image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

15 giugno 2026

Vi spieghiamo perché Inde Navarrette di “Obsession” è diventa l’ossessione collettiva del web

  • di Mattia Nesto Mattia Nesto

15 giugno 2026

“Obsession” divide il pubblico, ma su una cosa sembrano essere tutti d'accordo: la vera vincitrice del film è Inde Navarrette. E il motivo va ben oltre la sua bellezza. Il film può piacere o meno, si continuerà a discutere. C'è chi lo considera un colpo di genio e chi un'enorme occasione mancata, e io appartengo serenamente al secondo partito. Nel frattempo, però, è successa una cosa molto concreta: milioni di persone hanno imparato il nome della sua protagonista. Non capita spesso

foto di GQ

Vi spieghiamo perché Inde Navarrette di “Obsession” è diventa l’ossessione collettiva del web

Succede sempre così. È raro, è vero, ma quando capita va a finire in questo modo. Un giorno non sai nemmeno come si chiama. Il giorno dopo internet sembra incapace di parlare d'altro. Fan page, Reel, video su TikTok, approfondimenti su YouTube, ospitate negli show più esclusivi degli Stati Uniti e commenti, milioni di commenti sotto qualsiasi post che la riguardi. Da qualche settimana la domanda è sempre la stessa: come ha fatto Inde Navarrette a diventare l’ossessione collettiva del pubblico horror? La risposta più semplice sarebbe dire che è bella. Ma qui siamo su MOW e cerchiamo di andare dietro il velo di Maia, anzi lo squarciamo proprio con gli artigli della retorica: la risposta più interessante è che Hollywood stava aspettando qualcuno come lei.
Obsession può piacere o meno. Sul film si continuerà a discutere. C'è chi lo considera un colpo di genio e chi un’enorme occasione mancata, e io appartengo serenamente al secondo partito. Nel frattempo, però, è successa una cosa molto concreta: milioni di persone hanno imparato il nome della sua protagonista. Non capita spesso. Il cinema horror contemporaneo produce film di successo con una certa regolarità. Le nuove icone invece nascono molto più raramente. E quando nascono te ne accorgi perché la conversazione smette di riguardare il film e inizia a riguardare la persona che lo abita.
Inde Navarrette arriva davvero dal basso, da anni di televisione americana. I fan di Superman & Lois la conoscevano già. Gli altri hanno avuto la sensazione che fosse comparsa dal nulla. Ed è esattamente questa la magia delle star quando esplodono davvero: sembrano improvvise anche quando lavorano da anni. Il punto, probabilmente, è che il successo di Inde Navarrette passa in gran parte da Nikki, il personaggio che interpreta in Obsession. Hollywood è piena di attrici più famose, più esperte e persino più talentuose, ma poche possono contare su un personaggio che riesce a occupare contemporaneamente così tanti spazi dell’immaginario collettivo. Nikki è una vittima, certo, ma non nel senso passivo del termine. È una ragazza che si ritrova progressivamente intrappolata dentro una spirale di controllo, manipolazione, ambiguità e ossessione, e proprio per questo conserva qualcosa di profondamente umano. Non domina gli eventi. Li attraversa. Non controlla la situazione. Cerca disperatamente di comprenderla mentre le sfugge dalle mani. Vorrebbe uscirne, salvarsi, tornare alla normalità, ma ogni tentativo sembra trascinarla ancora più a fondo. In un momento storico in cui il cinema sembra sempre più interessato a personaggi impermeabili, Nikki resta vulnerabile. E quella vulnerabilità finisce per diventare la sua forza narrativa. Lo spettatore non la guarda dall'alto. Le cammina accanto.
Molte spettatrici finiscono per riconoscere il meccanismo prima ancora della situazione. Non perché abbiano vissuto gli eventi del film, ovviamente, ma perché riconoscono quella sensazione di trovarsi dentro una dinamica che cambia forma poco alla volta. Un rapporto che inizialmente sembra innocuo, un confine che si sposta, un comportamento che viene giustificato, una relazione tossica che diventa sempre più invasiva senza dichiararsi subito per quello che è. Obsession porta tutto questo all’estremo, come è giusto che faccia un horror, ma parte da dinamiche che moltissime donne conoscono bene: la relazione tossica, il controllo che si traveste da affetto, l’ambiguità che lentamente assume contorni inquietanti. Nikki diventa così il punto di contatto tra l’eccezionalità del racconto e la quotidianità dell’esperienza.

20260615 143137241 4482
Un frame da "Obsession"

Per il pubblico maschile il meccanismo è diverso e probabilmente più istintivo. Qui entra in gioco la grande tradizione delle scream queen, quelle attrici che il cinema horror riesce a trasformare in icone generazionali. Nikki possiede una qualità rara: sembra vicina abbastanza da risultare reale e distante abbastanza da restare indecifrabile. Ha qualcosa della ragazza della porta accanto e qualcosa di completamente irraggiungibile. La guardi e pensi di averla inquadrata. Cinque minuti dopo non ne sei più sicuro. È affascinante, inquietante, vulnerabile, imprevedibile. E soprattutto possiede quel mistero che il pubblico horror continua a cercare disperatamente nelle sue protagoniste.
Il segnale più interessante, però, arriva fuori dal film. Reddit è già pieno di teorie dedicate a Nikki. Alcuni utenti sono convinti che il personaggio sia influenzato o addirittura posseduto dallo spirito del gatto che attraversa la storia. Altri hanno costruito interpretazioni dettagliatissime sui colori dei suoi vestiti, leggendo nei cambiamenti della palette una sorta di seconda sceneggiatura nascosta dentro il film. Altri ancora passano ore a sezionare espressioni, sguardi, posture e dettagli apparentemente insignificanti, dalle collanine che indossa alla tipologia di metallo scelta per alcuni ciondoli. Che abbiano ragione o torto conta relativamente poco. La vera notizia è un'altra. Il pubblico ha deciso che Nikki vale il tempo dell’ossessione. E quando migliaia di persone investono energie nell’analisi di un personaggio, significa che quel personaggio ha già superato i confini dell’opera che lo ha generato. Nikki ha smesso di appartenere soltanto a Obsession. Ha iniziato a vivere altrove.
Anche Navarrette contribuisce parecchio a questo processo. Ha una presenza scenica difficile da spiegare in termini puramente tecnici. Viene quasi da pensare che la teoria dello spirito del gatto sia nata anche per questo. Si muove come una gatta. Osserva prima di reagire. Occupa lo spazio con una naturalezza che rende difficile distogliere lo sguardo. Anche quando resta immobile sembra trattenere un segreto. È una qualità quasi animale che non si insegna nelle scuole di recitazione e non compare nei comunicati stampa. O c’è o non c’è. Lei ce l’ha. E poi c’è la smorfia. Ogni generazione di star sembra possedere un gesto distintivo. Chi si dimentica di Margaret Qualley e del suo morso al labbro? Beh, Inde Navarrette ha quella smorfia della bocca che compare nei momenti di tensione o possessione, a metà strada tra disagio, ironia e furia bestiale. Sullo schermo dura una frazione di secondo. Su internet è diventata eterna. Gif, meme, montaggi, reaction, screenshot. Un gesto minuscolo trasformato in linguaggio collettivo.
Aiuta anche il fatto che Navarrette sembri sfuggire abbastanza al manuale della giovane star hollywoodiana. Ha passato ore a streammare videogiochi su Twitch (in particolar modo Call of Duty), ama il biliardo e dà continuamente l’impressione di avere interessi che esistono anche lontano dalle telecamere. Sono dettagli minuscoli, ma l’ossessione contemporanea si costruisce proprio così: un film, una smorfia, una teoria sul gatto, qualche live su Twitch e all’improvviso una perfetta sconosciuta diventa la persona di cui tutti parlano.
Naturalmente sarebbe ingenuo ignorare il lavoro della macchina promozionale. Obsession ha puntato fortissimo su Navarrette e probabilmente ha fatto bene. Qualcuno deve essersi accorto molto presto che il volto più prezioso associato al film fosse il suo. Interviste, social, contenuti promozionali, apparizioni pubbliche: tutto è stato costruito con grande intelligenza. Però il marketing arriva fino a un certo punto. Può attirare l’attenzione e creare curiosità. L’ossessione è un'altra cosa. L’ossessione nasce quando il pubblico completa il lavoro da solo, quando prende un personaggio e lo porta fuori dal film, quando passa più tempo a discutere di una protagonista che della trama stessa.
Nikki è già un personaggio della storia del cinema? È una domanda prematura, forse persino ingenua. I personaggi iconici hanno bisogno di tempo, di sedimentazione, di generazioni che continuino a guardarli e reinterpretarli. Però il semplice fatto che qualcuno stia già iniziando a porsela racconta qualcosa. Racconta la velocità con cui Nikki è uscita dai confini di Obsession per entrare in una zona diversa, quella occupata dai personaggi che continuano a vivere nella testa degli spettatori anche dopo i titoli di coda. E forse è proprio qui che si misura il successo di Inde Navarrette. Non nei follower, non nelle visualizzazioni, non negli articoli che la riguardano. Nella capacità di aver dato un volto a un personaggio che il pubblico si rifiuta di lasciare andare.
Funzionerà anche tra cinque anni? Nessuno può saperlo. Hollywood è piena di fenomeni esplosi in una stagione e svaniti in quella successiva. Tra cinque anni potremmo ancora discutere di Obsession oppure averlo lasciato da qualche parte nel cimitero dei film che internet ha amato per una stagione. La smorfia di Nikki, le teorie sul gatto, i thread infiniti dedicati ai suoi vestiti e i milioni di visualizzazioni raccolti da Inde Navarrette raccontano però una storia diversa. La storia di una ragazza che, quasi senza volerlo, è già diventata più grande del film che l’ha resa famosa.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

