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7 aprile 2026

Ma perché gli Angine De Poitrine sono diventati virali? Il duo canadese di cartapesta suona una musica che non esiste e scava nel cervello come un tunnel

  • di Marika Costarelli

7 aprile 2026

Se amate la musica strumentale e odiate il mainstream, gli Angine De Poitrine fanno per voi (pure se sono virali). Quando suonano la loro musica che non esiste, anche il pubblico scompare, o meglio, si lascia assorbire dal groove e gli elementi diventano un tutt'uno. Quando suonano loro non c’è pubblico, non ci sono nemmeno due maschere o due uomini che suonano, c’è solo la musica, che si infila nel cervello e scava un tunnel infinito in cui non si arriva mai

Thanks to Radio France

Ma perché gli Angine De Poitrine sono diventati virali? Il duo canadese di cartapesta suona una musica che non esiste e scava nel cervello come un tunnel

Se avete voglia di un viaggio psichedelico a pois, mollate le classifiche italiane e lasciatevi guidare dal duo di cartapesta canadese: gli Angine De Poitrine.
Chi sono? Difficile spiegarlo. Non sono “i soliti ignoti”. Il loro anonimato è relativo all’immagine che portano sul palco, al secolo il duo è composto da due nomi: Marc-Antoine Mackin-Guay e Charles Thibeault. Nati in Québec, ma allevati dalla patria Canada.
Sul palco, infatti, i due soci indossano dei costumi con personalità fittizie (Khn de Poitrine, e Klek de Poitrine). Il travestimento è nato inizialmente come uno scherzo: dal momento che non avrebbero potuto esibirsi per due settimane consecutive nello stesso locale, gli Angine decidono di fare uno spettacolo come sé stessi e un altro travestiti, alternando realtà e teatro. Lo scherzo funziona fin troppo bene, per questo il duo rimane fedele al mascheramento.
Un’altra delle loro peculiarità è quella di non rivolgersi mai al pubblico durante una performance. I due mascherati entrano in una tale complicità, che gli elementi circostanti (pubblico compreso) sembrano annullarsi. Il pubblico non partecipa, assiste, o meglio, si lascia rapire dal groove. Gli Angine De Poitrine fanno tutto l’opposto degli artisti di oggi: escludono lo spettatore perché lo assorbono completamente a loro. Il confine tra “noi e loro” scompare e ciò che rimane è solo la musica. Con gli occhi coperti dalle maschere, non è neanche possibile soffermarsi sulle loro emozioni: quando suonano gli Angine non c’è pubblico, non ci sono nemmeno due uomini che suonano, c’è solo la musica, che si infila nel cervello e scava un tunnel infinito in cui non si arriva mai.
Il progetto risulta rivoluzionario proprio perché fa tutto ciò che “non va fatto”. Il duo è controtendenza e il fatto che abbiano un’immagine bizzarra non intacca completamente il loro valore artistico, né nel bene né nel male.
Certo, se li conosciamo è anche perché di recente sono diventati virali: sette milioni di iscritti in più al loro canale Youtube nell'ultimo mese, nonostante suonino da vent’anni. Cosa ha funzionato improvvisamente? Probabilmente le maschere hanno trainato la curiosità del pubblico, ma non si può pensare che certi numeri possano essere raggiunti solo per curiosità morbosa. E infatti l’elemento magico negli Angine è, non solo la musica di qualità, ma l’intuizione che c’è dietro. Il loro suono non esiste nella scala tradizionale e il linguaggio è solo loro, chi vuole può provare a decifrarlo oppure lasciarsi semplicemente trasportare dal suono, senza troppe spiegazioni.

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Di rado nella loro musica che definiscono Mantra Dada-Rock Pitagorico-Cubista sentiremo la voce. Il genere mescola rock sperimentale a math rock microtonale e performance art. E se vi state chiedendo cosa significhi, non potreste capirlo meglio che ascoltandoli o assistendo a una loro esibizione. Perché a prendersi la scena quando ci sono gli Angine De Poitrine non sono le maschere di cartapesta o i nasi da scimmia nasica, ma un sound che vi farà sperare ancora nella meritocrazia e nell’innovazione in ambito musicale.
Il recente album Vol. II nè è la prova. E se la musica del duo “non canta”, ci pensano gli strumenti a compensare tutto. Suonano una chitarra-basso a doppio manico con tasti microtonali e una batteria: in due fanno il lavoro in una grossa band.
Le tracce dell’album si distinguono per l’uso di loop. Il loro modo di suonare è talmente fuori dalle logiche (perfino da quelle musicali, oltre che discografiche) che è impossibile dubitare della loro genuinità, in parole povere: l’intelligenza artificiale non è e non può essere minimamente contemplata.
L’anonimato gli garantisce un’immagine di tendenza, ma la musica sembra dirci chiaramente: “puoi rimanere solo se ti piace”. Perché gli Angine non sono quella band che puoi ascoltare perché vanno di moda. E anche se il loro album è il più chiacchierato del mondo, ascoltandolo ci si rende conto che non c’è spazio per i “fan di passaggio”. Anche perché le loro tracce non vanno sotto i sei minuti e la vera sorpresa è l’assenza di sorprese: o sai immergerti nel loop, a tratti petulante, o skippi. Non ci sono vie di mezzo.
Una sola data del tour prevista in Italia per il 31 maggio a Rovereto al Poplar Utopia Festival, perché virali sì, ma pur sempre di nicchia.
Negli anni abbiamo visto quanto la maschera sappia pagare. Dai Gorillaz ai nostri M¥SS KETA, Liberato e Tony Pitony. A giudicare da questi esempi possiamo dirlo: dietro la maschera (quasi) sempre si nasconde il talento, o meglio, che piaccia o no, si cela sempre una qualche geniale intuizione che lo accompagna.
Gli Angine De Poitrine sono i Daft Punk del rock sperimentale e, anche se il loro successo non dovesse essere altrettanto longevo, gli va riconosciuto un merito: hanno saputo farsi notare. Difficile pensare che artisti di questo genere possano essere meteore trainate da una viralità temporanea. Più auspicabile, invece, che gli Angine siano solo una funzione che serve per distruggere il mainstream, senza diventarlo mai. I pixel verranno distrutti dai loro psichedelici pois?

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