Lo dichiariamo subito, a scanso di piacevolissimi equivoci: Bianca Berlinguer non si è allineata alla tendenza dell’occhiale da sera in TV perché fa figo. Non è una proselita di Myss Keta, di Dargen D’amico o di Apnea (che è la sfigata emergente che scrive questo articolo e che di “occhialate” ne sa qualcosina). Bianca Berlinguer non è una techno diva, una zarra da dance floor, una fanatica da “after” o una coatta da privée rimbombante di cassa dritta. A malincuore, no. E anche se l’occhiale scuro mentre conduce È sempre Carta Bianca regala quel boost di hype che non guasta (ma si può parlare in questi termini della Berlinguer?), quella di Bianca non è una scelta di stile. Eppure: da quando per essere icone techno bisogna esserne consapevoli? Chiediamocelo.
Se l’anno scorso sembrava una deviazione sul tema, oggi è una certezza: la conduttrice di È sempre Carta Bianca è tornata in prima serata su Rete 4 versione “after a Berghain”. Ma dietro le lenti scure e l’allure da DJ berlinese, stavolta c’è la seconda puntata di una saga medica. E le luci da studio, che a volte sanno essere eccessivamente generose con chi vi si sottopone e a volte non perdonano. Avete presente quel momento della mattina dopo, quando le tapparelle sembrano un attacco personale e la luce del sole vi fa pentire di ogni scelta fatta nelle ultime dodici ore? Ecco, immaginate quella sensazione moltiplicata per i megawatt dei riflettori di uno studio televisivo di Mediaset. È esattamente la situazione in cui si è ritrovata Bianca Berlinguer, apparsa nell'ultima puntata di È sempre Carta Bianca con un accessorio decisamente insolito per il talk show politico: un paio di occhiali da sole scuri. Che poi, a dire il vero, la politica italiana è talmente grottesca e surreale che all’occhiale fumè di Bianca nel contesto talk show politico, noi non ci avevamo nemmeno fatto caso, non fosse che per la lezione di stile gratis. Ma il look ha subito scatenato il web, diviso tra chi l'ha scambiata per una techno diva pronta per un set di musica elettronica e chi ha pensato a una svolta rock inaspettata per l'ex volto del TG3. Eppure, dietro l'apparente scelta stilistica, c’è altro: “Mi dovrete sopportare così” è la frase che sancisce il secondo tempo del dramma oculistico. A svelare l'arcano è stata la stessa conduttrice, che ha aperto la trasmissione mettendo subito le mani avanti prima ancora di dare la parola ai suoi ospiti: “Vi chiedo scusa fin da ora, come avevo fatto tempo fa. Prima avevo fatto un occhio, ora ho fatto l'intervento nell'altro occhio. Quindi per un periodo - speriamo bene - mi dovrete sopportare con questi occhiali scuri, perché le luci dello studio altrimenti sarebbero troppo forti e non riuscirei a sostenerle”.
Niente velleità da popstar, dunque, e nessuna mossa di marketing studiata che potevamo aspettarci dagli istrionici costumisti di Cologno Monzese. Soltanto la dura realtà della chirurgia oculare e del recupero post-operatorio. Già dieci mesi fa, al rientro dalle vacanze natalizie, Bianca si era presentata nella medesima versione “lenti scure” per lo stesso motivo al primo occhio. Oggi completa l'opera, regalandoci il sequel che non sapevamo di volere. Il precedente con Mauro Corona (e il no alla “solidarietà”). La memoria dei telespettatori più attenti è subito volata alla prima volta che la Berlinguer si presentò in studio “al buio”. In quell'occasione, il fedele Mauro Corona - da sempre controfigura di montagna con la battuta pronta - aveva deciso di presentarsi in collegamento indossando a sua volta un paio di occhiali da sole: “Li indosso per solidarietà”, aveva detto lo scrittore alpinista con l'aria di chi stesse facendo un gesto eroico. La risposta della conduttrice? Una secchiata di gelida ironia romana: “Ne facevo volentieri a meno di questa sua solidarietà. Entrambi con gli occhiali è decisamente troppo”.
L’attitude severa di Bianca ce lo conferma: è una techno-icona inconsapevole. Quindi, chirurgia a parte, il risultato estetico è servito: Bianca Berlinguer che cazzia opinionisti e politici protetta da una lente nera ha un che di ipnotico. Quel filtro scuro le dona un'aura da rave club di Berlino che, diciamolo, a Rete 4 ci voleva proprio. Nell'attesa che i punti si riassorbano e che i riflettori per Bianca tornino a essere sopportabili, io fantastico su un possibile featuring su cassa dritta che potrebbe intitolarsi Berlinguer in Apnea: la butto lì. Intanto ce la godiamo tutti così: la prima conduttrice di approfondimento politico a portare il clubbing in prima serata. E consigliamo di valutare l'ipotesi di confermare questa scelta stilistica anche quando non sarà più un'esigenza medica. Diva.