Ok, sicuramente Ulisse non aveva un orologio. Non solo perché (probabilmente) non è mai esistito, ma anche perché nell'Età del Bronzo il tempo si leggeva dal sole, mica dal polso, l'orologio meccanico è di là da venire di qualche migliaio di anni. Ma Hamilton e Christopher Nolan hanno trovato una scusa per intortarci di nuovo, e ci siamo cascati con tutti i piedi.
Dopo Interstellar, Tenet e Oppenheimer, il regista più ossessionato dal tempo di Hollywood torna a collaborare con la maison svizzera per il suo ultimo kolossal, “The Odyssey”, nelle sale dal 17 luglio. Ma questa volta non possono vendere lo stesso orologio indossato dal protagonista, allora Hamilton ha risolto il problema: non un prop per lo schermo, ma un'edizione speciale. Si chiama Khaki Field Auto The Odyssey, ed ecco tutto quello che dovete sapere.
Il Khaki Field Auto The Odyssey
2112 esemplari. Un numero strano per un'edizione limitata, che strizza l'occhio al 12, cifra ricorrente nell'Odissea e nella mitologia greca: 12.000 versi, 12 le navi che partirono con Odisseo, e l'eroe deve scagliare una freccia attraverso 12 teste d'ascia per riconquistare il suo posto nel mondo dopo anni di erranza. 2112 esemplari tutti diversi tra loro. Sì, perché la cassa da 42mm è in bronzo spazzolato, e non è una scelta estetica a caso: il bronzo si ossida, si scurisce, si consuma nel tempo, esattamente come le armi e le armature dell'antichità che doveva evocare. Ogni orologio si patinerà in modo diverso a seconda di chi lo indossa e di come. Non il tempo che si misura, ma il tempo che si vede addosso alle cose. Il quadrante nero richiama l'elmo di Ulisse nelle texture, le lancette a forma di spada rimandano alle armi dell'eroe, il cinturino il cuoio dei soldati greci. Sul fondello, in titanio, l'incisione della sagoma dell'elmo — e accanto, la firma autografa di Nolan. Dentro batte il calibro automatico H-10 di Hamilton, con spirale antimagnetica Nivachron e 80 ore di riserva di carica. Il tutto a una cifra pari a 1375 euro. Peccato che sia già esaurito, e per omaggiare Omero e Nolan dovrete rivolgervi al mercato secondario...
Prosegue così l'ossessione del regista britannico per gli orologi e per il tempo. Con Interstellar il Murph al polso di Cooper era diventato letteralmente la chiave per risolvere l'enigma del film. Con Tenet, un orologio quasi da agente segreto per un film che gioca a rovesciare il tempo su se stesso. Con Oppenheimer, i modelli vintage che raccontavano un'epoca. Con Odyssey fa un passo oltre. Il tempo della storia, fra flashback e flashforward, e la stessa lotta contro il tempo di Ulisse per tornare a Itaca. Un grande omaggio al tempo con uno strumento dall'elevatissima qualità ed estetica. È solo, tutto, una questione di tempo.