image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

3 giugno 2026

No, Giancane non è solo “quello di Zerocalcare”. Soprattutto se la vostra vita è un lungo lunedì di m*rda

  • di Sara Murgia

3 giugno 2026

Per anni Giancane è stato “quello della sigla di Zerocalcare”. Ma il problema è l’ordine della frase. Non è Giancane che funziona dentro l’universo di Zerocalcare: Giancane e Zerocalcare sono un universo. Parlano la stessa lingua fatta di ansia, sensi di colpa, e quella ironia romana usata come scudo di sopravvivenza. Sono artisticamente due anime gemelle che cercano di restare umane mentre il mondo cade a pezzi. Se guardi i disegni di Zerocalcare ci senti il punk di Giancane; se ascolti i pezzi di Giancane ci vedi l’Armadillo che ti giudica sul divano

foto di Ansa

No, Giancane non è solo “quello di Zerocalcare”. Soprattutto se la vostra vita è un lungo lunedì di m*rda

Colpa mia, sono una c*gliona.
Mettiamo subito le cose in chiaro, senza girarci intorno. Per anni ho ascoltato Giancane in modo sporadico.
Era "quello della sigla di Zerocalcare", quello simpatico con l'ironia romana un po' sfacciata, buono per una traccia in playlist indie tra un pezzo indie e l'altro. Che errore del ca*zo.
Poi, all'improvviso, ci sono entrata dentro per davvero. Sono scesa nel suo mondo e quel cinismo ruvido mi è arrivato talmente tanto non solo da sentirmi a casa, ma da non riuscire a sentire altro per giorni (e il mio Instagram è testimone che è stata la colonna sonora delle mie foto di questo periodo). E ho capito tutto. Ho capito che la sua musica era lo specchio fedele di tutta la mia quotidianità difficile.
Ora che sono dentro questo loop di paranoie e ipocondria, c'è solo una cosa che mi sento di dirgli: Giancà, la vita fa schifo, il lavoro pure e l'ansia ci sta ammazzando, ma io ho deciso di prendermi questo esaurimento nervoso a vita insieme a te. Ti dico di sì per sempre, ma a patto che il ricevimento sia a la Rustica e si poghi fino all'ultimo infarto.
Giancane è l'unico di cui mi fido ancora. Provate a mettere a palla per tutto il giorno le sue canzoni e capirete cosa vi scuote dentro.
Perché la vera magia nera di Giancane sta tutta in un contrasto: ti scaraventa addosso frasi scomode, verità crude che farebbero venire i brividi anche al Papa, ma lo fa confezionando il tutto con una musica allegra, ritmata, che ti viene voglia di ballare. È il re indiscusso del "balliamo sulla nostra miseria".
Ed è proprio per questo che lo sento così mio. Mi rappresenta.
All’esterno mostro sempre la versione allegra, scanzonata, quella che cazzeggia e non fa pesare nulla a nessuno. Ma dentro? Dentro ho un vortice di paranoie, di ansie e di pensieri pesanti che gira a tremila giri al minuto. Giancane fa esattamente questo: prende quel casino interiore, gli dà una melodia punk-rock e lo trasforma in un pogo liberatorio. Ti fa cantare a squarciagola il tuo esaurimento nervoso e ti fa sentire meno sola come se ti dicesse: “tranquilla, sei solo umana e pure abbastanza incasinata”.
E quindi ridi. Ridi mentre canta cose devastanti. Ridi mentre ti rendi conto che forse sei davvero a un passo dal mandare tutti a fare in culo e trasferirti dentro un bungalow marcio sul litorale romano a mangiare supplì e odio sociale.
Ci sono canzoni come "voglio morire" che non parla davvero della morte, non credo che Giancane abbia bisogno di un tso immediato, ma della stanchezza quotidiana. Quella che senti quando ti suona la sveglia alle 6:30 del mattino e pensi come dice lui: "è un altro grande lunedì anche se oggi è venerdì. Sì la mia vita è solo un lungo lunedì di merda". Canta la voglia di smettere di essere adulti per almeno cinque minuti.

20260603 120958354 1265
Frame della sigla di "Due spicci" di Zerocalcare

E poi c’è Ipocondria, ed è una cosa successa a tutti, quando ti senti un dolore al braccio e invece di pensare “avrò dormito male” apri Google per cercare di cosa morirai.
La genialità di Giancane è che riesce a raccontare tutto questo senza diventare pesante. Ti fa ridere mentre descrive una crisi nervosa. Ti fa cantare l’ansia come se fossimo in curva allo stadio. E trovo questo suo aspetto profondamente romano: tragicomico, cinico, esasperato ma ancora abbastanza vivo da farci una battuta.
Dopo l’ansia, l’ipocondria e il cinismo arriva la domanda più semplice del mondo, che però detta tra adulti spesso è completamente falsa.
Una frase che diventa formalità ad una certa età: “tutto bene?” e tu rispondi “Si, tutto bene”, anche se la verità è un’altra ma non la dici più.
E forse è proprio qui che devo tornare al punto di partenza.
Per anni Giancane è stato per me “quello della sigla di Zerocalcare”. Oggi credo di aver capito che il problema era l’ordine della frase.
Non è Giancane che funziona dentro l’universo di Zerocalcare: Giancane e Zerocalcare sono un universo. Parlano la stessa lingua fatta di ansia, sensi di colpa, e quella ironia romana usata come scudo di sopravvivenza.
Sono artisticamente due anime gemelle che cercano di restare umane mentre il mondo cade a pezzi. Se guardi i disegni di Zerocalcare ci senti il punk di Giancane; se ascolti i pezzi di Giancane ci vedi l’Armadillo che ti giudica sul divano.
Nel nuovo album strumentale Non ti riconosco più - di cui il brano omonino è la sigla di Due Spicci -  Giancane mette da parte le parole e lascia parlare la musica. Perché uno degli artisti italiani più riconoscibili per il modo in cui scrive decide improvvisamente di togliere le parole?
Io mi sono data la mia risposta: sotto le battute, sotto il punk-rock, sotto l’ironia e il cinismo c’è sempre stata una malinconia più profonda.
E questo album ti prende per mano nel tuo lunedì infinito.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

More

Charles Leclerc come Sal Da Vinci a Sanremo? L’annuncio da pelle d’oca e l’indizio sul futuro “sempre rosso”

di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

Formula 1

Charles Leclerc come Sal Da Vinci a Sanremo? L’annuncio da pelle d’oca e l’indizio sul futuro “sempre rosso”

Obiezione, vostro onore! Perché insieme ad Annalisa, Elodie e Emma non c’è anche Noemi?

di Marika Costarelli Marika Costarelli
Obiezione, vostro onore! Perché insieme ad Annalisa, Elodie e Emma non c’è anche Noemi?

Tag

  • Zerocalcare
  • Musica

Top Stories

  • Intanto mettiamo il porco all’ombra: Mediaset porta via Milo Infante alla Rai ma non sa che farsene

    di Marika Costarelli

    Intanto mettiamo il porco all’ombra: Mediaset porta via Milo Infante alla Rai ma non sa che farsene
  • Signori, è successo: gli Oasis tornano in Italia per una data all’Olimpico. E intanto girano gli stadi durante i mondiali

    di Marika Costarelli

    Signori, è successo: gli Oasis tornano in Italia per una data all’Olimpico. E intanto girano gli stadi durante i mondiali
  • Perché l’Italia paga milioni di euro per gli album di Francesco Gabbani, Angelina Mango, Tiziano Ferro e altri? Questa, signori, è il “Tax Credit Musica”

    di Marika Costarelli

    Perché l’Italia paga milioni di euro per gli album di Francesco Gabbani, Angelina Mango, Tiziano Ferro e altri? Questa, signori, è il “Tax Credit Musica”
  • Essere Barbara D’Urso e vivere abbastanza a lungo per ringraziare la Lucarelli che va all’Isola e lascia scoperto il bancone di Ballando con le Stelle

    di Irene Natali

    Essere Barbara D’Urso e vivere abbastanza a lungo per ringraziare la Lucarelli che va all’Isola e lascia scoperto il bancone di Ballando con le Stelle
  • Ok, ma chi caz*o è Francesco Bechis, che sposerà Giorgia Cardinaletti? Tra i palazzi del potere e la borghesia romana, la scalata del nuovo volto del giornalismo moderato: e adesso manca la tv

    di Irene Natali

    Ok, ma chi caz*o è Francesco Bechis, che sposerà Giorgia Cardinaletti? Tra i palazzi del potere e la borghesia romana, la scalata del nuovo volto del giornalismo moderato: e adesso manca la tv
  • Milo Infante fugge a Mediaset, Salvo Sottile trasloca a Ore 14, Rai 2 apre il cassetto delle idee rimandate e tira fuori Roberto Inciocchi per il talk politico di prima serata: in Rai girano più conduttori che idee

    di Irene Natali

    Milo Infante fugge a Mediaset, Salvo Sottile trasloca a Ore 14, Rai 2 apre il cassetto delle idee rimandate e tira fuori Roberto Inciocchi per il talk politico di prima serata: in Rai girano più conduttori che idee

di Sara Murgia

foto di

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Stefano De Martino sta per rivoluzionare Sanremo, ma questo significherà rinunciare alla serata migliore di tutte?

di Irene Natali

Stefano De Martino sta per rivoluzionare Sanremo, ma questo significherà rinunciare alla serata migliore di tutte?
Next Next

Stefano De Martino sta per rivoluzionare Sanremo, ma questo significherà...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy