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27 giugno 2026

Ma alle femministe non piaceva il pelo? BigMama si scorda del patriarcato e promuove le lamette per la depilazione

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

27 giugno 2026

Ma sarà colpa di BigMama se il suo nome è più associabile a un brand che alla musica? Nella sua comunicazione le canzoni sono diventate marginali. L’artista promuove metodi di depilazione, slogan e content che danno risonanza a tematiche di tendenza. E la musica? Il singolo presentato in anteprima al Primo Maggio (“Luca è gay”) non è ancora stato rilasciato. Proviamo a capire in che direzione sta andando la sua comunicazione

foto di Ansa

Ma alle femministe non piaceva il pelo? BigMama si scorda del patriarcato e promuove le lamette per la depilazione

“Cchiu pilu ppi tutti” era la celebre frase di Cetto La Qualunque. Il significato era chiaro. Da un po’ di anni, però, sembra essere stata reinterpretata da alcune femministe, che hanno fatto della peluria un manifesto di empowerment femminile.
E, voi direte, e che c'entra BigMama con tutto questo?
Partiamo dalla sua musica, almeno noi. Ve la ricordate Luca è gay? La nuova canzone di BigMama presentata in anteprima sul palco del Primo Maggio? Noi ce la ricordiamo perché ne abbiamo scritto. Il brano era una chiara provocazione a Luca era gay di Povia, presentato al Festival di Sanremo nel 2009 e finita al centro di diverse polemiche sulla tematica.
BigMama è stata una delle conduttrici del concertone del Primo Maggio e in quell’occasione ci ha deliziati con una performance che voleva essere provocatoria e invece si è rivelata solo cringe: Luca è gay è un inno all’omosessualità condito di clichè, che mira a spettacolarizzare l’orientamento sessuale come fosse qualcosa di straordinario su cui soffermarsi con curiosità e sorpresa. E la propaganda LGBTQIA+ è servita.
Peccato che non tutti abbiano gradito, compresi alcuni che della comunità ne fanno parte, basta scorrere tra i commenti dell’esibizione sui vari social. Forse per questo il singolo non è mai stato rilasciato da BigMama, azzardiamo questa ipotesi. Eppure le sonorità si prestavano molto bene alla stagione estiva: cassa dritta, rime facili e quella presunta “iconicità” che il pezzo pretende di rappresentare.
Ma al di là del singolo, è curioso notare come BigMama produca pochissima musica. Probabilmente non dipende direttamente da lei, ma da accordi discografici che non possiamo conoscere. Ciò che emerge però, osservando la sua comunicazione social, è che la musica è totalmente marginale.
BigMama è un personaggio d’impatto, che provoca, sposa cause, lancia slogan. Oltre alle lotte contro il body shaming, la cantante ha sempre sposato cause “di tendenza”: con le sue canzoni, con i suoi content e con la sua estetica, facendosi promotrice di messaggi su diverse tematiche. Tra tutte, BigMama si è espressa anche sull’inflazionatissimo tema del patriarcato.
Ed ecco che subentra la citazione che apre l'articolo. Da più di un anno BigMama è il volto della campagna di empowerment e self-care “La mia pelle, il mio orgoglio” di una nota linea di prodotti dedicati alla rasatura e alla cura della pelle. Attraverso questa collaborazione, l'artista sostiene i valori di inclusività, autenticità e cura di sé, promuovendo una routine di depilazione del corpo e delle zone intime consapevole e personalizzata. Ma depilarsi non era patriarcato?

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da BigMama (@bigmamaalmic)

Per anni una parte del dibattito femminista e dell'attivismo online ha sostenuto che l'obbligo sociale della depilazione femminile fosse uno degli esempi più evidenti di pressione estetica esercitata sulle donne. Il messaggio era chiaro: una donna deve potersi depilare oppure no, senza sentirsi giudicata.
Proprio per questo sorprende vedere una delle figure che più spesso si è esposta su questi temi diventare testimonial di un marchio di lamette. Naturalmente nessuno mette in discussione il diritto di collaborare con un'azienda o di promuovere prodotti per la cura del corpo. La questione è un'altra: come si concilia questa scelta con una narrazione che per anni ha criticato gli standard estetici imposti alle donne?
La risposta potrebbe essere che oggi il messaggio non è più “depilarsi è un obbligo”, ma “scegliere di depilarsi è empowerment”. È una distinzione legittima, ma che finisce anche per trasformare un gesto quotidiano in uno slogan pubblicitario perfetto. E quando il concetto di empowerment viene utilizzato per vendere un prodotto, il confine tra attivismo e marketing diventa inevitabilmente più sottile.
Nel frattempo la musica sembra passare in secondo piano. E mentre il singolo Luca è gay, presentato con grande enfasi, non è mai arrivato sulle piattaforme digitali, partnership commerciali e campagne social continuano ad occupare gran parte della comunicazione dell'artista.
È una strategia perfettamente legittima. Ma viene spontaneo chiedersi se oggi BigMama sia conosciuta più per la sua produzione musicale o per il personaggio pubblico costruito attorno a temi sociali e campagne pubblicitarie. Ma soprattutto: cos'è rimasto di Marianna in BigMama?

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

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