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La benedizione

“Michela Murgia? Intransigente e violenta perché brutta”. E ora Michele Mari rischia di perdere lo Strega, trasformandosi nella strega da bruciare

Riccardo Canaletti

20 giugno 2026

Michela Murgia era brutta e dunque arrabbiata con il mondo. Una frase che può essere considerata leggera, stupida, odiosa, irritante, immorale e persino falsa; ma resta pur sempre una frase. Non è un crimine, non è neanche l’ipotesi di un crimine e, per quanto odiosa, può essere pronunciata (da noi, anni fa, lo aveva fatto Gian Paolo Serino, attirandosi l’ira delle moltitudini). Ora Michele Mari potrebbe pure perdere lo Strega nonostante sia in gara con il libro migliore di questa stagione. La Fondazione del premio ha già preso le distanze. Non solo dalle presunte parole di Mari ma, evidentemente, dalla letteratura

Foto: Ansa

Michele Mari, con un libro nettamente migliore di tutti gli altri e infatti favorito, rischia di perdere lo Strega per colpa di Michela Murgia, la cui opera non è nei libri, ma nel modo in cui interi banchi di pescecani si abbattono sulla carcassa del povero scrittore libero, quello che, in un momento di disattenzione pare si sia permesso di dire, sentite bene, che “Michela Murgia era intransigente e violenta, perché era brutta. E sfogava così la sua rabbia” e poi: “Con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza”. E infine: “Tutte le donne insoddisfatte e che non piacciono diventano rabbiose” (citazioni, presunte, riportate dal Corriere). In sostanza Michele Mari, un vero scrittore, rischia la gogna prima e la sconfitta poi per colpa dell’indignazione a comando dei non scrittori più o meno legati (e i legami son tanti: amici, famiglia queer, fratelli di elezione, santi, beati, editori e tutti quelli che al Quinto cielo difendono il Dogma murgesco) alla scrittrice sarda morta qualche anno fa. Intanto una nota positiva per gli amici e seguaci di Michela Murgia: se nel bus davvero parlavano di lei, questo è già un ottimo risultato. Pretendere che chiunque ne debba parlare bene è invece una miscela di ingenuità e arroganza tipica di chi, di solito, invece che leggerli i libri li brucia. Teresa Ciabatti, amica di Murgia, avrebbe pensato, pare, persino di compiere l’insano gesto: ritirarsi dal Premio. Cosa che, viste le parole della Fondazione Bellonci, potrebbe non essere necessario, perché ad andarsene potrebbe essere Michele Mari. Dicono dai seggi dello Strega: “In relazione a quanto riportato dalla stampa circa le dichiarazioni attribuite a Michele Mari, la Fondazione Bellonci ritiene ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone incompatibili con lo spirito del Premio Strega”. Dunque, qualora fosse tutto vero, Michele Mari sarebbe sostanzialmente incompatibile con lo spirito del Premio Strega, un Premio il cui unico spirito è giallo dentro la bottiglia, mentre di anima non se ne vede ormai da un po’. Dunque buon per Mari, nel caso in cui dovesse essere cancellato dall’evento o si trovasse, nonostante la posizione attuale (a distanza di 96 voti dal secondo), a perdere. Perché è quasi come salvarsi dall’Inferno sulla terra, che, per parafrasare Jean Paul Sartre, sono gli altri… intellettuali. 

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