Immaginate imboccare da Giolitti - il bar più famoso di Roma da quando l'uomo ha inventato il cavallo - e trovare la dea Atena seduta nello storico salotto intenta a slurparsi una immensa coppa ‘Olimpica’. È più o meno ciò che speravamo accadesse anche a noi di MOW dopo aver visto Odissea di Nolan al cinema e invece niente. Ma la sacerdotessa stalker di Ulisse, che gli appare come i dolori vestita di sacco a guidarlo in quel Bignami da scrollare come in instagram - con buona pace di Omero che volle l’eroe dotato di astuzia, ingegno e sete di conoscenza mentre qui di dotato ha solo il sixpack - ci è apparsa solo in un video avvertendo il mondo che l’unico gelato che sugge è appunto quello di Via Uffici del Vicario. Nel remake hollywoodiano Ulisse ripercorre a volo d'uccello le parti salienti del capolavoro dedicando attimi ad imprese cruciali e condensando decenni di soste in pochi secondi; più o meno insomma il tempo in cui Zendaya e suo marito Tom Holland - nel film è Telemaco, poco meno lagnoso e palestrato del padre - ci hanno messo a varcare l’uscio del bar pasticceria romano, prendere un cono ed uscire -. Al contrario nostro, se li è visti arrivare il proprietario di Giolitti, li dietro Montecitorio, nella stessa via in cui nacque l'AS Roma.
In via degli Uffici del Vicario infatti si da il caso che accadano molte cose: Zendaya, Rocky Balboa e il Principe Carlo vengono a mangiare il gelato, gli adepti di Vannacci circolano liberamente insieme ad altri politici, la rockstar Thom York scende dal suo attico che appartenne a Italo Calvino per andare a fare la spesa da Naturasì, Denis Verdini apre spaghetterie con signore dell'est che fanno la pasta a mano acchiappaturisti in vetrina, Piero Fassino attraversa la strada con le mani in tasca - chissà cosa ci sarà in quelle tasche? - Si svolgono le cene del Campo Largo, Gasparri si sbrufa grandiose coppe di crema impiastrandosi il bavero seduto ai tavolini zoppi di Giolitti, lì fuori sui sampietrini, Matteo Salvini si compra la pizza a taglio all'angolo e tante altre amene faccende. Un quartiere rutilante insomma, dove non ci si annoia mai. Solitamente, un romano tipo vive la propria Odissea capitolina la mattina pe pià un cornetto e un cappuccino, scavalcando turisti posseduti in fila per conquistare un cono e fargli la foto fuori sotto la canicola, davanti alla garitta di un carabiniere con gli occhi rivoltati dalla prostrazione. Il bar mantiene gli arredi originali del tempo tra stucchi, specchi, marmi verdi e una vetrina decisamente agée. Secondo la legge di Zeus Giolitti offre ospitalità e refrigerio al pellegrino, il gelato è apprezzato e mantiene il gusto naturale nonostante gli anni trascorsi. Ma come è stato il momento in cui la diva di Nolan e il consorte si sono materializzati al Signor Nazzareno, novello Odisseo, per una sera? E soprattutto, perché la dea consigliera del figlio di Laerte, con Telemaco vanno dichiarando al mondo che non se ne tornano alla loro Itaca senza farsi portare da Giolitti a magnà er gelato? Lo abbiamo chiesto proprio al fortunato proprietario discendente della stirpe di gelatai che nel 1800 se piarono Roma a colpi di cremolati, accorrendo noi con le ascelle pezzate in quel bar dove, come nel poema, leggenda e realtà si intrecciano.
In vetrina ci sono i budini di riso, i pazzeschi dolcetti di pastafrolla e riso che non sono di tradizione romana: come mai?
I risini sono piemontesi come noi: mio nonno venne appresso alle truppe francesi chiamate a Roma dal Papa in sua difesa; li seguì a piedi con le mucche per rifocillare i soldati. Una forma di catering in embrione.
Come si consolidò il nome della gelateria a Roma?
Con il film Vacanze Romane negli anni '50: Gregory Peck volle sul set proprio il nostro gelato e mio padre portò lì carrettino. Questa storia fece il giro di Hollywood e da quel momento cominciò il pellegrinaggio al negozio; sulla locandina Audry Hepburn si mangia il nostro cono.
Ma che gusti hanno preso Zendaya e Tom Holland?
Quella sera si è fermata la macchina qui davanti, sono entrati in gruppo e Zendaya e Tom hanno preso due coni pistacchio, nocciola e cioccolato. Le guardie del corpo hanno pagato e sono andati via tra la folla.
Era la prima volta che Zendaya veniva a comprare il cono qui?
