Jannik Sinner si prepara ad affrontare il caldo di Wimbledon anche con un gilet refrigerante. Il numero uno del tennis mondiale è stato avvistato mentre lo indossava durante le pause degli allenamenti all’All England Club, dove le temperature hanno raggiunto valori decisamente poco britannici, con punte intorno ai 35 °C.
Una soluzione che può sembrare particolarmente sofisticata, ma che in realtà è utilizzata da tempo sia nei lavori esposti a forte stress termico, come quelli nei cantieri, sia nello sport e nel motorsport, MotoGP compresa. Da diversi anni, inoltre, i gilet refrigeranti sono disponibili anche per i normali motociclisti.
Noi, in particolare, abbiamo provato il Cooling Vest di Alpinestars, lo stesso che potete vedere addosso a Marc Marquez sulla griglia delle gare più torride. Un prodotto che abbiamo avuto modo di mettere alla prova in maniera continuativa anche nelle condizioni più severe, affrontando viaggi con temperature superiori ai 37 °C e picchi esterni arrivati fino a 41 °C.
Come funziona il gilet refrigerante Alpinestars
Il funzionamento è relativamente semplice. All’interno del gilet è presente una camera riutilizzabile che viene riempita d’acqua attraverso un’apposita apertura. Non bisogna quindi immergere tutto il capo e, soprattutto, l’acqua non bagna gli indumenti indossati al di sotto.
La costruzione a più strati trattiene e distribuisce progressivamente l’umidità, mentre le aperture di ventilazione e il flusso d’aria che si genera durante la marcia favoriscono l’evaporazione. È proprio questo passaggio di stato a sottrarre calore al busto, rallentando il surriscaldamento e rendendo più sopportabile la permanenza all’interno dell’abbigliamento tecnico.
Il principio è quindi quello del raffreddamento evaporativo. L’acqua assorbe parte del calore corporeo e, evaporando progressivamente, contribuisce a mantenere più bassa la temperatura percepita nella zona del torace. Anche utilizzando acqua a temperatura ambiente, il gilet crea una sorta di microclima sensibilmente più favorevole rispetto a quello esterno.
L’efficacia dipende naturalmente anche dalla ventilazione. In moto, soprattutto con una giacca estiva dotata di pannelli traforati o prese d’aria, il movimento favorisce il processo. In condizioni molto umide o sotto un capo completamente impermeabile e privo di ventilazione, il beneficio può invece risultare meno marcato.
Come si usa
Per prepararlo è sufficiente aprire il tappo di riempimento, versare l’acqua nella camera interna e distribuirla in maniera uniforme nel gilet. Una volta indossato, il Cooling Vest va portato sotto la giacca tecnica, possibilmente sopra uno strato leggero e traspirante.
Il sistema non richiede batterie, collegamenti elettrici o cartucce da sostituire. Quando l’acqua si esaurisce, si può semplicemente effettuare un nuovo riempimento. Questo lo rende particolarmente pratico durante un viaggio: per riattivarlo basta infatti avere a disposizione una normale bottiglia d’acqua.
Non è indispensabile utilizzare acqua fredda. Quella a temperatura ambiente è sufficiente per attivare il principio evaporativo e offre un effetto più progressivo e costante. Riempire il gilet con acqua refrigerata consente invece di ottenere un sollievo immediato anche con temperature esterne meno elevate, ma il vantaggio iniziale legato alla temperatura dell’acqua tende inevitabilmente a ridursi piuttosto in fretta.
Il gilet utilizzato da Sinner funziona però in maniera differente. Non viene riempito d’acqua e non sfrutta la sua evaporazione, ma integra elementi refrigeranti in materiale a cambiamento di fase, o PCM, che devono essere preventivamente attivati in frigorifero, nel congelatore oppure nell’acqua ghiacciata. Quando la temperatura corporea o ambientale supera circa 26 °C, questi elementi assorbono il calore accumulato dal corpo e rilasciano progressivamente il freddo. Il vantaggio è un effetto immediato, che non dipende dalla circolazione dell’aria e rimane efficace anche in presenza di elevata umidità: con temperature comprese tra 35 e 40 °C, il produttore dichiara una durata di circa un’ora. Si tratta quindi di una soluzione particolarmente adatta alle pause brevi tra una sessione di gioco e l’altra, ma completamente inadatta a un utilizzo motociclistico, dove un capo di questo genere viene indossato per ore ed ore, senza possibilità di portare nuovamente il suo interno alla temperatura di utilizzo consigliata.
