"Sono figlio di commercialista", ha ribadito Manuel Agnelli a 'Splendida Cornice', nella puntata dello scorso giovedì su Rai 3. Ma quanto parla il frontman degli Afterhours negli ultimi tempi? Parecchio, interviste à gogo! Sembra quasi che debba promuovere qualche cosa e, in effetti, è proprio così. L'ex giudice di 'X Factor', tanto per cambiare, si sta pavoneggiando della propria tracotante concretezza, nonché credibilità artistica in ogni dove mediatico perché ha da lanciare un nuovo progetto che stavolta lo vede in veste di mecenate musicale che ha setacciato lo Stivale in lungo e in largo per selezionare giovani artisti a cui dare spazio, in virtù del loro talento e soltanto di quello, all'interno di un 'progetto triennale', 'Suoni dal Futuro', con un unico e immacolato obiettivo (che citiamo dal sito della manifestazione, ndr): "sostenere una nuova generazione di autori, autrici, musicisti e musiciste, attraverso un percorso concreto fatto di palco, formazione e crescita professionale".
La prima tappa di tale 'prossima rivoluzione' (sic.) si è tenuta a Milano lo scorso 10 aprile, nel locale anzi nell'associazione culturale di Agnelli, 'Germi', posticino sui Navigli. La seconda a Taranto, allo SpazioPorto - dove si celebra già da qualche anno svolto il concertone alternativo del Primo Maggio (non senza polemiche). Ma il 'calendario primaverile', a cui ne farà seguito un altro autunnale, è zeppo di appuntamenti in cui le sei band scelte dal duro e puro Manuelone si esibiranno dal vivo tra Pesaro, Palermo, Napoli, Roma, Torino e Bologna (qui tutte le date). Il nostro vanta di aver fatto nascere cotanta meraviglia 'con i tanti soldi guadagnati a 'X Factor', "quando sono andato a fare il giudice lì mi hanno dato del venduto. Invece bisogna trovare il modo di ottenere i mezzi per fare le cose, la rivoluzione. Stare a casa sul divano e lamentarsi è da sfigati". Tutto giustissimo, meritorio perfino. Ma Agnelli omette un piccolo particolare: tra le sei band di fulgidi giovinastri da lui scelte per partecipare al progetto che sembra proprio voler imporsi come strada alternativa ai talent televisivi, c'è anche quella capitanata dalla figlia ventenne Emma, i 'Dirty Noise'. Ah. Pur con le migliori intenzioni, non si esce vivi dai Nepo Baby, a occhio e (soprattutto) croce...
Per una pura casualità, ne siamo sarcasticamente certi, il complessino selezionato per lanciare 'Suoni dal Futuro' per esempio in radio è, al momento, proprio quello dei 'Dirty Noise'. Il leader degli Afterhours, in un'intervista al sito 'Sentireascoltare' rivela:
"Non mi sono svegliato la mattina e ho detto “Aiutiamo i giovani!” Sono andato a sentirli e sono loro che hanno convinto me. Registrati sono una cosa, visti dal vivo sono ancora più potenti, hanno già una capacità di esprimere quello sentono sul palco che è meravigliosa. Li ho visti dal vivo e dal vivo mi hanno colpito, mi ha colpito l’energia ma mi ha colpito più di tutto che già scrivono, fanno pezzi credibili, che stanno in piedi, e qualcuno è davvero un talento. Ce sono alcuni e non sono pochissimi – non ti dirò i nomi perché mi sembra ingiusto nei confronti degli altri – che fanno già delle cose che iniziano ad avere un valore musicale non indifferente".
A voler essere maligni, ma neanche troppo, forse abbiamo già individuato quali siano quelli che 'iniziano ad avere un valore musicale non indifferente'. Ma non ne diremo il nome 'perché ci sembra ingiusto nei confronti degli altri'. Emma Agnelli, comunque, non è una novellina: era già spuntata al fianco di papà suo nel bel disco solista di costui 'Ama il prossimo tuo come te stesso' (anno delle Signore 2022, ndr). Il brano 'Lo Sposo sulla Torta', uscito come singolo, è infatti un duetto padre-figlia. E la pargola compare anche nel videoclip. Certo, ora sentirle cantare i versi 'Io so già come si fa, tu sai già come si fa' acquista un nuovo significato.
Inoltre, coi suoi 'Dirty Noise', la rampolla agnellica ha già aperto alcune date del tour del papi, la più recente è quella estiva che si è tenuta al Carroponte, appena fuori Milano. Adesso, la rassegna triennale 'Suoni dal Futuro' si apre con costoro, insieme a Dlemma, Grida, Kahlumet, Mars on Suicide e Wayloz. Buona fortuna a tutti quanti, anche se l'impressione sulla carta non può che essere una: papà avrà mica organizzato un sanremino alternativo (e addirittura triennale!, ndr) per lanciare la carriera della scarrafona sua? Nessun sito che dà notizia della manifestazione riporta dichiaratamente il legame di parentela tra i due, sarebbe bastato dirlo per evitare ambiguità e pensieri suggestivi, al limite dell'intrusività.
Il cognome di Emma è scritto ovunque, ma il fatto che sia progenie del frontman degli Afterhours viene taciuto in ogni dove (che siamo riusciti a trovare). E sui social la musica non cambia, per quanto al pubblico è dato sapere potrebbe essere un mero caso di omonimia. Resta, insomma, dettaglio su cui si sorvola, passando diretti a miracolare il genere proposto da questi Dirty Noise - e alla loro mirabile bravura, ovviamente. In tutta sincerità, dal duro e puro Manuel Agnelli ci saremmo aspettati maggior chiarezza, scatarrata in faccia come, di solito, soltanto lui sa (o proclama di saper) fare. A meno che la prossimità con Fedez ai tempi del talent Sky non gli abbia insegnato che non ci sia miglior pubblicità di una bella polemica per lanciare progetti. Bene o male purché se ne parli. Dei Nepo Baby in particolare. Nessun reato, per carità, ma almeno papino la smettesse di andare in giro a tener sermoni su come si costruisce per davvero cotanta ostentata 'credibilità' (musicale e non solo), inneggiando alla 'rivoluzione' contro il 'sistema' del mercato musicale marcio e sterile, costellato sempre dalle stesse facce e che non offre mai vere chance ai giovani, soltanto illusioni. Proprio perché così fan tutti, appunto pure lui, perché nascondere in piena vista l'elefante, pardon, la piccola iena nella stanza? Il punto è sempre lo stesso: per dare spazio a ragazzi, magari anche bravissimi, nati già con la camicia e che avrebbero, in virtù del proprio alto lignaggio, meno difficoltà di tutti gli altri a farsi strada nell'arte, qualcuno viene ogni volta lasciato a casa, magari nonostante un grandissimo talento e un affitto da pagare purtroppo parimenti proporzionato. Il triste fatto è che, con ogni probabilità, non lo sapremo (né sentiremo) mai. Con buona pace dell'ennesima 'prossima rivoluzione'.