La polemica a Roma per l'assegnazione del Premio Internazionale della Cultura a Wanna Marchi e alla figlia Stefania Nobile, ospitata nella prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio, è stata forse la più longeva degli ultimi anni. Il riconoscimento è stato conferito per la pubblicazione di due recenti libri firmati dalle due ex regine delle televendite, ma la scelta dell'ubicazione istituzionale ha sollevato un'ondata di indignazione da parte delle opposizioni e imbarazzo nell'amministrazione comunale. Sono arrivate anche le scuse del consigliere che ha richiesto la sala - dichiaratosi all'oscuro della loro presenza - e le stoccate dell'ex sindaca Virginia Raggi, Roma Capitale ha infine annunciato una revisione immediata delle procedure di verifica per la concessione degli spazi comunali.
Noi di MOW abbiamo chiesto l’opinione di Fulvio Abbate che, nel caso specifico, ha ribattezzato il premio come “premio al cinismo”. L’intellettuale ha lanciato una riflessione affilata: “Per cosa le hanno premiate? Per aver detto che i coglioni vanno inculati?”.
Ma se da un lato Abbate ha dissentito, abbiamo poi sentito un parere del tutto differente: quello dello scrittore Aurelio Picca, che ha definito la premiazione a Wanna Marchi e Stefania Nobile in Campidoglio un “colpo di genio”: ha affermato che un premio conferito a due personaggi così fuori dall’ordinario risulta grandemente interessante e ha definito le donne “due amazzoni”. L’intervista di Picca ha suscitato l’attenzione della stessa Wanna, che ha risposto al nostro articolo con un reel su Instagram dove ringrazia Picca per le parole spese nei loro riguardi. Abbiamo poi intervistato le dirette interessate che hanno consigliato un Maalox a chi le critica e non hanno avuto peli sulla lingua in merito alla vicenda.
A questo quadro aggiungiamo anche l’opinione dello scrittore Massimiliano Parente, che dribbla tutti.
Cosa ne pensi del Premio Internazionale della Cultura conferito a Wanna Marchi e Stefania Nobile?
Francamente non me ne frega niente: né di Wanna Marchi né dei premi letterari in generale, si premiano sempre tutti fra loro anche quando non sembra. Ogni anno è pieno di Wanna Marchi che finiscono allo Strega, al Campiello e altrove, con editori che manovrano giurati e mezze calze neppure a rete se non nella rete del conformismo della narrativa media e Midcult che è istituzionale e inutile per definizione. Questa almeno ha il pregio di chiamarsi Wanna Marchi e con la cultura non c’entra niente esplicitamente, ma non meno di tutti gli altri, quindi non mi schiero da nessuna parte perché non vedo niente.