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25 luglio 2026

“Ma tu lo sapevi che in Sicilia…”? Nell’isola ci si muove per la fame e per la FOMO: guida semiseria per vivere l’estate sicula: tra i bar, le spiagge e i ristoranti giusti per non essere fregati

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

25 luglio 2026

L’algoritmo ci guida, gli Spritz a tre euro ci sembrano un affare di cui ci pentiremo (forse) dopo e i concerti sotto il vulcano non battono l’esperienza migliore che puoi fare in sicilia: gustarti le granite. Un mini tour per capire quanto sono fortunati i siciliani, ma anche per non rimanere in mutande
“Ma tu lo sapevi che in Sicilia…”? Nell’isola ci si muove per la fame e per la FOMO: guida semiseria per vivere l’estate sicula: tra i bar, le spiagge e i ristoranti giusti per non essere fregati

Premesso che il modo migliore per trascorrere l’estate è stare chiusi in casa con l’aria condizionata. Soprattutto se ti trovi in Sicilia con quaranta/quarantecinque gradi fissi sullo schermo della farmacia, che ti invita gentilmente ad entrare e fare scorte di potassio e magnesio. Premesso che questo articolo è scritto da chi esce di casa in pieno luglio solo per fame e per FOMO. Chiaramente chi dice di subire un calo dell’appetito in estate, mente spudoratamente. Come chi dice di divertirsi con queste temperature. È, appunto, anche la FOMO che ci muove. Perché magari hai letto sui social di quel locale figo, dove fanno la granita con la brioche col tuppo instagrammabile e ti ci fiondi. Anche perché: lo vogliamo far rosicare questo Nord o no?
Facendo un salto a Catania, per esempio, il più delle volte ti muovi con Instagram alla mano e l’algoritmo che ti propina i reel standard in cui i ristoratori esordiscono così: “Ma tu lo sapevi che a Catania puoi…?”. E dopo quel “puoi”, aspettatevi di tutto. Sufficiente qualche ombrello colorato appeso, due mobili presi all’isola ecologica, un menù con scritto parole in siciliano a random, o cose specialità tipo “panino Uomo Ragno”, “pizza Hermione Granger”. “E i cristiani su cuntenti”, mi suggerisce un amico. Logico che gli studenti catanesi riempiranno via Gemmellaro e i turisti a seguito. Perché d’estate, si sa, dove c’è più gente si va. E lì, oltre alla massa di gente che suda legittimamente, ci trovi anche altre fantasmagoriche novità, tipo i proverbi con il rossetto scritti allo specchio, le frasi delle canzoni indie sui post it attaccati ovunque: “because non è il panino, ma l’experience”.
Ma la capitale della carne di cavallo in estate ha anche dei difetti. Perché ok, magari a Catania ci trovi tanto trash, ma anche in quanto a cultura non si scherza. E infatti nel famoso festival estivo Sotto Il Vulcano Fest alla Villa Bellini, praticamente ogni sera ci trovi un grande concerto diverso: da Caparezza a Giorgia, passando per Blanco e Emma o anche artisti più datati come Fiorella Mannoia o Massimo Ranieri. Bellissimo. I posti in tribuna sono collocati in quello che a Tor Vergata corrisponderebbe al PIT 6 de “La favola per sempre” di Ultimo. Tanto che nell’hotel di fronte organizzano un’apericena in terrazza appositamente per vedere il concerto, con annesso supplemento. Chiamali scemi. E poi, quando il concerto della sera finisce, per le strade di via Etnea trovi quella schiera di locali che “noi abbiamo solo veg”, “noi abbiamo la Gaza Cola”. Onorevole, ma poi ci entri e “ti scippano la testa, mbare”. Nel dubbio prima cercate di sbirciare il listino prezzi. Che poi avremmo dovuto capirlo dal momento in cui anche mentre il cameriere versa l’acqua, c’è in sottofondo la melodia ASMR, che suona un po’ come una minaccia passivo-aggressiva: se non ordini quello che ti propongono loro già è “mala sirata”. A onor del vero, precisiamo, lo stesso vale se sentite il sassofonista che suona, in quel locale vi lasceranno in mutande di lì a poco: scappate se siete poveri. Per il resto, si sa: la granita con la brioche col tuppo la devi mangiare da Savia e Spinella. E se scendi più giù, sempre in via Etnea, puoi provare la stessa esperienza mistica da Prestipino. Questi sono grandi classici, ma che forse tolgono spazio a piccole realtà che meriterebbero più attenzione, perché anche a Pasticceria Sottile in via Lago di Nicito, meno centrale e forse più sottovalutata, trovi la granita buona, forse la più buona di Catania: e con le granite a Catania non si scherza.

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La granita di Pasticceria Sottile (Catania) Trip Advisor

