Durante una conversazione pubblica con Matthew McConaughey organizzata da Variety e CNN, Timothée Chalamet ha detto di non voler lavorare nel balletto o nell'opera, definendoli mondi in cui qualcuno chiede di tenere in vita qualcosa di cui ormai non interessa più a nessuno.
I due attori, che avevano lavorato insieme in Interstellar di Christopher Nolan nel 2014, discutevano di come la soglia di attenzione del pubblico si stia abbassando, e di quanto sia difficile fare sopravvivere certi generi di film. In questo quadro Chalamet ha inquadrato sé stesso come un difensore del cinema d'autore, uno che lavora per tenere vivo qualcosa. Ed è a quel punto che ha tirato in ballo, come contraltare negativo, opera e balletto.
Consapevole di aver esagerato, Chalamet stesso ha commentato a caldo: "Ho appena perso 14 centesimi di audience. Ho tirato fuori questa cosa senza motivo". Non è bastato.
Il Metropolitan Opera di New York, il Royal Ballet and Opera di Londra e la LA Opera hanno tutti pubblicato risposte sui propri profili social, prendendo esplicitamente di mira le dichiarazioni dell'attore. Il Metropolitan ha condiviso un video che mostra il lavoro che si svolge dietro le quinte, con la didascalia “All respect to the opera (and ballet) people out there”, taggando direttamente Chalamet. Un gesto sobrio, ma mirato.
Il Royal Ballet and Opera di Londra ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, sostenendo che opera e balletto non sono mai esistiti in isolamento, ma hanno continuamente informato, ispirato ed elevato le altre forme d'arte, con un'influenza che si estende al teatro, al cinema, alla musica contemporanea e alla moda.
La Scala di Milano — uno dei teatri lirici più prestigiosi al mondo — ha risposto con un video che mostra il pubblico in piedi ad applaudire al termine di uno spettacolo. Un'immagine che vale più di ogni replica verbale: sale piene, entusiasmo reale, cultura viva. Il teatro dell'opera di Zurigo ha invece scelto un registro più ironico, pubblicando un video in cui un personaggio dello spettacolo Monster's Paradise, sentendo le parole di Chalamet, perde letteralmente la testa, con in sottofondo la canzone "Berghain" di Rosalía.
La Seattle Opera ha optato per la risposta commercialmente più brillante: uno sconto del 14% sui bigletti per la produzione in corso di Carmen, con il codice promozionale "Timothée". Una trovata che ha fatto il giro del web.
Più dure, e più personali, le reazioni dei singoli interpreti. Megan Fairchild, étoile del New York City Ballet, ha pubblicato un video su Instagram in cui ha smontato l'implicazione nascosta nelle parole di Chalamet — che avrebbe potuto scegliere di fare il ballerino o il cantante d'opera ma abbia optato per la fama dell'attore — ricordando che balletto e opera non sono hobby di nicchia a cui si rinuncia per convenienza.
Isabel Leonard, mezzosoprano americana, ha detto di essere rimasta sbigottita dal fatto che qualcuno che si considera un artista possa avere una visione così limitata dell’arte. Franz Szony, artista statunitense, ha ricordato che si tratta di due forme d'arte presenti da secoli, che richiedono un livello di talento e disciplina che Chalamet non possiederà mai. La danzatrice londinese Anna Yliaho ha scritto su Instagram che solo un artista insicuro demolisce un'altra disciplina per elevare la propria.
Anche la mezzosoprano canadese Deepa Johnny ha definito le dichiarazioni di Chalamet una visione deludente. Come darle torto?