image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

30 settembre 2026

Willie Peyote vuole farti pensare per forza alla tua ex. “Non c’è di che” e la nuova “Marmellata #25”

  • di Sara Murgia

30 settembre 2026

Con il nuovo singolo “Non c’è di che”, l'artista torinese abbandona il sarcasmo per raccontare la fine di un amore attraverso gli oggetti rimasti. Imparando a lasciare andare senza rancore. E forse abbiamo qualcosa da invidiargli

foto di Ansa

Willie Peyote vuole farti pensare per forza alla tua ex. “Non c’è di che” e la nuova “Marmellata #25”

Non c’è di che... Che frase strana. La diciamo quando qualcuno ci ringrazia, quasi a voler sminuire quello che abbiamo fatto, come se fosse niente. Ma può anche voler dire che non c’è niente di cui parlare, proprio nel momento in cui, al contrario, di cose da dirsi ce ne sarebbe parecchio. Willie Peyote con me ha sempre avuto questo problema: può parlare di politica, società, musica, gente che ci sta sul cazzo e mi trova praticamente sempre d’accordo. Ma quando si mette a parlare d’amore diventa tremendamente fastidioso, perché riesce a infilarsi con la sua voce in ogni mia relazione passata, presente e, con un po’ di sfiga, futura. Con il suo nuovo singolo, Non c’è di che, lo fa di nuovo. Solo che questa volta lascia da parte il suo consueto sarcasmo e racconta una cosa difficilissima almeno per me: come si esce da una storia d'amore senza distruggere anche quello che c’è stato di bello. Non c’è di che racconta la fine di una relazione attraverso la concretezza degli oggetti che lui sceglie di lasciare a lei: le foto dei viaggi, i vinili presi in America, l’accappatoio a scacchi, il cibo dei gatti. Piccole cose quotidiane che fino a un attimo prima appartenevano a un “noi” e che adesso devono tornare a essere semplicemente cose. Inevitabilmente penso a Marmellata #25 di Cesare Cremonini. Anche lì, dopo la fine di una storia, ci sono le cose: le scarpe, un libro, una patente, le sigarette. Ma se Cremonini si ritrova circondato dagli oggetti di chi non c’è più, Willie fa la mossa opposta: li lascia andare insieme a lei. Perché gli oggetti si possono restituire, i ricordi evidentemente no. Quel vuoto io l’ho provato. Quello strano momento in cui una cosa qualsiasi smette di essere una cosa e diventa Qualcuno, solo che io li ho tenuti quei ricordi e se li guardo ancora sanno di qualcosa che poteva essere.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Ludwig van Peyote (@williepeyote)

 

Quindi cosa invidio a Guglielmo? La sua lucidità, quella serenità amara e adulta di chi sa tenersi i bei ricordi e lasciare andare tutto il resto. Sia chiaro, a nessuno fa piacere chiudere una relazione in cui ha creduto, investito, magari immaginato un futuro. Non stiamo parlando di uno a cui non frega più niente. Forse è esattamente il contrario. Quel non c’è di che suona quasi come un ultimo gesto d’amore: ti lascio al tuo futuro, anche se sarà senza di me. Tieniti le foto, i vinili e tutto il resto. Io mi tengo quello che siamo stati, senza bisogno di sporcarlo con il rancore solo perché non siamo riusciti a diventare quello che avevamo immaginato. Perché la fine di una storia dice molto di noi, soprattutto quando fa male. C’è una forma di rispetto nel non sbattere la porta, nel non trasformare un amore finito in una conta dei torti e delle ragioni. Nel riconoscere che qualcosa può essere stato importante anche se non è durato per sempre. E quella stessa lucidità amara sta anche nel modo in cui suona Non c’è di che. La produzione musicale non forza mai il dolore, non cerca il momento strappalacrime: resta pulita, trattenuta, attraversata da una malinconia nobile. E allora per me quel non c’è di che, alla fine, significa proprio questo. Non che non ci sia più niente da dire, e nemmeno che quello che c’è stato non conti più. Anzi, di che ce ne sarebbe parecchio. Solo che non tutto quello che finisce ha bisogno di un colpevole, di un’ultima parola o di una porta sbattuta. A volte basta riconoscere quello che è stato, tenersi il pezzo di strada fatto insieme e lasciare andare l’altro. Non c’è di che. Ma c’è stato. E forse è questo che conta.

