Il leader del partito di centro moderato filo euro atlantista Azione, Carlo Calenda, ha esibito un nuovo look fresco e à la page, in linea con questo caldo eccezionale che ha investito la Penisola. Ma come mai Calenda - reduce dalle accuse al sindaco di Bologna per la malagestione della protesta in seguito al decesso di Fakir - ha svecchiato il crine dandoci il famoso taglio, così, de botto? Noi di MOW sappiamo chi è il fautore della nuova immagine ‘side part’ del politico nipote del regista Luigi Comencini e, ovviamente, con un tè freddo in mano abbiamo doppiato il Parlamento per irrompere in Via dei Prefetti, nel tempio del bulbo capillifero di Roberto D'Antonio. Il Maestro che ebbe i natali a Nepi, nel Viterbese, cresciuto a pane e forbice per poi prendere la residenza a un passo da Montecitorio a pettinare i vip, ci accoglie sprofondato in una poltrona: “I tagli li decido io”, ci dice. Mentre parliamo il quartier generale del parrucco degli onorevoli vive un attimo di requie; di solito le postazioni ai lavaggi sono sotto pressante turn over di personaggi famosi totalmente ignari di come usciranno da quella porta di vetro satinato senza insegna, che delimita il walhalla dell’esclusività. D'Antonio è così famoso che non ne ha bisogno, d’altronde beautiful things don't ask for attention, cit. Sul taglio di Calenda noi ravvisiamo richiami allo stile del Ministro Giuli, forse un po’ nostalgico degli anni venti, but no skin fade.
Sei stato tu o Calenda a decidere il taglio?
A Carlo ho fatto un'onda morbida, tutto alleggerito ai lati del viso. Gli ho telefonato e gli ho detto “ma mi hai fatto le corna?”. Era un po’ che non veniva in salone. Mi ha risposto che non tagliava i capelli da molto e aveva bisogno di una sistemata. Da me vengono Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Marianna Madia, Piero Fassino e la moglie Anna Maria Serafini, Paola Urbani, Renato Zero, Fiorello, le star del cinema ma io voglio piacere alla gente comune. Adesso voglio un pezzo sul Corriere sul mio salone per avvicinarmi alle persone, ho già telefonato a Aldo Cazzullo. Richieste di tagli particolari da parte dei politici e dei vip? Sono sempre solo io che decido.
I ministri pagano?
Si si, come gli altri clienti.
Hai la fama di essere umorale, eccentrico nei tuoi exploit iracondi. Tu come rispondi?
Dicono che sono antipatico, ma non è vero. Sono una persona gentile.
Tra le donne della politica che hai conosciuto e seguito negli anni, quali consideri le più eleganti?
Maria Elena Boschi è la donna più bella che abbiamo in politica insieme a Marianna Madia; guardiamo la bellezza, oltre questo delirio, questo sfascio, questa maleducazione. Almeno guardiamo belle femmine. La Premier è molto bella e se fosse in mano mia sarebbe più bella. Le voglio bene, siamo stati molto amici. Quando ha i capelli lisci è meglio e gliel'ho sempre detto. Non viene da me perché lei ha questo parrucchiere suo caro amico che ha sempre rispettato. Anna Bonaiuto era corvina e adesso è bianca. Per obbligo di Nanni Moretti, che disse di sbiancarle la chioma, l’ho schiarita; io avrei mantenuto il nero ma da quando è bianca è diventata una icona. I capelli bianchi bisogna saperli fare, sennò diventi 'na vecchia. A Maria Elena (Boschi) feci la frangia, ma stamattina è uscita di qui con lo chignon, bellissima. Tra lei e Marianna Madia fanno a gara a chi è più bella. Sono 40 anni che mantengo sempre uguale Marianna, lei mi dice "cambiami Roby, basta", ma a me piace botticelliana. In politica si deve essere riconoscibili dal popolo, troppe pazzie non vanno bene. Il popolo decide della credibilità grazie all'immagine. Ciò che il politico dice è importante ma l'immagine è fondamentale.
Tra i tuoi clienti ci sono politici di destra, di sinistra e di centro. Hai mai fatto differenze o per te conta solo il rapporto umano?
