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8 giugno 2026

Turbe di mezza età: Neffa e Fabri Fibra con “Jay-Z” annunciano il primo loro joint album? Ecco tutto quello che sappiamo

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

8 giugno 2026

Signori, è di nuovo il 2002. Non importa quanti anni abbiate. Perché quando Neffa e Fabri Fibra hanno annunciato il loro joint album al Party like a Deejay a Milano, siamo tornati tutti all’età che avevamo nel 2002. In preda alle nostre “Turbe giovanili”. Tra gli scratch e le rime appuntite di Fabrizio Tarducci. Quando Neffa si caricava sulle spalle la scena urban ed erano lontani i tempi del mainstream. Oggi, con questo nuovo disco, i due hanno ancora le carte in regola per tornare a cambiare la storia. Ecco perché il nuovo progetto fa bene a tutti

foto di Ansa

Turbe di mezza età: Neffa e Fabri Fibra con “Jay-Z” annunciano il primo loro joint album? Ecco tutto quello che sappiamo

“È talmente grossa ‘sta cosa che viene Jay-Z”. E anche se non è esattamente così, lo confermiamo: la cosa è proprio grossa. Perché ieri Neffa ha annunciato così il joint album insieme a Fabri Fibra.
Durante il Party like a Deejay a Milano, i due bomber del rap italiano hanno lanciato in anteprima Jay-Z, il primo singolo del loro primo album insieme. “Ce l’abbiamo fatta a fare un album insieme in questa vita”, dice ancora Neffa. Poi parte la mina. Perché cos’altro può essere una canzone di Neffa e Fabri Fibra se non una mina?
Neffa col suo savoir-faire che passeggia sul palco e Fabri Fibra col berretto nero e la t-shirt con il suo logo storico, come i vecchi tempi. E in effetti Jay-Z sembra proprio un brano che delle nuove tendenze se ne sbatte. Non ha paura di sfidare l’algoritmo e punta tutto sull’effetto nostalgia, ma soprattutto verità. Quella stessa verità che rimane un pilastro del mondo urban e che negli ultimi tempi troppo spesso ci siamo concessi il vizio di trascurare.
Neffa e Fabri Fibra lo possono fare. Perché la loro è una storia lunga che parte da lontano. Da quel 2002, quanto usciva Turbe giovanili, l’album d’esordio di Fabrizio Tarducci, il rapper di Senigallia che si faceva chiamare Fabri Fibra.
Il disco è quasi interamente prodotto da Neffa, già immerso nella scena rap degli anni Novanta. E a sentire Turbe giovanili ci sembra trascorsa una vita. Quel vinile mosso avanti e indietro sul giradischi, basi minimaliste che lasciavano spazio agli incastri di Sfiber.
E Jay-Z, anche se è un brano del 2026, non ci sembra tanto distante da quel piccolo mondo che esplodeva nei primi anni Duemila.
C’è la fotta di chi ha cose da dire e se ne sbatte della forma ed è ancora più rivoluzionario che ciò accada oggi, che la forma presidia l’industria discografica e anche il rap, nello specifico. Il flusso di coscienza del Fibroga e le doppie eleganti di Neffa ci riportano indietro nel tempo, mentre riescono a svecchiare quel rap forzatamente “moderno”, togliendogli quella patina fastidiosa fatta di outfit e shooting perfetti. I due tornano e lo fanno per sporcare, di nuovo. Sputando rime in faccia ai rapper pettinati che nascondono la voce dietro l’autotune.
Lo abbiamo sperato quando i due incisero Panico dodici anni fa e avevamo ripreso a sognarlo con quella carezza ruvida che è stata FoglieMorte. Oggi, finalmente, si avvera: è joint album.
Ancora nessuna data o altri spoiler sul progetto, ma una annuncio e un singolo possono bastarci.

Neffa è uscito con Canerandagio parte 2
Neffa durante l'uscita di "Canerandagio" (2025)

E soprattutto, questo album arriva dopo che Fabri Fibra aveva annunciato la deluxe del suo ultimo disco, Mentre Los Angeles brucia. Un disco che non eguaglia di certo gli anni d’oro del rapper pugliese. Perché Fibra negli ultimi album pare avesse rallentato la corsa. Meno scorretto, meno profondo. Con la presenza di Neffa, invece, questo nuovo disco pare promettere bene. Forse perché Fabrizio aveva bisogno di qualcuno che gli ricordasse chi è stato e cosa è stato per il rap italiano. Ogni singolo rapper ha un debito di gratitudine nei suoi confronti. E, diciamoci la verità, se Fibra non avesse tolto il piede dall’acceleratore, nessuno gli avrebbe tolto il primato in questi anni, nemmeno in termini di classifiche.
Ma un re ha il diritto di riposare e lasciare spazio agli altri. Quando decide di tornare davvero, però, non ce n’è per nessuno. E le strofe di Jay-Z ce ne danno prova.
E Neffa, al tempo stesso, aveva bisogno di Fibra per ricordarsi che sì, il mainstream era un mondo da esplorare, ma le sue radici sono altrove. Le vesti di cantautore pop/soul Neffa le ha vestite benissimo, ma agli amanti del rap era mancato il suo genio creativo. E anche a lui. Infatti, già dal 2015 al 2020, Neffa si era riavvicinato al mondo urban e, soprattutto, il suo legame artistico con Fibra non è mai cessato davvero, tra una collaborazione e l’altra.
E le radici non si dimenticano, anzi, si celebrano. Neffa e Fibra hanno deciso che questo era il momento. E chissà che questo joint album non segni una nuova era per il rap, così come fece Turbe giovanili nel 2002. D’altronde il 2026 è l’anno dei revival, dalla musica al cinema, e non è un caso. Perché la nostalgia si presenta sempre quando intorno tutto sembra arido. Fabri Fibra e Neffa sembrano prontissimi a riaccendere il fuoco. Le aspettative per questo nuovo disco sono altissime. Loro hanno il potere di dettare le regole. Preghiamo che scelgano di farlo fino in fondo.

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