Era già venuta a sorpresa tre anni fa, quando non era ancora così famosa: conservo ancora le foto. Si è seduta li nella nicchia di questo salone che è rimasto lo stesso dal 1830. Le ho offerto le frappe perché era Carnevale e secondo me all'epoca era più bella perché più semplice di oggi.
Ma chi altro viene da Giolitti?
Oltre ai politici - vengono da sempre, Giulio Andreotti è nato qui in Via della Stelletta e veniva ogni giorno - tutta Hollywood passa di qui: Rocky Balboa - Sylvester Stallone - sta spesso qua. Una volta è venuto nel laboratorio e ha fatto un macello: dovevamo fare con lui il gelato al cocomero e lui se magnava tutto er cocomero. J'ho detto 'ahò e che dovemo fa?' Poi s'è messo a fa i coni da dare alla gente. Si era innamorato di mia madre di novantanove anni, non se n’annava più. Una puntata di Stallone Family è stat girata qua.
Chi altro arriva a prendere il gelato e a farsi venire l'acquolina tra tutti questi pasticcini?
Sono venuti Obama e sua moglie con i figli quando ci fu il G7, eravamo sotto assedio qui intorno alla Camera dei Deputati, ma non ho voluto chiudere il negozio. Potevano stare solo quindici minuti per il protocollo, invece sono venuti nel laboratorio a mangiarsi il gelato e se ne sono andati dopo due ore. Poi sono arrivati Carlo d'Inghilterra e Camilla preceduti dal cerimoniere. Per l'etichetta non sono entrati, hanno voluto che si portasse fuori una coppetta e Camilla ha voluto il gusto mandorla; la dama di compagnia ha preso la coppetta e l'hanno assaggiata nella macchina, sempre per le regole della Corona. Anche Dustin Hoffman è venuto e Ben Stiller sta spesso qui, Penelope Cruz e il marito Javier Bardem sono arrivati, ma non insieme, prima lei, molto abbottonata e poi lui più alla mano, poi Sharon Stone con i bambini e io li porto sempre a fare il gelato in laboratorio. Voglio che sappiano che se è fatto con frutta, latte e senza conservanti è più buono e poi se lo ricordano.
Com’è questo laboratorio delle meraviglie che accoglie le star del cinema?
Noi abbiamo quattro pasticceri e otto gelatieri, in tutto però lavorano qui cinquanta persone, perché siamo aperti dalla mattina alle sette a mezzanotte e la sera è tutto finito.
Quali sono i gelati più famosi?
Abbiamo la coppa Olimpica che è nata nel 1960 per le Olimpiadi e va alla grande e poi c’è la coppa Mondiale, ancora più grande, creata per i mondiali di Italia 90.
Cosa ha Giolitti di speciale, a parte essere ormai l’unico che mantiene il cono di classica cialda come un tempo, di cui siamo fan?
Siamo ‘negozio storico di Roma’; in tutto sono settanta i locali storici d’eccellenza, che devono essere gestiti sempre dalla stessa famiglia. Il cono è della Cono Roma nata tantissimi anni fa e non si cambia. Lo mettemmo mal volentieri perché prima qui si lavoravano solo le coppette. Il gelato è un prodotto naturale e può scurirsi perché non ha conservanti e né antiossidanti, c’è solo latte zucchero frutta e succo di limone, infatti non si mantiene e viene fatto ogni giorno fresco dai gelatieri. Noi prendiamo il pistacchio di Sicilia e la panna è fresca e per tradizione a Roma non si paga. Una volta ho provato a farla pagare perché ormai costa tanto e c’è stata una rivolta. M’è toccato salire sul banco, calmare la gente e rimette la panna gratis.
Quanto costa il cono che ha mangiato Zendaya?
Non lo so ma i prezzi sono attaccati in cassa. Quello glassato al cioccolato bianco con le noccioline costa sei euro e cinquanta. Io questa cosa che prima chiedi il gelato e poi paghi non la capisco.
In vetrina ci sono migliaia di dolcetti, quello più romano qual è?
Il maritozzo con la panna è il classico romanesco, la leggenda dice che si offriva ai fidanzati; noi li facciamo classici. Le pasticcerie artigianali di Roma sono tutte valide, poi sta alla gente scegliere. La fama si conquista con la qualità.
Qual è il futuro di Giolitti?
Siamo alla quarta generazione e già è pronta la quinta, Nel bar passa la vita. Passa il mondo, stranieri e italiani e devono essere trattati allo stesso modo.
E se Rocky ha detto che questo gelato è la forza dei suoi muscoli, noi gli diamo ascolto e restiamo ammaliati dal suo richiamo come fosse la nostra sirena di queste vecchie strade, e invece del loto mangiato da Ulisse per volere di Nolan noi scordiamo tutte le ambasce quotidiane divorando voluttuose vagonate di pistacchio di Giolitti, manco fossimo i porci della Maga Circe.