La nostra prova: quando fa davvero la differenza
Il Cooling Vest di Alpinestars funziona realmente. Non si tratta di uno di quegli accessori la cui efficacia si percepisce soltanto con una buona dose di autosuggestione. Bisogna però chiarire un aspetto: utilizzandolo con acqua a temperatura ambiente, il beneficio diventa davvero evidente soprattutto quando il termometro supera una certa soglia. Nella nostra esperienza, il cross point si colloca indicativamente intorno ai 34-35 °C.
Al di sotto di queste temperature, infatti, è percepibile comunque una certa freschezza, ma la presenza di uno strato aggiuntivo sotto la giacca può rendere il vantaggio meno netto. Quando la temperatura esterna si avvicina o supera quella corporea, invece, la differenza diventa molto più chiara: il busto resta sensibilmente più fresco e si riduce quella sensazione di calore stagnante che, nei lunghi trasferimenti estivi, può trasformarsi rapidamente in affaticamento.
Non abbiamo effettuato rilevazioni strumentali con sonde o termometri, ma, a livello di temperatura percepita, la differenza può sembrare nell’ordine di una decina di gradi nelle condizioni più favorevoli. È una valutazione empirica, non una misurazione scientifica, ma rende bene l’idea del beneficio riscontrato durante l’utilizzo.
L’effetto non rimane naturalmente costante all’infinito. Con il passare delle ore, l’acqua presente nella camera evapora e la capacità refrigerante diminuisce progressivamente. La durata dipende dalla temperatura, dall’umidità, dal flusso d’aria che attraversa la giacca e dalla quantità d’acqua utilizzata. La possibilità di riempirlo nuovamente durante una sosta, però, permette di ripristinarne rapidamente il funzionamento.
Attenzione alla scelta della taglia
Uno dei pochi aspetti che ci ha convinto meno riguarda le taglie accorpate. Il gilet è infatti proposto nelle misure S/M, L/XL e 2X/3X, anziché attraverso una gamma più articolata.
È un compromesso comprensibile per un prodotto tecnico di questo genere, anche grazie alla presenza degli inserti elasticizzati laterali, ma può creare qualche difficoltà a chi si trova a metà tra due misure. La taglia inferiore può risultare un pelo costrittiva, mentre quella superiore rischia di rimanere leggermente troppo larga.
Non si tratta soltanto di una questione estetica. Per funzionare al meglio, il gilet deve aderire sufficientemente al busto, senza però comprimere eccessivamente il torace o limitare i movimenti. Prima dell’acquisto è quindi consigliabile provarlo, possibilmente con lo stesso strato tecnico che si intende utilizzare in moto.
Vale la pena acquistarlo?
l gilet refrigerante appartiene a quella categoria di accessori che molti motociclisti tendono inizialmente a osservare con un certo sospetto. A prima vista può sembrare uno dei tanti prodotti nati soprattutto per esigenze di marketing, destinati a promettere molto e a incidere poco nell’esperienza reale.
Nel caso del Cooling Vest Alpinestars, però, il beneficio è concreto, soprattutto quando si affrontano temperature molto elevate e si rimane esposti al caldo per diverse ore. Non elimina la necessità di idratarsi regolarmente, effettuare delle soste e scegliere un abbigliamento adeguatamente ventilato, ma può ridurre in modo sensibile l’affaticamento provocato dal calore.
È particolarmente indicato per i lunghi viaggi estivi, per chi utilizza la moto quotidianamente nelle ore più calde e per chi, anche con oltre 35 °C, non può rinunciare a giacca e protezioni. Proprio quando l’aria esterna smette di offrire refrigerio e diventa essa stessa una fonte di calore, il gilet mostra la sua utilità maggiore.
Il prezzo di listino del Cooling Vest Alpinestars è di 184,95 euro. Non è una cifra trascurabile per un capo privo di protezioni, ma, nell’ottica di affrontare viaggi lunghi e ripetuti nelle estati sempre più torride, può rivelarsi uno degli accessori più utili da aggiungere all’equipaggiamento.