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5 settembre 2020

Non chiediamo troppo al Paradiso

  • di Daniele Piovino Daniele Piovino

5 settembre 2020

Il singolo “Ricordami” difficilmente verrà ricordato come uno dei migliori di Tommaso Paradiso, che sui social ha dovuto rispondere persino alle critiche (da quante erano). “Un misto tra Occhi di gatto e Mamamamaria” oppure “voleva scrivere l’Estate sta finendo 2020 e j’è uscita È quasi magia Johnny” sono i commenti più divertenti. Ma se la canzone è brutta, pochi dubbi, attaccarlo sui social è ancora peggio.
Non chiediamo troppo al Paradiso

La routine a cui siamo stati abituati tutti: ce ne stiamo lì seduti sulla riva del fiume ad aspettare che passi il cadavere del nuovo governo o del singolo che salverà l'estate, ma ogni anno siamo sempre più complici dell'inevitabilità dell'erosione e così quando esce quel singolo che soddisfa la smania nevrotica degli haters mi viene da dire: ma che cazzo di problema avete? guardatevi allo specchio, prendete un vibratore su Amazon, mettete su un pezzo dei Wire e "stay glued to your TV".

Non siamo al livello di accoglienza di Load dei Metallica, o dell'otto dicembre di John Lennon e Dimebag Darrell, ma anche blastare un tizio per una canzoncina potrebbe significare avere dei problemi più o meno seri, vivere male.

Personalmente penso che faccia cagare, ok, ma non tanto perché si tratta di una scorreggia goblinsferica fatta D'Avena. Fa cagare soprattutto perché non è né pop, né trash.

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Io non sono perfetto, anzi, sono sbagliato sin dalla nascita. Ma mi piace così. Ricordami è vostra❤

Un post condiviso da Tommaso Paradiso (@tommasoparadiso) in data: 1 Set 2020 alle ore 3:03 PDT

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Il  trash ha dell'umanità dentro. Se il trash di spessore potesse essere sintetizzato, sarebbe un (pur riduttivo): "Vorrebbe ma non può, però lo vedi quanto è puro, quanto ci crede?". 

Il trash è nello scarto con l'originale, imita non copia, e imita in modo grossolano (per dettagli rimando a "Andy Warhol era un coatto" di Labranca); invece sto Ricordami se lo cantasse Cristina D'Avena sarebbe un pezzo "di Cristina D'Avena" (con il bonus della scopata sul divano). 

Forse il degrado sta soffocando il trash?

Il paragone coi Ricchi e poveri non ci sta. "Sarà perché ti amo", ad esempio, è detestabile ma ha dei bridge, è una hit scritta da mani sapienti, con un'estetica precisa, non è retromania spicciola, è Sanremo anni Ottanta perché è degli anni Ottanta: suoni finti, spalline sulle giacche, sorrisi phonati e demenza autentica.

Però ecco, non penso sia il caso di rompere le palle al Paradiso in questione, se a lui va di fare sti pezzi, che faccia sti pezzi. Se volete un cantautore valido sotto i settant'anni (o ancora in vita) ascoltatevi La linea che sta al centro di Caso; se volete la trap ascoltatevi la trap, se volete un trip prendetevi un trip, "tanto ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Piovino o un prete a sparare cazzate".

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  • Musica
  • Tommaso Paradiso
  • #musica
  • Trash

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