Come in Ritorno al futuro, quando Marty McFly e il Dottor Emmett Brown finiscono a rimettere mano al passato per sistemare il presente senza sapere davvero cosa cambierà nel futuro, anche qui si torna indietro nel tempo, ma non con una DeLorean: con la scaletta di un concerto.
Rkomi è Marty McFly. E ha deliberatamente deciso di farci godere. Noi lo sapevamo che la libidine sarebbe durata più degli otto minuti di A Milano, il freestyle pubblicato da Mirko quasi una settimana fa, dopo che era stato spoilerato a frammenti nelle settimane precedenti.
E infatti Mirko lo ha fatto: ha annunciato una data: 3 novembre al Fabrique di Milano. “Ma proprio al Fabrique?” gli scrive qualcuno tra i commenti sotto il post di Instagram. E lui sa bene come rispondere: “Perché nel mio quartiere, la scelta di Milano e nessun’altra città è puramente emotiva. Chi dovrà prendere un treno potrà vivere al massimo i migliori peggiori hotel di Calvairate, bere i migliori caffè di Vito e farsi sistemare i capelli da Toni”.
Niente di più real. Niente di più street. “Torno in zona, la mia zona”: così il rapper annuncia l’evento. Mica le dicerie dei trapper di quartiere che vivono a CityLife.Ma la vera chicca è la scelta della scaletta: Rkomi ha annunciato che il 3 novembre canterà solo brani tratti dai primi album: Daisen Sollen, Io in terra, Ossigeno e A Milano, che sarà anche il titolo del nuovo ep in uscita dopo l’estate.
Per i fan di Mirko questo è un sogno che si realizza. Un po’ come fu per la reunion dei Club Dogo dieci anni dopo. Erano anni che la fanbase glielo urlava a gran voce. Tutti volevano il Mirko degli esordi, quello delle rime storte, delle parole emotive, l’inventore della voce biascicata.
La carriera di Rkomi si divide in due e con questa unica data al Fabrique riprende proprio dalla prima parte, si ferma ad Ossigeno ep, salta la fase pop e torna al nuovo album in prossima uscita.
“Vuoi me al primo album? Comprati il primo album”, era un verso di Così non va dall’album Botox di Night Skinny. E con questo verso pensavamo che Rkomi non avesse mai più guardato indietro. Tra duetti con le pop star italiane e partecipazioni al Festival di Sanremo, avevamo pensato di essersi giocati un player di punta della scena urban. Avevamo pensato che il mainstream avesse inghiottito anche lui. E invece.
E anche se Mirko ha sempre mostrato una buona attitudine nel pop, si constatava chiaramente come il suo pubblico fosse cambiato per via di alcune scelte discografiche. Da Taxi Driver in poi, passando per la scelta di sedere al tavolo dei giudici di X Factor, fino alla scelta commercialissima di un joint album con Irama e la partecipazione all’ultimo Sanremo con Il ritmo delle cose che aveva lanciato il disco Decrescendo.
Ironia della sorte, Decrescendo è proprio il punto da cui Rkomi apparentemente torna indietro, ma non in senso regressivo, ma con la consapevolezza che le origini sono le vere radici e con la gratitudine di chi sa ascoltare i fan. Lui lo specifica nelle sue storie Instagram: “Non sto tornando indietro. Dopo Decrescendo mi sento in qualche modo vicino al periodo del 2016, dove ‘chi lo sa cosa sarà’ [...]. Sapete quando sapremo chi eravamo davvero nella vita? Quando saremo morti. Ed io non posso morire senza celebrare dei dischi così importanti”.
Mirko, infatti, lo spiega anche nelle altre Instagram stories: “Alla fine tutto questo bene non potevo non ricambiarlo”. Ma ci tiene anche a non rinnegare nulla e aggiunge: “Voglio però soffermarmi su una cosa: quello che farà questo evento sarà celebrare delle parti della mia vita (poi carriera). Perché me lo chiedete spesso e perché ne ho davvero piacere. Rendere questa serata speciale tanto quanto lo sono stati quegli anni è l’unico pensiero che ho da giorni. Voglio che sia una cosa che non avete/abbiamo mai visto fare”.
Operazione nostalgia, operazione marketing. Chiamatela come volete. Ma a noi questo ritorno al futuro ci aggrada parecchio. A proposito, sapreste consigliarci quale sia il miglior peggior hotel di Calvairate?