Innanzitutto ci fa volare che giornali e pagine Instagram parlino di “messaggi tossici” riferendosi a Tony Effe. La prima domanda che ci viene da fare è: cosa ci aspettavamo da Tony Effe? Chiariamo (perché evidentemente è necessario farlo): non è che perché un cantante arriva all’Ariston, allora improvvisamente diventa un esempio da seguire. Sì ok, Tony Effe ci aveva provato a Sanremo 2025 con Damme ‘na mano, ma a parte la notevole “cringiata” della canzone: no, non era riuscito nell’operazione di redenzione messa in atto ciclicamente dal rapper di turno che appena mette piede all’Ariston punta a conquistare le “cuore di mamma”. E no, il rapper non era neanche riuscito nell’intento di fare un rebranding della sua immagine tentando di trasformarsi nel Califano 2.0.
Che poi sulla definizione di “rapper” oseremmo andarci cauti. Tony fa trap dal giorno zero. E, a differenza di Fedez, che almeno agli esordi il rap lo faceva sul serio (seppur commerciale), il trapper romano è sempre stato più un influencer che un artista. A oggi i due si collocano sullo stesso piano e il dissing del 2024 non è stato altro che un debole tentativo di convincerci che i due facciano davvero parte del mondo urban. Scemo chi ci crede. E scemo chi crede che quel dissing non sia stato costruito a tavolino per promuoversi a vicenda.
Ma perché oggi si torna a parlare di Tony Effe e dei suoi “messaggi tossici”? In effetti, una volta esauriti i gossip, serve un boost all’immagine. L’artista romano, infatti, sta con l’influencer Giulia De Lellis e i due, da quasi un anno, sono diventati genitori di Priscilla. Il recente “scoop” di Corona sull’ambiguo incontro nei bagni di un locale tra Tony e Belen ha fatto poco scalpore nel quadro distruttivo ideato da Fabrizio Corona per colpire la showgirl. Ma, dopo poche settimane, il trapper è tornato al centro delle polemiche per una serie di video postati sui suoi social dove promuove uno stile di vita apparentemente sano, ma con una narrazione non poco tossica. Com’è possibile? Assicuriamo che è possibile se si parla di Tony Effe.
Tony ha iniziato a spiegare i motivi delle sue frequenti corse pubblicate sulle storie Instagram: ha dichiarato di aver trovato questo antidoto contro l’istinto di fumare. Fino a qui tutto bene, anzi: chapeau. Anche se un giorno dichiara pure di aver dormito poco e di avere dunque bisogno di un “aiutino” per affrontare la giornata: chiudiamo un occhio e facciamo finta di non aver capito a cosa si riferisca. Siamo pur sempre di fronte a un trapper che contrasta le abitudini malsane e diffonde un antidoto promosso dai professionisti del benessere: troppo bello per essere vero. E infatti, qualcosa non quadra nel momento in cui Tony Effe decide di deliziarci con una lezione sui comportamenti alimentari: “Ragà vi dico solo che questa è una 26 da donna” (procede a inquadrarsi la vita) e prosegue: “Avete capito, schiavi del cibo? Schiavi dei carboidrati, DEI zuccheri. Siete solo DEI schiavi DEI zuccheri”. Sottolineiamo l’errore grammaticale a onor di cronaca, peccato che il punto non è questo. Piuttosto serve chiedere a Tony: ma che cazzo ti sei fumato? Ah già, lui ha smesso col metodo Forrest Gump, eppure, dopo questa affermazione, ci sembra più strafatto di prima. Vuoi vedere che non erano le droghe a farlo sembrare stupido? Oppure sono effetti collaterali dovuti all’astinenza, o almeno ce lo auguriamo. Perché pensare di poter fare certe affermazioni da lucidi è disarmante.
Avete capito, dunque? Se non riuscite a dimagrire è perché siete schiavi degli zuccheri. A lui è bastato smettere di mangiarli e andare a correre: e voilà! La taglia 26 da donna è servita. Fanculo la sensibilità nei confronti del tema, i disturbi alimentari! A Tony Effe è bastato eliminare i carboidrati e andare a correre per dimagrire, se non ci riuscite cazzi vostri! Poche scuse. Com’è che si dice? “No pain no gain”.
Ovviamente le sue affermazioni hanno scatenato le polemiche del web, di professionisti di salute mentale e dell’alimentazione. Ma a lui è bastato chiedere scusa con l’aria di chi si annoia pure a chiedere scusa ma lo deve fà, perché glie tocca reghà. Con annesso “siamo umanih, sbagliamo”. Lui non voleva offendere nessuno, dice. Ma “offesa” è la parola giusta? Il punto è che chiedere scusa è diventata un po’ la paraculata dell’ultimo minuto. Ci viene difficile credere che le sue siano scuse sentite, ovvero scuse di chi veramente ha capito che no, nella vita non sempre è una questione di volontà. E che lui, da idolo dei giovani qual è diventato, ai messaggi che veicola dovrebbe fare più attenzione. Perché un conto è parlare di droghe e puttane nelle sue canzoni. E ok, lì abbiamo capito che è un discorso stilistico e bla bla bla. Che il personaggio nella trap non sempre corrisponde alla persona, che Tony Effe in realtà è un cucciolo che ogni tanto si concede qualche vizietto, che sarà mai? Possiamo anche soprassedere sul lato “artistico”, ma quando ci si punta la camera dell’Iphone non c’è scusa che tenga: se dici certe cose stai facendo una figura misera, nella buona o nella cattiva fede. Oltre al fatto che non c’è neanche da stupirsi perché tutto questo è coerente con una narrazione che Tony Effe porta avanti da sempre. Forse quest’ultima gaffe di Tony è servita a ricordarci che non basta andare a Sanremo e diventare papà premurosi per essere considerati un esempio da seguire. Perché che non siamo mai stati di fronte alla nuova promessa dell’arte italiana siamo tutti d'accordo, no? E allora è tutto ok: ben risvegliati a voi tutti!