Quando pensiamo a un'attrice hollywoodiana immaginiamo red carpet, set cinematografici, conferenze stampa e, nei casi migliori, qualche copertina. Molto più raramente ci immaginiamo una persona davanti a un monitor che gioca a Call of Duty su Twitch. Eppure è esattamente quello che faceva Inde Navarrette.
Già l'attrice statunitense, star indiscussa di Obsession e star più chiacchierata di quest’estate, ha raccontato in un'intervista a GQ di aver iniziato a fare streaming nei periodi in cui non era impegnata a girare. Una scelta nata molto semplicemente dal fatto che amava i videogiochi e che, tra un set e l'altro, aveva tempo libero da riempire. È un dettaglio curioso, ma aiuta a capire come funzioni davvero il mestiere dell'attore. Siamo abituati a immaginare il lavoro dell'attore come una professione continua, specialmente quando pensiamo a una produzione hollywoodiana. In realtà funziona quasi sempre per intermittenza: si gira un film, poi magari passano mesi prima del progetto successivo. Nel frattempo si torna a fare provini, si studiano copioni, si aspetta una telefonata. È una condizione molto più vicina a quella del lavoratore autonomo che a quella del dipendente.
In questo senso Twitch diventa quasi un backstage del mestiere. Non tanto perché garantisca necessariamente uno stipendio, quanto perché permette di mantenere un rapporto diretto con una community e, in alcuni casi, di costruire una presenza pubblica che continua a esistere anche quando il set si ferma. In questo modo lo streaming diventa anche un investimento sul futuro: una community che continua a seguirti tra un progetto e l'altro e che, quando torni sullo schermo, è già lì. Navarrette non ha iniziato a trasmettere dopo il successo. Lo faceva già prima che Obsession attirasse l'attenzione del grande pubblico. Ed è stato proprio quel successo a riportare alla luce i suoi vecchi stream, tanto che molti fan hanno iniziato a chiederle di tornare online.
È un piccolo episodio, ma racconta bene come sia cambiato il lavoro creativo negli ultimi anni. Oggi un'attrice può girare una serie Netflix, aprire Twitch nei mesi in cui non è sul set e tornare davanti alla macchina da presa senza che queste esperienze si escludano a vicenda. Non è ancora una tendenza così evidente in Italia, anche se attori come Luca Marinelli, Alessandro Borghi o Matilda De Angelis non hanno mai nascosto il proprio rapporto con i videogiochi. Marinelli, tra l'altro, è arrivato perfino a prestare volto e movenze a Neil in Death Stranding 2 di Hideo Kojima.
Forse è proprio questa la notizia. Non che Inde Navarrette giochi a Call of Duty, ma che il tempo tra un set e l'altro non sia più un tempo morto. Oggi quel tempo può trasformarsi in lavoro e diventare parte della carriera di un attore.