Ieri ho visto in tv Matteo Renzi, era in disordine e l’ho chiamato al telefono, gli ho detto di venire, ha detto che settimana passa. Tommaso Verdini, figlio di Denis e sua sorella Francesca, fidanzata di Matteo Salvini, vengono sempre. Sono persone carine. Io sono aperto alla gente; destra, sinistra, centro non importa. Non ho colori. Vengono le conduttrici televisive delle trasmissioni politiche, ad Augusta Montaruli ho fatto un look lungo curato. A Bianca Berlinguer mantengo il suo caschetto riconoscibile e elegante. Vengono Barbara Palombelli e Lilli Gruber da una vita. Lilli è passata da rossa a bionda perché con l'età è bene essere carine e eleganti. Annalisa Brucchi fa Agorà e l'ho mantenuta sempre di classe ed eleganza.
Di Daniela Santanchè, non come politica, ma come donna e cliente: che mi dici?
Con Daniela Santanché siamo amici e l'adoro nonostante ciò che possano dire di lei. Io adoro la donna che ha sempre pagato e strapagato tutto senza chiedere mai una lira di sconto. È una parrucchiera nata. Avrebbe dovuto farlo lei il parrucchiere e gliel'ho sempre detto, lei si cotona i capelli da sola. È una donna molto in gamba, non solo politicamente. Sa parlare, sa stare al mondo, si è fatta da sola come me ed io la amo e la ammiro, anche se non sono di quella corrente politica. Io metto sempre al primo posto la persona. Qui da me esce fuori solo l'umanità della gente, non discuto mai di politica.
Ma cosa ha “il parrucchiere dei divi” di speciale che gli altri non hanno?
Io ascolto molto, cosa che non tutti fanno. Ad esempio la gente legge ma ho idea che non resti niente di ciò che legge. Forse dovrebbe ascoltare audiolibri. Io chiamo i politici, dico guarda che è ora di tagliare i capelli, ma non ho mai fatto differenze sociali, pettino anche i giornalisti. Ciampi è stato il mio primo cliente da ragazzo, A Donna Franca faccio sempre gli auguri di compleanno. Renatino? (Zero) è la mia icona di tutto, di amicizia, di affetto, talento, poesia, scrittura, anarchia: lui è un grande. Renato decide lui. Io intervengo ma lui sa ciò che vuole.
Qual è il taglio più estroso che hai fatto?
In L’amore molesto di Martone tagliai i capelli ad Anna Bonaiuto corti corti, poi ho fatto Miele, il film di Valeria Golino con Jasmine Trinca e a lei feci un look molto particolare.
Il tuo sogno qual è?
Il mio sogno è fare un libro che racconti di me, della mia sofferenza, anche.
Perché un maestro come D’Antonio dovrebbe soffrire?
Per entrare in silenzio in un mondo come quello che vivo devi essere educato, non sono solo le mani che contano. Io sono me stesso ma pago il prezzo. A 76 anni non sono sicuro di me. Non mi piaccio alla follia e ciò mi spinge a fare meglio. Ho detto no a Melania Trump! Con lei c’erano quattro parrucchieri dell'ambasciata americana e non volevano pagarmi e dissi di no, anche se avrei potuto farli gratis, a quella i capelli non li faccio. Dissi di no due volte a Fanny Ardant per lealtà nei confronti di Anna Bonaiuto, per il film L'odore del sangue’ di Mario Martone, che scelse Fanny.
Va bene tutto ma il maestro deve dirci come pettinerebbe Renata Polverini.
L’ho schiarita, era molto carina - esita - mi ha detto “ma tu sei pazzo, io so' bruna”. Valeria Golino invece aveva i capelli rovinati e da biondissima l'ho fatta scura per Marco Perego che l’ha presa per fare un film che uscirà.
Che ne pensi dei look dei protagonisti di “Odissea”?
I look sono troppo perfetti e non conferiscono pathos, non mi hanno emozionato. Salvo solo Anne Hathaway. Ah! Sta passando la sorella di Carlo Calenda e ci facciamo un sacco di risate, tu passa in salone che non mi piace né il taglio e né il colore.