sottostanti potrebbero perdere valore e lasciarti senza garanzie sufficienti.

Ma poi hai visto verso la fine - giusto per farci dare la martellata sui coglioni alla Tafazzi - l’imprenditore ammette di essere innamorato di Giorgia Meloni e di trovarla molto sexy. Ma allora è un vizio di voi bellissimi! (In memoria della simpatia che Morrone aveva dichiarato per Giorgia).

Ah… pensavo dicessi a me. Dai Marika andiamo avanti, ti prego. Anche se non vorrei finisse mai questa puntata che, davvero – a chi ci legge – lo dico sinceramente: è un’opera d’arte. Fedez è un genio.

Fedez è un Fabrizio Corona della comunicazione che non ce l'ha fatta. A un certo punto - momento clou - Del Vecchio si accende una sigaretta, giusto per darsi l’aria da Tony Montana: sarebbe stato più efficace il sigaro, ma ci accontentiamo.

Se vabbé, perché non una pipa? Sei proprio cattiva, ti posso dire? E che cazzo, manco una sigaretta si può fumare sto povero Cristo di miliardario.

In effetti il fascino, quando c’è, non ha bisogno di particolari dettagli.

Vabbé ma che co vuol dire dai…

Ho detto “quando c’è”.

Giusto… però come fai ad essere certa che se ti cantasse Hero, come racconta nel podcast, non stramazzeresti ai suoi piedi?

Del Vecchio, il ricco, bello e maledetto, con i tatuaggi, la sigaretta accesa e un passato costellato di sesso, droga, rock 'n' roll e di diversi disastri in ambito finanziario (bonus). Ma sì dai, di fronte alla performance di Hero potrei anche chiudere un occhio. E come dimenticare la sua caratura di personaggio da spy-story? C'è finito persino dentro fino al collo nel maxi-caso dell'inchiesta Equalize, robe complicate con spie, dossieraggi e la morte per infarto dell’ex poliziotto Carmine Gallo, avvenuta mentre era agli arresti domiciliari. Lì il nostro eroe era stato indagato per presunti accessi abusivi, ma la sua posizione non è comparsa nell’avviso di conclusione delle indagini; lui sostiene di essere stato truffato e intimidito dai personaggi legati a Equalize. Geniale!

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Leonardo Maria Del Vecchio nelle fantasie di Marika poco prima di cantare "Hero" IA

Ma infatti secondo me è geniale quella parte dell’intervista in cui gli domandano dei problemi sulla privacy che gli occhiali Meta potrebbero creare e lui dice che “se non hai niente da nascondere non vedo il problema”. Il ché sintetizza alla perfezione il livello altissimo di poesia raggiunto da questa puntata. Poi aggiunge di sapere che esistono giorni e giorni di nastri di intercettazioni di lui in casa sua – quelle di Equalize – e che, possibilmente, li rivorrebbe. Cioè è tutto bellissimo. E’ follia allo stato puro e quindi è una figata. Non importa che di mezzo ci sia il più grosso scandalo di dossieraggi mai emerso in Italia. No. E la sua completa ignoranza in materia – o perfettamente dissimulata – lo protegge dal rilasciare informazioni sensibili.

Poi si inizia a parlare seriamente di politica e di informazione. Quindi non di quanto Del Vecchio trovi sexy la Meloni.

Seriamente è un parolone. Dice pure che si è avvicinato molto alla politica grazie a Giorgia Meloni, però non è certo al 100% - gli pare di sì – che il governo di Meloni sia il più longevo della storia della Repubblica Italiana. Cioè, lo sanno anche i muri. Però dice che la Meloni è sexy. Fa capire che è un po’ più di destra lui. Chissà, magari crede davvero che la sua discesa in campo – mi pare abbastanza lampante che abbia seriamente questa intenzione – potrà aiutarlo a difendere le sue imprese, un po’ alla Berlusconi. No comment. La domanda che gli viene rivolta a proposito da Mr. Marra, che qui fa la parte dell’ex porno attore emerso dalle masse del proletariato che per un periodo della sua vita – dice – si sarebbe pure razionato le scatolette di tonno, è da premio Nobel. “Hai mai pensato di scendere in politica?”. Un po’ come quel tizio di Radio Money.it che domanda a Claudia Conte se sia vero che lei ha una relazione con il ministro dell’Interno.