More

“Obsession”, il Genio della lampada al contrario: il film horror di cui tutti parlano

di Mattia Nesto Mattia Nesto

ossessione horror

“Obsession”, il Genio della lampada al contrario: il film horror di cui tutti parlano

Hollywood credeva che bastassero i franchise. Poi sono arrivati Backrooms, Obsession e Project Hail

di Mattia Nesto Mattia Nesto

se non basta star wars...

Hollywood credeva che bastassero i franchise. Poi sono arrivati Backrooms, Obsession e Project Hail

Tag

  • Cinema
  • Film
  • recensione film

Top Stories

  • Perché l’Italia paga milioni di euro per gli album di Francesco Gabbani, Angelina Mango, Tiziano Ferro e altri? Questa, signori, è il “Tax Credit Musica”

    di Marika Costarelli

    Perché l’Italia paga milioni di euro per gli album di Francesco Gabbani, Angelina Mango, Tiziano Ferro e altri? Questa, signori, è il “Tax Credit Musica”
  • Ok, ma chi caz*o è Francesco Bechis, che sposerà Giorgia Cardinaletti? Tra i palazzi del potere e la borghesia romana, la scalata del nuovo volto del giornalismo moderato: e adesso manca la tv

    di Irene Natali

    Ok, ma chi caz*o è Francesco Bechis, che sposerà Giorgia Cardinaletti? Tra i palazzi del potere e la borghesia romana, la scalata del nuovo volto del giornalismo moderato: e adesso manca la tv
  • Tiziano Ferro ha finito la voce? L’abbiamo sentito all’Allianz di Torino e ha paralizzato tutti, pure i taxi

    di Marika Costarelli

    Tiziano Ferro ha finito la voce? L’abbiamo sentito all’Allianz di Torino e ha paralizzato tutti, pure i taxi
  • Caro Fiorello, noi siamo pazzi de "La Pennicanza", però basta con questa campagna per il ritorno di Amadeus da mamma Rai

    di Irene Natali

    Caro Fiorello, noi siamo pazzi de "La Pennicanza", però basta con questa campagna per il ritorno di Amadeus da mamma Rai
  • Cesare Cremonini come Vasco? Vi spieghiamo perché il suo show è sempre un fenomeno raro

    di Marika Costarelli

    Cesare Cremonini come Vasco? Vi spieghiamo perché il suo show è sempre un fenomeno raro
  • Anche i conti sono “falsissimi”: Fabrizio Corona fa crollare i guadagni di Alfonso Signorini

    di Irene Natali

    Anche i conti sono “falsissimi”: Fabrizio Corona fa crollare i guadagni di Alfonso Signorini

di Mattia Nesto Mattia Nesto

foto di

GQ

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]
  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy