“Sexy people, all around the world”, cantava Pitbull nel 2013 accanto ad Arianna. Il singolo dance riprendeva la celebre canzone napoletana Torna a Surriento, composta nel 1902 dai fratelli Giambattista e Ernesto De Curtis. In quel brano storico, e anche nel remix trash di Pitbull e Arianna, c’era tutta l’essenza di uno dei comuni italiani più suggestivi: Sorrento, raccontata sicuramente da due punti di vista differenti.
La Campania, si sa, è garanzia di bellezza. Ma anche di successo quando si parla di prodotti culturali: tra musica e serie tv, la cadenza campana è sempre ben accolta dal pubblico. Il rischio, però, è che in mezzo a tanta produzione, si possano ritrovare copie di copie, con contorno di cliché triti e ritriti. E nella nuova fiction targata Rai 1, non rimane niente di quelle vibes di Torna a Surriento e neanche di Sexy People: rimangono solo le immagini mozzafiato.
La prima puntata di Roberta Valente - Notaio in Sorrento si intitola proprio Torna a Surriento e ci restituisce un’immagine della Costiera Amalfitana irresistibile, peccato che non si tratti di un documentario su Sorrento, ma di una fiction che dovrebbe essere trainata da una trama.
La fotografia vince facile, pure se fosse stata curata da ammiocuggino. Non può che essere vincente con scorci di tale bellezza, ma davvero una fiction può reggersi solo sulla forza delle immagini?
Dalla grigia Milano alla coloratissima Sorrento, sulle note cantate da Giusy Ferreri: così si apre la prima puntata. L’impatto risulta contrastante ed efficace: la bellezza sorrentina ne esce ancora più valorizzata. Le vibes promettono bene, ma occhio a non confondere la leggerezza con il vuoto cosmico a cui assisteremo di lì a poco.
Maria Vera Ratti (Roberta Valente) è l’attrice protagonista, accanto a lei Alessio Lapice, nei panni del fidanzato Stefano.
La Valente è un notaio con un passato difficile alle spalle, orfana ma piena di soldi. Ha apprezzato vivere a Milano, che ritiene una città vicina a sé, ma desidera tornare alle sue origini: Sorrento. Nonostante la carriera, Roberta è una donna che tiene al matrimonio e desidera sposarsi presto col fidanzato Stefano. Un quadro narrativo che vuole sfidare i cliché, scadendo inevitabilmente in essi: donna in carriera sì, ma anche donna di casa. Il personaggio di Roberta Valente appare, inoltre, molto caricato: l’occhialone e il capello finto scompigliato disperdono la bellezza naturale dell’attrice.
La fiction è uno stereotipo del Sud e non sembra volersene discostare. Il fidanzato che accetta di sposarsi senza troppo entusiasmo, l’eccessiva partecipazione dei parenti: la trama è scarna e lenta pure se guardata con il x2 e il folklore prende il sopravvento.
Alcuni hanno definito la fiction un tentativo di emulare la fortunata Imma Tataranni, ma il paragone non regge da nessun punto di vista e non ha neanche motivo di esistere, se non per la presenza di Lapice in entrambe le serie tv. E anche se la Ratti non ha le colpe di questo impatto a dir poco tiepido della fiction, non reggerebbe neanche il paragone con Vanessa Scalera, un’attrice difficilmente equiparabile. Ma, al di là di paragoni fantasiosi, la vera colpa di Roberta Valente - Notaio in Sorrento è quella di essere un’overdose di cliché noiosi. Cosa c’è di più noioso di un clichè? L’intenzione forzata di non farlo risultare tale. La verità è che la fiction sembra una sorta di prolungamento di Benvenuti al Sud, con la differenza che la protagonista era già del Sud: un “Bentornati al Sud”, potremmo dire. Il susseguirsi delle vicissitudini (quali?) non regala nessuna suspance. La sfida più eccitante è cercare di rimanere svegli mentre si guarda la fiction: un vero fetish.
Sono previste altre tre puntate e a chi le vedrà ci verrebbe da dire: buona fortuna! La prima puntata, nonostante tutto, ha vinto la serata con il 21,6% di share e 3,5 milioni di spettatori. L’esordio è stato premiato anche se, con tutta onestà, siamo titubanti sul seguito delle prossime puntate. A meno che il pubblico televisivo italiano non sia molto, ma molto masochista!