Mr. Marra dice che anche l’informazione in Italia dovrebbe lavorare con una coscienza collettiva.

Eh ma Gramsci, come Siddartha, si sa, ha falciato generazioni… Però poi si parla di Cgil con una superficialità agghiacciante. è che lo stupore di fronte alla sua performance è solo colpa nostra. I mercati lo avevano capito subito che la glam-finance di Lmdv non avrebbe portato a nulla di buono. Ma forse il gusto per i marchi in sconto, anche nelle mosse del gruppo in cui lavorava, si veda l’acquisto di Supreme da parte di EssilorLuxottica per 1,5 miliardi di dollari, oppure l’acquisizione di Acqua del Fiuggi perché la beveva suo padre, piuttosto che quei due cazzo di yacht che insieme valgono oltre cento milioni di euro battenti bandiera italiana – perché la bandiera maltese fa schifo, dice – non è nemmeno la cosa peggiore. Il problema è che Leonardo Maria Del Vecchio aveva tutto e si è condannato con le sue stesse mani perdere tutto. Nel pieno delle tensioni ereditarie con i fratelli ha tentato di aumentare la propria quota nella cassaforte di famiglia Delfin dal 12,5% al 37,5%, comprando le partecipazioni di Luca e Paola. Per farlo ha cercato un finanziamento di circa 11 miliardi da diverse banche, ma il piano si è arenato sul nodo delle garanzie, anche perché le quote di Delfin non erano liberamente impegnabili e il valore di EssilorLuxottica era sceso. Quegli 11 miliardi non sono stati erogati. Grazie al co che se lasci gli incarichi in EssilorLuxottica dopo esserti dato la zappa sui piedi i dipendenti del gruppo che fino a quel momento, a sentir lui, non erano mai ricorsi ai sindacati, lo fanno senza pensarci due volte. Si chiama paura. “Se me ne vado io Cgil chiama”. Bestialità vere. Il titolo di EssilorLuxottica, nell’ultima seduta del 14 ottobre, ha segnato un +1,26%. Forse è proprio perché LMDV ha ancora meno poteri decisionali di quelli che aveva prima. Però LMDV da tutta la colpa a Francesco Milleri, il presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica, scelto dal fondatore e da lui ricordato anche nel testamento con un lascito azionario, che sta tentando in qualche modo di salvare il salvabile mentre Delfin resta il primo azionista del gruppo franco-italiano. Il fiore all’occhiello dell’industria hi-tech italiana. Ma ecco, dicevamo. È tutta colpa nostra. Perché? Abbiamo creduto vi fosse una certa strategia dietro a quelle mosse sconclusionate. Cioè, per carità, forse c’era, ma non era quella giusta. “Non ho mai licenziato un dipendente. I manager sì, hanno uno stipendio per essere licenziati”. Chissà Mark Zuckerberg, che se ne sta lì affacciato alla finestra cosa avrà pensato una volta ascoltata queste parole. Si sarà fatto una risata. Tutto sommato se EssilorLuxottica risente delle tensioni della holding di famiglia lui non potrà che essere felice di accorrere in soccorso. Però, ecco, va detto che al di là di tutto quello che potrebbe essere il prodotto realizzato da Fedez e Marra è geniale. Perché solleva un punto filosofico ben preciso. Se tu sei un contadino e ti viene proposto di diventare re, ma dimenticandoti chi eri prima, accetteresti?

