Abile, spregiudicato, egoriferito, malato di soldi. Così tanto da metterli al primo posto, davanti anche agli amori della sua vita. Ma di una cosa sono certi, gli amici più cari: “Fabrizio Corona non è un criminale”. Perché sì, anche come si descrive nel racconto della mini serie “Io sono notizia”, in questi giorni in hype su Netflix, ci sono stasti gli otto anni di carcere, i reati riferiti al giro delle foto, i reati della pistola e dei soldi falsi, ma chi lo conosce bene ne è sicuro: “Questo ragazzo ha pagato fin troppo gli errori della sua vita, la mania di costruire il personaggio che non sta alle regole. Se avesse agito con un minimo di lucidità avrebbe avuto molta più fortuna, perché nel suo lavoro, in tutte le attività che si è messo si è dimostrato capace e appassionato”.
A parlare così è il suo amico di una vita Maurizio Sorge, storico paparazzo dell’agenzia di Corona e uno dei volti guida del racconto della serie di Netflix. Per intendersi, quello che ha scattato le prime foto a tinte rosse di Fabrizio e Nina Moric e un po’ di anno dopo le stesse, ancora più spinte, con Belen, alle Maldive. Le famose immagini dell’amplesso sessuale che fecero il giro di tutti i giornali italiano (e non solo). Addirittura il fotografo viene accusato di aver ceduto all’autoerotismo di fronte a tanta passione. Un gioco all’eccesso narrativo del protagonista che Sorge non accetta di assecondare.
“Ma quale autoerotismo - ci tiene precisare - Corona racconta una serie di stupidaggini. È evidente che non sia vero, ma per chi avesse dei dubbi è necessario spiegare che per scattare foto così intime bisogna mettersi lontani con un teleobiettivo pesantissimo. Per tenerlo dritto e centrare la messa a fuoco della macchina, si regge con due mani. Erano tutte e due occupate! Pensa te a 68 anni devo giustificarmi di queste cose”.
Parliamo allora di questioni serie. La figura di Fabrizio, anche in seguito al successo riscosso con gli scoop di Falsissimo, che si affiancano alla produzione di una serie interamente centrata su di lui, è una delle persone più chiacchierate d’Italia. E, nonostante le tante cadute per il suo navigare nel grigio della società, tra star dello spettacolo, giornalisti e criminali, resta un personaggio che attrae. Divide, incuriosisce e piace maledettamente ai giovani. C’è chi lo considera un criminale, chi oggi il Robin Hood della Tv italiana pronto a smascherarne i vizi più squallidi.
“Fabrizio Corona non è né un criminale, né Robin Hood. A lui interessano i soldi ed è sempre stato molto capace a mettere in piedi situazioni per guadagnare. È probabile che con Falsissimo voglia togliersi dei sassolini dalle scarpe perché ha sofferto molto negli otto anni passati in carcere e voglia dimostrare di essere comunque più forte degli altri. Però, conoscendolo, lui ora è felice perché con il suo video di YouTube ha fatto 6 milioni di visualizzazioni mentre la finale del Grande Fratello 1 milione e mezzo. Quindi ha vinto”.
Carcere, processi. Casini su casini. Cadute vertiginose. Quindici anni che avrebbero messo in ginocchio chiunque. Invece Fabrizio è ancora qui, a fare appunto notizia.
“Una dote innata, unita al fatto che è un bell’uomo con modi eleganti. Fosse stato meno imbecille e avesse saputo regolarsi non sarebbe stato in carcere. E lì ne ha passati di momenti brutti: maltrattamenti, mandibole rotte. Una condanna troppo grave per quello che aveva fatto. Su dodici capi d’imputazione era stato assolto in dieci, Trezeguet aveva detto che non era stato ricattato, i soldi erano arrivati tramite regolari fatture. E poi la questione delle banconote false e la pistola, lasciamo perdere. Una sbruffonata che ha pagato a caro prezzo. Penso che abbiano voluto colpire Fabrizio per dare un segnale a quell’ambiente, ma fermando lui non avevano fermato il giro delle foto. Sai quanti servizi ritirati dal mercato c’erano nelle scrivanie dei direttori dei giornali. Montagne. Quelli erano favori o ricatti?”.
Nella serie si racconta Corona come uno che ti usa sempre per i suoi fini econimici. È vero?
“Sì e quando gli stai vicino non te lo nega. Però penso che alle persone che gli sono sempre state vicine come me, voglia bene. Non te lo dirà mai, ma molte volte me l’ha dimostrato. Poi, tra le sue tantissime donne, di una era innamorato: Belen. Ricordo ancora un viaggio infernale da Firenze a Milano, dopo Pitti Uomo. Passammo tre ore ad ascoltare la canzone “Il regalo più grande" di Tiziano Ferro, perché era quella sua e di Belen. Faceva pertire il ritornello e poi la rimetteva da capo. Una follia. Quel giorno, tra l’altro, per soldi né combinò una delle sue”.
La vogliamo sapere.
“Un’azienda di moda aveva fatto un contratto a Fabrizio e suo figlio Carlos, per Pitti Uomo e Pitti Bimbo. Il giorno prima, non ne ricordo i motivi, Nina Moric gli vietò di andare con il padre a Firenze. Per non perdere il compenso prese il figlio del suo autista e lo presentò come Carlos. Gli fece la testa come un pallone ripetendogli mille volte di chiamarlo papà. Ricordo l’imbarazzo di questo bambino in mezzo a tanta gente. Fu divertente”.
Siamo a un punto si svolta nella storia di Fabrizio Corona. È di nuovo al centro di tutto come negli anni d’oro di Lele Mora e di Mediaset. Stavolta con Falsissimo ha fatto scoppiare lo scandalo di Signorini. Dove pensi possa arrivare con questo scoop?
“Fabrizio andrà avanti. Io so che ha altre cose in mano, aspettiamoci altre bombe”.