“Lo sanno tutti, io lo dico. Mi piace mettermi nella m*rda”. Dopo qualche giorno dall’uscita del disco Disincanto e dopo qualche ascolto in più, ci si accorge che Madame non è tornata solo per sviscerare il proprio vissuto in questi ultimi due anni di silenzio, ma per sviscerare anche un sistema che tutti conoscono e di cui nessuno parla. L’artista parla di un sistema marcio, dove alcuni volti si prendono il merito per il lavoro degli altri e Esse Magazine - tra le riviste di musica più seguite da qualche anno - che promuove solo artisti facenti parti di determinate major e che portano avanti con la rivista diverse collaborazioni.
Disincanto è il titolo migliore che il disco di Madame potesse avere. Proprio perché, oltre a sottrarre dalla propria realtà personale le illusioni e le convinzioni della propria mente, lo stesso processo lo adatta alla realtà discografica e lo fa in diversi brani.
Nel brano Mai più la prima strofa è chiara:
Ho fatto un patto con il diablo, –ablo
E non l'ha rispettato, solo lui è milionario
Per farmi fare il salto o stare sul piedistallo
Ha fatto fare a un altro e si è preso il denaro
E dopo l'ha flexato con la bio preimpostata
Fiero del suo lavoro, bello, l'hanno ripostato
È stato riportato da giornali e da radio
Te lo sei meritato, ma non ho meritato
Di avere al mio fianco un polipo polimorfico, poliedrico
Il primo manager che gareggia a Sanremo
Quando ci andavo io e mi lanciavano le pietre
Nemmeno un "Come stai?", nemmeno un "Cosa succede?"
Ma perché punto il dito? Sono io che sono scema
Sono io che credo a tutto quеllo che mi viene dеtto
Sono io che faccio hating, non prendetemi sul serio
Sono una malata psichiatrica senza un freno
Chi sa la verità non la dirà mai e vi spiego come
O trafuga con loro o non può pronunciarne il nome
Schiavi del denaro polarizzano il successo
Ma io non compro il pubblico, quindi mi tiro indietro
Tradite voi stessi oltre a quelli che avete accanto
Non so come vi vogliono e non voglio mai impararlo
Detto ciò, mi diverte quello che stai diventando
Non mi stupirei se mi rispondessi cantando
Chiarissimo il riferimento al producer Shablo, anche se la cantante non conferma durante l’intervista su Rolling Stone, lascia un punto interrogativo, mostrando una certa timidezza in contrasto con la spudoratezza presente nelle canzoni. Ma non ci sono dubbi: Shablo è stato di recente al Festival di Sanremo insieme a Gué, Joshua e Tormento e molti altri passaggi della strofa rimandano proprio a lui.
E ancora, nella seconda strofa, il mirino è puntato su Esse Magazine, anche se neanche più esplicitato chiaramente:
Me l'hanno anche proposto di far musica più semplice
Più stupida, più clickbait, che ampli un poco il pubblico
Qualcosa di più stupido, un testo meno subdolo
Meno cattivo, meno umile, meno scorbutico
Me l'ha proposto un suddito del proprio ego
Il grugno di chi sta qua dietro
All'unico giornale di tutto il rap italiano
Che si fa dare migliaia di euro per un articolo e mezzo
Per un commento sul pezzo perché il disco è osceno
Si fan pagare a ore come le puttane
Più le royalties per consigliare i film
I pezzi fatti col nastro trasportatore
La fabbrica dell'orrore, sperando che esca la hit
Non entra in casa mia chi dice le bugie
Fai guerra agli impostori e poi ci fotti alla fine
Ho sbagliato tutto a fare il festival, dicevi
Ma ti ci aggrappi coi denti, perché muove le classifiche
Mi chiudo in studio e guardo da lontano
Per me la finzione finisce dove c'è inganno
Ho finto anch'io di cantare prima di farlo
Ho finto anch'io di essere qualcun altro
Ma grazie a Dio non sarò mai qualcun altro
Grazie a Dio non sarò mai qualcun altro
Guarda dietro le quinte, con me non serve il sipario
Io rompo la quarta parete e ti cado in braccio
Ma il discorso inizia già da una delle prime tracce, Come stai?, anche qui nella prima strofa. Qui Madame anticipa quanto poi snocciolato in Mai più e si rivolge anche alle radio (alcune), ponendo l’accento su un sistema che privilegia chi conviene, più che il talento. E ancora una volta a un anonimo “producer”: che si tratti sempre di Shablo?
I ricatti della radio per i festival
Che non ti passano se non passi alla festa loro
Le ladrate dei producer che fan cresta su
Del lavoro che fanno altri al posto loro
Più l'anticipo fa gola, più fa debito
Più la fama vi fa gola, più la evito
E dov’è la novità? Potrebbe chiedersi qualcuno di voi. Infatti Madame non è solo una voce ribelle che denuncia un sistema marcio, è la voce di chi ha coraggio di farlo con riferimenti chiari. Quello che dovrebbero fare i rapper, che invece continuano a leccare i deretani di producer, radio e riviste. Andando totalmente in contrasto con gli ideali che millantano nelle canzoni e che l'hip hop stesso possiede.
La sensibilità di Madame le lascia fare un passo indietro rispetto a un mondo mangiato dall’opportunismo e dall’amore cieco per i soldi. Gli artisti veri soffrono le ingiustizie e le denunciano. E questo Madame l’ha fatto. Non si tratta di un dissing, come lei stessa ha affermato. Forse per lei è solo un modo di vomitare, così come fa anche in strofe più personali. Il fatto è che nel disco di Madame non ci sono tracce, strofe o versi che non siano personali. Anche la denuncia al sistema viene letta come manifestazione di un disagio che parte da dentro, che l’artista ha trasformato in coraggio e poi arte, sotto la lente della consapevolezza crescente. Madame nell’industria discografica è cresciuta e ha potuto constatarne sin da subito le dinamiche. Con il suo talento è riuscita ad elevarsi e a potersi permettere, oggi, di dire le cose come stanno, senza paura di nessuna conseguenza. Perché il pubblico di Madame esiste a prescindere da radio, riviste e producer. Da anni i suoi brani sono prodotti dall’amico Bias, cresciuto insieme a lei nel mondo discografico. “Madame non è solo intrattenimento” e Madame non ha bisogno di nessuno.
Le parole dei brani citati la buttano in mezzo agli squali, rischiando di rovinarle la carriera o quantomeno di darle un colpo non da poco, ma Madame se ne frega perché sa di avere dalla sua parte talento (sindrome dell'impostore a parte) e verità, quella che conoscono tutti ma che nessuno ha il coraggio di spiattellarci in faccia come ha fatto lei. E lo fa con grande disinvoltura, con disincanto, appunto. Non si mette il mantello da eroina, non si erge a paladina della giustizia e della verità. Si limita a scriverla semplicemente. Poi nelle interviste svia, perché ha già detto abbastanza nei suoi versi. Ed è per questo che il pubblico la apprezza: non c’è miglior amico del pubblico. Nessun producer, radio o magazine può garantire un successo duraturo più di una solida fan base. E quella Madame se l’è conquistata da sola. Il rap italiano riparta da Madame.