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Certo, adesso Pulp Podcast diventa il caffè letterario dove si disquisisce di quesiti filosofici! Del Vecchio aggiunge che, purtroppo, l’informazione italiana è storpiata. E la notizia è che lo stanno dicendo a Pulp Podcast, con un miliardario come ospite. Ma certo che l'informazione gli sta a cuore! Dopotutto è diventato pure editore, comprandosi il 30% de Il Giornale dagli Angelucci e l’80% di Editoriale Nazionale dalla famiglia Monti Riffeser mentre la barca stava affondando, così adesso può campare i giornalisti e postare sui social le foto in posa con la redazione.

E vabbuò ma Fedez e Marra mica son fessi. Magari LMDV si compra pure Pulp dopo sta puntata no?

Massì, e che se lo compri. Dopo la performance disastrosa da Lilli Gruber e l'uscita a Cernobbio in cui giustificava il crollo delle azioni EssilorLuxottica in Borsa dicendo che lui pensa alle “300.000 famiglie che rischiano di restare a casa”, l'impressione è che nella sua lucida follia voglia persino scendere in politica alla Berlusconi per salvare i cazzi suoi. E se Fedez e Mr Marra fossero Eugenio Scalfari e Indro Montanelli del nuovo secolo? Scommetto che nessuno ci ha pensato. Ma dopo questa intervista non c’è dubbio: anche stavolta l’informazione, grazie a Pulp Podcast e alla consulenza del manager della comunicazione che Del Vecchio condivide proprio con Fedez, è salva.

Sono d’accordo con te. Montanelli, d’altronde, oltre ad essere stato una grande penna era un enorme paraculo. Aveva l’ossessione per i comunisti rossi. Pienamente in linea con lo spirito del tempo in cui era immerso, più filo-americano di lui non c’era nessuno.

Però nel frattempo, quello che fino a poco tempo fa era il fiore all'occhiello dell'industria tecnologica e della difesa italiana (perché le tecnologie ottiche hanno anche applicazioni nella difesa, mentre i Ray-Ban Meta sono prodotti di consumo), rischia di fare una fine ingloriosa. Le azioni che un tempo valevano più di 200 euro l'una sono precipitate rovinosamente verso quota 148 euro al 14 ottobre 2026. E se le turbolenze di famiglia indeboliscono Delfin, il primo azionista di EssilorLuxottica, il peso della famiglia nel gruppo franco-italiano rischia di ridursi. Ma il consensus degli analisti finanziari riguarda i conti e le prospettive del titolo, mica la sua persona: a definirlo semplicemente un povero collezionista di disastri siamo noi. Per quanto riguarda Del Vecchio, rimane tutto un grande “boh”, tanto che ci viene in mente la canzone di Fedez Generazione Boh: non era lui che la cantava? Non c’entra niente, ma volevo fare una cit. pop per allinearmi al mood della puntata. Anche perché ci chiediamo: quale voleva essere lo scopo di questa intervista? Mostrarci che un miliardario può anche essere un tipo alla mano? Di quelli che ti possono chiamare “frà” o “bro”? Bello, ma chi se ne frega? C’è da dire, però, che la sua ospitata a Pulp Podcast rientra perfettamente nella linea editoriale del format, che deve essere più o meno questa: non si deve capire un cazzo, ma deve sembrare tutto fottutamente sensazionale e controtendenza. L’idea di invitare Del Vecchio deve essere nata proprio così, con uno dei due podcaster che avrà detto all’altro: “Oh bro, sai che c’è? Tutti odiano i ricchi? E noi invitiamo un miliardario!”. “Grande bro! Lo chiamo subito. Quanto cazzo spacchiamo oh?”. Comunque, dopo aver conosciuto meglio Leonardo Del Vecchio grazie a questa interessante intervista, non lo odiamo più perché è ricco: anzi, siamo proprio felici per lui che lo sia. In fondo è solo un ragazzo dalla testa calda a cui si può perdonare anche qualche piccolo disastro finanziario.

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