“Ti mancava la mia musica ferita?”. Sì, Mirko. Sì.
Dieci anni di Dasein Sollen si possono festeggiare solo con un omaggio a Dasein Sollen. E infatti Mirko lo ha fatto con A Milano. Un freestyle di ben otto minuti, per dimostrare ancora una volta che lui fa quello che gli pare.
E se anche voi fate parte di quella schiera di persone che accusano Mirko di aver abbandonato il rap per commercializzarsi, questa è un’altra occasione in cui lui stesso vi dimostra che vi sbagliate.
“Vuoi me al primo album? Comprati il primo album”. Lo cantava in Così non va, una traccia tratta dal disco Botox di Night Skinny, che da sempre saggiamente lo predilige.
Rkomi vi ha già azzittiti diverse volte nel corso di questi anni. Ma se finora lo aveva fatto con una rima qua e là, ieri ha deciso di spiattellare tutto in questo nuovo brano.
E l’omaggio non dimentica proprio niente. Ci sono reference ogni due parole: dalla stessa Dasein Sollen del 2016 a Sissignore. Una sorta di sintesi di dieci anni di carriera.
In mezzo ci sono diversi vocali che intervallano un freestyle e l’altro e ce n’è uno di Marracash che agli esordi di Mirko lo scelse per Milano Bachata e non solo. Se non dovessero bastare le sberle sui quattro quarti, il riconoscimento dei grandi tappa tutte le voci di corridoio che da tempo etichettano Rkomi come cantante pop. Perché lui può duettare con Emma, Elisa, Annalisa, Elodie in canzoni pop, ma di come si fanno gli incastri non se lo scorda. Di chi era e da dove viene nemmeno.
Nel videoclip di A Milano questo appare chiaro. Ci sono riferimenti ai vecchi videoclip, tra cui l'intramontabile Apnea, forse il primo brano simbolo del successo di Mirko, con la stessa inquadratura che lo riprende alla guida del suo Pandino, nell’omaggio sostituito da un macchinone. Giusto per non essere ipocriti, perché il successo, che lo si ammetta o no, ti cambia, almeno da fuori. Perché ascoltando le sue rime pare che dentro Mirko sia rimasto tale e quale, solo con qualche evoluzione in più. Essenziale e mai costruito, come sempre. Solo quelle rime strane e quel timbro che è un marchio: “Questa è resistenza etimologica. L’ho detto a mia madre, l’ho detto alla discografica”. Le origini sono il presente e il futuro di Mirko. E forse è questo il segreto: dalla Panda di Apnea al Taxi di Taxi Driver: cambia il mezzo, ma non la sostanza.
A Milano ci sono Ernia, Tedua, Izi. Ci sono gli amici di Mirko, tra volti voti e non. A Milano c’è tutta la sua storia compressa in otto minuti di rime asciutte, dritte. Un minuto per ogni flow diverso. Falco è a casa di Ciccio, è l’attacco dell’intro. “Falco è caldo. Ciccio è caldo”, come in Oh mama, come sempre.
A Milano è Dasein Sollen e Dasein Sollen è esserci che deriva dal verbo dovere. È Mirko Manuele Martorana di Calvairate, nel sud-est milanese. Palazzi popolari, lavori sottopagati, amicizie forti capaci anche di deludere (“Gira gira e poi ti fottono la vita”), senso di esclusione sociale e voglia di riscatto. Rkomi è la strada, ma non si è mai atteggiato a gangsta. Ha sempre avuto molto di lui da raccontare attraverso barre introspettive che mostrano la sua capacità unica di raccontare disagi.
Con il primo EP Dasein Sollen e poi con l'album Io in terra Mirko è passato dall'underground al grande pubblico. Da lì la sua carriera è esplosa, passando due volte dall’Ariston di Sanremo e ricoprendo il ruolo di giudice ad X Factor per un anno, ma continuando a presentarsi come uno che arriva dalla periferia milanese, senza forzature nel classico racconto-clichè visto e rivisto di altri rapper. Se a questo omaggio seguirà un album celebrativo ancora non lo sappiamo. Per ora può anche bastare.