La finale del Roland Garros è stata la solita sfilata di vip. In campo Flavio Cobolli e Alexander Zverev a contendersi la Coppa dei Moschettieri, sugli spalti Rami Malek, Eric Cantona, Lenny Kravitz, Lily Collins, Stromae, Marion Cotillard, Jean Dujardin, a contendersi la coppa del più inquadrato nei momenti morti (lo scorso anno ricorderete l'onninquadrato Spike Lee).
Fra loro, in prima fila ospite di HBO, c'era anche Ghali. Guarda il campo, le telecamere guardano lui, e i più maliziosi – come i ragazzi di Italian Watch Spotter – gli hanno guardato il polso, trovando un pezzo da vero intenditore. Ghali a Parigi indossava infatti un Patek Philippe Grande Sonnerie Ref. 6301P, cinturino in pelle, cassa in platino, quadrante con smalto Grand Feu. Eleganza massima, ma anche altissima orologeria.
Il Big Ben al polso, cos'è il Patek Grande Sonnerie
Il Grande Sonnerie 6301P è una delle referenze più complesse e prestigiose attualmente presenti nel catalogo della manifattura ginevrina e dell'intera orologeria. Per capire perché bisogna partire dalle basi. L'obiettivo di un orologio è uno: segnare l'ora. Il resto, fasi lunari, calendari, sveglie, sono optional, lussi, nel linguaggio degli orologi complicazioni. Più complicazioni ha, più è difficile da costruire, più vale.
Le complicazioni di suoneria sono le più difficili in assoluto. Sono quelle che fanno suonare l'orologio, con rintocchi fisici prodotti da piccoli martelletti che battono su gong metallici all'interno del movimento. Come un carillon in miniatura, il campanile di una chiesa o le torri dell'orologio che si trovano in moltissime città.
Esistono tre livelli. Il primo si chiama ripetizione minuti: premi un pulsante e l'orologio ti suona l'ora esatta, rintocchi profondi per le ore, doppi per i quarti, leggeri per i minuti. Il secondo è la petite sonnerie: non devi fare niente, l'orologio suona da solo, ogni ora e ogni quarto d'ora. Il terzo — quello che dà il nome all'orologio — è la grande sonnerie: come la petite, ma ogni volta che scatta un quarto, l'orologio ripete anche quante ore sono già passate.
Un piccolo capolavoro di ingegneria, inserire meccanismi così complicati in spazi così ristretti è un'impresa che può richiedere anni di lavoro solo per essere messo a punto correttamente. Una storia che parte proprio dai grandi orologi cittadini e dalla sfida di renderli sempre più piccoli. Orologi da tavolo, poi da tasca, infine da polso. Il movimento a carica manuale deriva dal calibro 300 che muove il Patek Philippe Grandmaster Chime, nella versione pezzo unico per Only Watch l'orologio più costoso al mondo. Il movimento da 703 componenti, con tre gong tradizionali, ha ricevuto due brevetti per il meccanismo di suoneria e un brevetto aggiuntivo per i secondi saltanti.
Il prezzo? Supera 1.524.659 euro, una cifra impressionante, ma quasi inevitabile quando si osserva il livello di complessità racchiuso all'interno della cassa. La Grande Sonnerie appartiene a quella ristretta categoria di segnatempo che esistono prima di tutto come dimostrazione di savoir-faire, di arte orologiera. Ghali al polso porta più di un semplice orologio, porta anni di sviluppo, competenze rarissime e specializzate e una quantità di lavoro difficilmente quantificabile. Il fatto che un orologio così, che basa il suo prestigio sul suono, si trovi al polso di uno che con il suono ha fatto successo poi ha un che di poetico. Ghali e il suo orologio sono uniti da una grande qualità: suonare. Bellissimo.