Mi ricordo quando nei primi anni Duemila, poco prima che iniziasse la scuola, chiedevo ai miei genitori di comprarmi il diario dei Lunapop. Il frontman era un figo con i capelli tinti di rosso e gli altri componenti della band sembravano simpatici e un po’ scapestrati. I Lunapop erano una moda, non tutti avrebbero scommesso su quanto uno di loro sarebbe entrato a far parte della storia della musica italiana. E oggi possiamo confermarlo con fermezza, perché si è concluso un tour epocale. Stiamo parlando del Cremonini Live26, un lungo percorso live che nell’ultimo anno ha riportato Cesare Cremonini al centro della scena della musica italiana con una serie di concerti che hanno attraversato grandi spazi all’aperto. Ancora insieme a Ballo, come il primo giorno. E ancora con i suoi strumenti sul palco.
In una recente data qualcuno ha ripreso una signora che si trovava in mezzo al pubblico con in mano un quadernetto con i testi scritti a mano di Cesare Cremonini. Questa immagine sintetizza perfettamente quello che si può raccontare su Cremonini: il suo pubblico è vasto e vario. E questo per un artista è forse il riconoscimento più potente. Perché quando dalla tua hai adolescenti, Millennial e Boomer, hai anche la certezza che la tua musica non passerà facilmente.
Ne avevamo già parlato qui su MOW. In Italia, quando si parla di concerti, la prima immagine che viene in mente è quella di Vasco che riempie ogni spazio da cui passa. Proprio ieri è stato annunciato il “Giubileo” delle dieci date all’Olimpico previste per giugno 2027, in occasione dei cinquant’anni di carriera del cantante di Zocca.
Spesso si parla anche di Ultimo e dei suoi numeri da record. Della sua mega data a Tor Vergata prevista per il prossimo 4 luglio. Ma del successo live di Cremonini, non se ne parla mai abbastanza.
Il Cremonini Live26 ha registrato numeri di assoluto rilievo: circa 950mila biglietti venduti in meno di dodici mesi, confermando la forza del richiamo dell’artista e la solidità di un percorso costruito nel tempo, tappa dopo tappa.
Più che un semplice tour, il Live26 è stato raccontato come un viaggio a ritroso e allo stesso tempo in avanti nella carriera di Cremonini: dai primi palchi più raccolti fino alle grandi dimensioni degli stadi, in un percorso che sintetizza quasi trent’anni di musica, dai Lunapop ad oggi.
E a chiudere questa fase è lo stesso artista, che ha parlato di un’esperienza intensa e totalizzante, segnata da gratitudine e consapevolezza, ma anche dalla sensazione di aver completato un ciclo importante della propria storia professionale.
Il dato artistico più significativo, però, sembra andare oltre il tour stesso. Durante le date, Cremonini ha lasciato intravedere l’avvio di una nuova fase creativa, un progetto inedito che punta a superare i confini del linguaggio musicale finora esplorato. Il momento giusto per questa nuova evoluzione. Quando vuoi farlo se non dopo aver venduto quasi un milione di biglietti?
La fine del Cremonini Live26 non rappresenta una chiusura netta, ma piuttosto una transizione verso un nuovo capitolo ancora in fase di definizione.
Il momento sarà inoltre celebrato con uno speciale televisivo in onda a settembre su Rai1 in prima serata, dedicato a ripercorrere le tappe principali di uno dei tour più imponenti degli ultimi anni in Italia.
Con questo progetto live, Cremonini conferma il proprio ruolo tra gli artisti capaci di trasformare un concerto in un racconto generazionale, mentre ora lo sguardo si sposta verso ciò che verrà dopo. Domani? Sarà un giorno migliore.