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4 agosto 2026

Perché Ariana Grande ha detto basta? Prendersela con i commenti al suo corpo è come guardare il dito che indica la luna

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

4 agosto 2026

Ariana Grande ha scelto di ritirarsi dall’esposizione mediatica per un po’ per via degli inquantificabili commenti rivolti al suo peso, o almeno così ha dichiarato. E se ci fosse qualcosa di più profondo? L'industria musicale è devastante per gli artisti: più sono esposti mediaticamente, più aumentano le richieste di perfezione e performatività. I commenti al suo corpo sono davvero l'unica causa del suo ritiro?

foto di Ansa

Perché Ariana Grande ha detto basta? Prendersela con i commenti al suo corpo è come guardare il dito che indica la luna

“A MOW non ci facciamo i cazzi nostri since 2020”. È una formula. Ma ci sono temi su cui si dovrebbe. Se non altro perché anche disquisirne è noioso e sterile. A quanto pare serviva che Ariana Grande dicesse “basta” per ricordarci l'ovvio: i corpi degli altri non sono un argomento di discussione pubblica. O meglio, se proprio devono esserlo per lodarli e fare un apprezzamento simpatico sì, poi finisce lì. Perché per fortuna ci siamo persino evoluti e non che si possa argomentare molto sulla poca o troppa rotondità di un viso.
La cantante ha deciso di prendersi una pausa dall’esposizione mediatica dopo la fine dell’Eternal Sunshine Tour. Una scelta che arriva dopo mesi di analisi che sanno di giudizi e sentenze sull’aspetto fisico. Nulla che riguardi le sue canzoni, il suo lavoro, che può essere apprezzabile o meno. Nulla che contempli la sua capacità artistica, ma commenti taglienti e severi sul suo corpo.
Questo, almeno, si evince dalle sue dichiarazioni e noi non abbiamo motivo di metterle in dubbio. Ma se dietro ci fosse anche altro? Ossia una notevole quantità di stress accumulata per chi come lei lavora all'interno di un'industria musicale logorante, di cui forse i commenti della gente - anche i più cattivi e beceri - sono solo l'ultimo scalino della piramide. Il problema, forse, è che abbiamo imparato a guardare il dito e non la mano che lo muove. I commenti sul corpo sono visibili e fanno rumore, ma arrivano alla fine di un percorso molto più lungo. Quello di un’industria che da sempre trasforma le persone in prodotti e poi si stupisce quando quei prodotti mostrano di avere delle ammaccature, dei limiti umani. Un artista non viene soltanto ascoltato, viene soprattutto venduto e ben impacchettato, perché non deve dare mai l'impressione di essere imperfetto o danneggiato, esattamente come un oggetto qualsiasi che troviamo esposto in un negozio. Deve essere sempre presente ma mai troppo esposto, autentico ma sempre controllabile, fragile ma abbastanza forte da insegnare che la fragilità è forza.
 

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La macchina dello spettacolo funziona così: crea un’immagine e poi chiede all’artista di conviverci per sempre, oppure di evolverla in base ai trend e alle vendite. Il pubblico si abitua a una versione precisa di una persona e ogni cambiamento diventa un errore da correggere o una deviazione da spiegare. Basta un nuovo corpo e tutto viene letto come qualcosa che deve avere una giustificazione pubblica. Come se chi vive dentro quella macchina non avesse il diritto di cambiare o invecchiare, oppure di fermarsi, come ha scelto Ariana. L’industria ha bisogno proprio di quella vulnerabilità che poi punisce. Vuole artisti capaci di raccontarsi in modo da avvicinare il pubblico, ma in realtà non accetta che quelle stesse fragilità siano reali. La persona deve essere abbastanza umana da creare connessione, ma abbastanza perfetta da non disturbare nessuno. Tutto questo, alla lunga, può diventare insostenibile.
Ariana Grande non è neanche il "caso zero", ma sicuramente un caso emblematico, perché mostra il punto in cui questa esposizione continua può diventare un peso. Il corpo smette di essere semplicemente un corpo e diventa un campo di battaglia che fa l'interesse dell'industria. I commenti online sono la parte più rumorosa, ma non necessariamente la più profonda. Prima ancora del giudizio arriva una domanda più scomoda: quanto chiediamo agli artisti prima di accorgerci che anche loro, semplicemente, sono persone? L'esposizione mediatica vista dall'esterno sembra una figata, ma può essere vissuta con grande ansia, aspettative e livelli di performatività non sempre facili da reggere. Rimane comunque innegabile che quando una celebrità cambia peso o stile parta il tribunale dell’inquisizione. Tutti esperti di nutrizione e tutti autorizzati a dire la loro. Che poi, sinceramente, non lo trovate anche noioso? Chi se ne frega se una star è dimagrita o è ingrassata? Quale dovrebbe essere il valore di questa tipologia di discussione? Ma anche il non valore. Non è neanche gossip, è una perversione che ha molto a che fare con la nostra arroganza. E quanto è vuota e noiosa l’arroganza?
Molto probabilmente i commenti sul fisico sono stati solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La Grande si sarebbe ritirata comunque? Forse sì, ma stando alle sue dichiarazioni si può prendere il suo come un pretesto per comprendere fino a che punto il pubblico ha responsabilità sull'artista. Siamo abituati ad applicare il ragionamento all'inverso.

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La popstar Ariana Grande


Forse il gesto di Ariana Grande è arrivato come una conseguenza estrema di qualcosa che molte persone, famose e non famose, raccontano da anni: essere osservati continuamente logora. Fa parte del gioco? Certo. L'industria lo vuole e noi alimentiamo. C'è chi afferma di commentare “per preoccupazione”. Ma la preoccupazione che passa attraverso un giudizio pubblico sul corpo di qualcuno resta sempre un’invasione. Non sappiamo cosa c’è dietro un cambiamento fisico, né la storia del corpo di quella persona. Eppure ci sentiamo autorizzati. Ci sono poi quelli che si preoccupano che quel tipo di magrezza possa diventare un modello da imitare per le loro figlie. Come se l'artista dovesse preoccuparsi pure di quello e i genitori dovrebbero starsene in disparte, magari con smartphone in mano, a commentare con una mano e a grattarsi la pancia con l'altra.

Ariana, tra l’altro, aveva già provato a spiegare più volte quanto fosse pesante essere sottoposta a questo tipo di attenzione mediatica sul proprio corpo. Ma evidentemente non bastava. Evidentemente serviva una decisione concreta: togliersi dalla vetrina e rinunciare a occasioni importanti, scegliere il silenzio per fare rumore. Forse serviva questo gesto per far arrivare un messaggio semplice: magari, prima di commentare il corpo di qualcuno, possiamo provare a farci una domanda: “Perché sento il bisogno di dirlo?”.
A prescindere dal fatto che sia stata o no (solo) questa la causa scatenante che ha portato la Grande a scegliere di ritirarsi per un po', forse a noi  questa storia può servire comunque a qualcosa: la prossima volta che ci viene l’istinto di commentare il corpo di qualcuno, magari possiamo scegliere un’opzione rivoluzionaria e anche di gran lunga più intelligente: farci i cazzi nostri. Nel frattempo, magari, l'industria musicale non avrà più canoni estetici prestabiliti da imporre agli artisti. Perché è vero che quegli stessi canoni ci vengono continuamenti proposti e imposti, ma è altrettanto vero che continuano a esistere perché qualcuno li compra, anche noi.

https://www.youtube.com/watch?v=_Iq-3VyRFzM

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©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

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