Ma per tornare alle mutande di prima. Se ti sposti da una grande città sicula all’altra, rimanere in mutande sarà un’esperienza molto piacevole. Non solo a causa del caldo, ma perché al Ristoro del Massimo 1916 a Palermo sanno come far girare l’economia: facendoti sbronzare. L’esperienza consiste in un meccanismo molto semplice: tu cammini di fronte al Teatro Massimo, poi a un certo punto un cartellone in Via Dell’Orologio attira la tua attenzione: “Aperol Spritz 3 euro”. E lì inizia l’incantesimo. Perché non è il classico locale dove ti siedi, ordini, paghi e te ne vai. Lì ti siedi, non ordini e non te ne vai mai più, fino a morte certificata per cirrosi epatica. Oppure, se te ne vai, lo fai, per l'appunto, in mutande. Quando arrivi da Ristoro del Massimo 1916 non ti serve ordinare, i palermitani hanno superpoteri e sanno già che sei lì per lo Spritz a prezzo stracciato: te lo portano direttamente al tavolo. Il vero palermitano è l’uomo che non deve chiedere mai. E mentre stai per svuotare il primo bicchiere, con lo stesso silenzio assenso, ti arriva già il secondo. E via dicendo finché non perdi la lucidità, che riacquisti una volta arrivato alla cassa. Perché solo allora ti accorgi che no, non era un “all you can spritz” come la tua mente ti aveva suggerito ingannevolmente. Sei solo tu che ti sei fatta prendere dall’entusiasmo dello Spritz a 3 euro, dall’allegria e dalla sicurezza dei camerieri e dall’ebbrezza raggiunta dopo i primi tre giri. E quindi da tre, gli euro sono diventati molti di più e la colpa è solo tua: il marketing ti ha inc*lato in maniera assolutamente lecita e ineccepibile. Dopo, però, torni in hotel, magari in Via Maqueda e, nonostante l’altissimo tasso alcolemico, dimenticati di prendere sonno. Perché per la via si improvvisano concerti di tamburisti per tutta la notte, fomentati dalla gente che passando si mette a ballare: a Palermo centro bevi e mangi da dio, ma non dormi neanche dopo una sbronza importante. Anche per strada, a Palermo, il comandamento è uno: sbronzarsi. E lo capisci quando chiedi una Lemon Soda e ti propongono un Lemon Spritz (uno Spritz fatto con il limoncello). E che fai, te ne privi?

Se siete celiaci in vacanza, un altro posto da citare è sicuramente la pizzeria napoletana Al Solito Porzio. Non solo per l’ottimo impasto classico, ma anche per le diverse opzioni Gluten Free: la pizza senza glutine è così goduriosa che il dubbio che il glutine ce l’abbiano messo, ti viene. Ma è così buona che pure da celiaco ti dici: “Accetterò questa morte onorevole”. Il glutine non c’è nella pizza e non c’è nemmeno in certi antipasti che si lasciano gustare con piacere. Sempre a Palermo è d’obbligo passare da Solo Patate, nome che già promette benissimo, per i maliziosi e non: perché se c’è una cosa che mette d’accordo tutti è la patata. Lì la trovi ripiena di ogni condimento possibile e immaginabile. E no, la scusa delle temperature elevate che dovrebbero spingerti a mangiare leggero, qui non vale.
Marzamemi, invece, promette ma non mantiene. La meravigliosa cittadina regala gioie per gli occhi, meno per il portafogli: al Lido San Lorenzo puoi prenotare il lettino come prenoti il posto al cinema, anche online. Solo che due lettini li paghi quasi cinquanta euro, un roof top deluxe con maxi lettino più di cento e la pagoda con due lettini e un maxi lettino ben cento ottanta euro. Più conveniente spostarsi alle Seychelles, considerando anche la scarsa qualità del mare.

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Bar Ristoro del Massimo (Palermo) Trip Advisor

Ma è a Gela che si gode. E non solo per l’ottimo cibo, ma anche per quelle serate uniche e irripetibili in compagnia del faccione di Filippo Bisciglia proiettato nel maxi schermo del Paradisea: un nome, una garanzia. Un locale dotato di piscina che ha deciso di proiettare le puntate di Temptation Island e permettere a chi vi partecipa di bere, mangiare e godersi il relax a prezzo accessibile: quindici euro per lettino, bagno in piscina e consumazione inclusa, più una fetta d’anguria offerta dalla casa. E per chi storce il naso: tanto ve lo guardereste anche da casa, gli ascolti parlano.
Ma chi, come la sottoscritta, torna a casa da fuori sede, non può non dare priorità alla granita. La scelta è ardua, ma ci si può alternare: un giorno alla Gelateria Nuzzi, in pieno centro storico, con la sua varietà di gusti; un giorno a Caposoprano da Peccati di Gola, un nome che anticipa l’esperienza hard. Le granite gelesi le trovi lì, non si discute. La granita non è solo al limone: ricordiamolo ai nordici. Infatti, si può spaziare da: pistacchio, cioccolato, gelsi e la ricercatissima granita alle mandorle. E se invece si vuole esagerare ma senza rinunciare al panorama, non si può non contemplare il Chiosco Mezza Luna (foto in apertura) sul meraviglioso Lungomare di Gela: semplice, essenziale, come i vecchi chioschi anni ‘90, ma accogliente e contemporaneo, con una varietà di opzioni. Al chiosco si può anche pranzare e la specialità è la cosa più semplice del mondo, quello che a Gela chiamiamo “u completo”: il panino con wurstel, patatine, ketchup e maionese. Certo, non è esattamente un cibo estivo, ma a Gela nell’arte del completo siamo maestri in tutte le stagioni e difficilmente lo troverete buono come lo fanno loro e ad un prezzo a dir poco stracciato.
Insomma, se in Sicilia si continuano a promuovere prodotti siciliani, chi arriva non potrà che essere felice. Niente franchising o prodotti industrializzati, solo l’arte della cucina sicula che ti manca ovunque vai. Questo è l'unico cliché in cui crediamo. In Sicilia in estate si va ai concerti, si beve e ci si lamenta un sacco, ma la vera sfida è trovare un posto dove si mangia male. Anzi, uno c’è: il Mc Donald’s.

https://www.youtube.com/watch?v=_Iq-3VyRFzM

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