Per un Milo Infante che se ne va, c’è un Roberto Inciocchi che arriva. A partire dalla prossima stagione televisiva infatti, Rai 2 avrà il talk show di cui tanto si era parlato e che poi, alla fine, era stato rimandato in quella passata.
Così, mentre Milo Infante è ormai ufficialmente un uomo Mediaset, nella rete approda Roberto Inciocchi per dare al secondo canale di Viale Mazzini il talk show politico di prima serata che non ha più da tempo. Intanto, a Ore 14 Infante verrà sostituito da Salvo Sottile che, nel frattempo, lascia scoperto Far West il quale, a sua volta, potrebbe toccare ad Antonino Monteleone (ma noi di MOW abbiamo un sogno: vederci Mario Giordano).
A ridosso del CDA Rai, in attesa della presentazione ufficiale dei palinsesti il prossimo 3 luglio ad Ancona, il balletto dei conduttori è argomento caldo. Si realizza il talk show di Rai 2 e un altro programma di cui pure si era parlato molto; questo affidato a Vittorio Brumotti, ex Mediaset rimasto orfano di Striscia la notizia. Dopo l’esordio con Italia A/R che lo aspetta il prossimo 29 giugno su Rai 1, è pronto Ultima chiamata per l’autunno: ma se il primo promette viaggi nel Paese, il titolo del secondo fa pensare più alla denuncia sulla scia dei vecchi servizi in bicicletta.
Nel frattempo, la notizia è che Rai 2 ci riprova. Prima era circolato il nome di Claudio Brachino, ex Mediaset nonché direttore di Videonews, con debutto previsto a primavera, poi il programma era slittato a maggio e, infine, rimandato direttamente a settembre. Per la conduzione, è stato scelto Roberto Inciocchi da Agorà su Rai 3; per la messa in onda invece, la scelta è ricaduta sul mercoledì.
Una scelta che rinuncia al giovedì sera, un tempo avamposto dell’informazione che dava battaglia al potere berlusconiano: Michele Santoro e tutta la squadra di Annozero, seguitissimo talk d’informazione che aveva provocato parecchi malumori in Rai. Da quando il giornalista ha lasciato libera la serata approdando prima sul circuito di reti indipendenti e poi su La7 con Servizio Pubblico, la Rai non è più riuscita a trovare un sostituto. Tra i tanti, l’esperimento più duraturo è stato quello di Nemo-Nessuno escluso, che pur con tormentate, aveva retto per cinque stagioni. Chiuso Nemo nel 2018, i programmi che sono seguiti non sono mai riusciti ad imporsi davvero, perciò la Rai ha continuato a sperimentare volti e conduttori per poi fermarsi nel 2024.
Adesso, dopo due anni di pausa, Viale Mazzini prova di nuovo la via del talk politico nel tentativo di colmare un vuoto, dato che l’azienda ha avuto tanta cronaca in prima serata, ma molta meno informazione politica. Con la riapertura del caso di Garlasco infatti, molti programmi hanno puntato i riflettori su Andrea Sempio, Alberto Stasi, le gemelle Cappa e tutto ciò che ruota intorno alla purtroppo celebre villetta in cui abitava Chiara Poggi.
Dopo le polemiche sulla striscia di Tommaso Cerno, la rete ha ora il compito di ricreare lo spazio per l’informazione politica. Provaci ancora, Rai 2.