More

La truffa della nostalgia: perché il ritorno degli Oasis non è un atto d’amore verso il rock, ma solo un enorme affare per il pubblico (e per i fratelli Gallagher)

di Gianni Miraglia Gianni Miraglia

business

La truffa della nostalgia: perché il ritorno degli Oasis non è un atto d’amore verso il rock, ma solo un enorme affare per il pubblico (e per i fratelli Gallagher)

Altro che industry plant, Battista spacca: un mocio, un mancato aborto e il prossimo missile del rap italiano

di Marika Costarelli Marika Costarelli

missili in faccia

Altro che industry plant, Battista spacca: un mocio, un mancato aborto e il prossimo missile del rap italiano

Per ascoltare il vero rap in Italia serviva chiedere ai carcerati di fare musica e poesia: il caso di “30 OP” prodotto dai detenuti di Bollate

di Marika Costarelli Marika Costarelli

controtendenza

Per ascoltare il vero rap in Italia serviva chiedere ai carcerati di fare musica e poesia: il caso di “30 OP” prodotto dai detenuti di Bollate

Tag

  • Cultura
  • Musica
  • Willie Peyote
  • canzone
  • Rap

Top Stories

  • Il Leone d’Oro all’unica donna in concorso, le frecciate di Buttafuoco “a chi di dovere”, il premio della giuria a Naza e John Malkovich dalla distanza: la Mostra del cinema di Venezia si chiude così

    di Domenico Agrizzi

    Il Leone d’Oro all’unica donna in concorso, le frecciate di Buttafuoco “a chi di dovere”, il premio della giuria a Naza e John Malkovich dalla distanza: la Mostra del cinema di Venezia si chiude così
  • La battuta dell'anno l’ha detta Max Angioni su Giuseppe Cruciani a “Roast in Peace” (Amazon Prime): “Dice di non essere né di destra, né di sinistra. Strano... per un coglione" Il meglio delle perculate

    di Marika Costarelli

    La battuta dell'anno l’ha detta Max Angioni su Giuseppe Cruciani a “Roast in Peace” (Amazon Prime): “Dice di non essere né di destra, né di sinistra. Strano... per un coglione" Il meglio delle perculate
  • Belen è una rockstar: se li scopa tutti? Ma se lo fa Ranucci è vita privata, se lo fa una donna è scoop. Cosa ha raccontato Corona a “Falsissimo”

    di Marika Costarelli

    Belen è una rockstar: se li scopa tutti? Ma se lo fa Ranucci è vita privata, se lo fa una donna è scoop. Cosa ha raccontato Corona a “Falsissimo”
  • Bravi, avete regalato 27 milioni di euro ai Me Contro Te per vedere il loro matrimonio all’Unipol Dome. Siete diventati parte di uno spettacolo tristissimo

    di Marika Costarelli

    Bravi, avete regalato 27 milioni di euro ai Me Contro Te per vedere il loro matrimonio all’Unipol Dome. Siete diventati parte di uno spettacolo tristissimo
  • I Bluvertigo sono tornati e Morgan è esattamente dove dovrebbe essere: siamo stati all’ultima tappa di Essere Umani Tour 2026 e abbiamo capito cos’è che ci manca nella musica e nei live di oggi

    di Sara Murgia

    I Bluvertigo sono tornati e Morgan è esattamente dove dovrebbe essere: siamo stati all’ultima tappa di Essere Umani Tour 2026 e abbiamo capito cos’è che ci manca nella musica e nei live di oggi
  • Ballando con le stelle (cadenti): Milly Carlucci cambia la giuria, ripropone le solite quote nel cast e ci lascia con un gigantesco "ancora?"

    di Irene Natali

    Ballando con le stelle (cadenti): Milly Carlucci cambia la giuria, ripropone le solite quote nel cast e ci lascia con un gigantesco "ancora?"

di Sara Murgia

foto di

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

La truffa della nostalgia: perché il ritorno degli Oasis non è un atto d’amore verso il rock, ma solo un enorme affare per il pubblico (e per i fratelli Gallagher)

di Gianni Miraglia

La truffa della nostalgia: perché il ritorno degli Oasis non è un atto d’amore verso il rock, ma solo un enorme affare per il pubblico (e per i fratelli Gallagher)
Next Next

La truffa della nostalgia: perché il ritorno degli Oasis non...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy