La nuova spiaggia nudista siciliana: Marianelli è troppo famosa e gli iniziati emigrano. C’è un momento, nella storia di ogni luogo segreto, in cui il luogo smette di essere segreto: ci sono saggi dedicati al "potere del segreto". Appena qualcuno scopre che esiste un posto segreto lo racconta a qualcuno, che lo racconta a qualcun altro, che lo mette su MOW, e alla fine arrivano tutti. Compresi quelli che non hanno capito perché ci si andava. È quello che sembra essere successo a Marianelli, la spiaggia di Noto che per anni è stata una specie di capitale informale del naturismo siciliano, con una predominante componente gay. Il Comune stesso la descrive come una spiaggia appartata, frequentata soprattutto da nudisti e amanti della privacy. Le guide turistiche e quelle LGBT la raccontano da anni come uno dei luoghi naturisti più noti della Sicilia. Il problema è precisamente questo: è diventata nota. Troppo nota. Troppo frequentata. E, secondo chi conosce la geografia umana di queste cose, anche troppo esposta alla fauna collaterale del nudismo: quelli che vengono per prendere il sole (e non solo quello) e quelli che vengono per vedere chi prende il sole (e non solo quello); il guardone.
E allora gli iniziati si spostano. La novità, che mi viene segnalata da frequentatori della costa ragusana è una piccola spiaggia sul tratto di litorale fra Donnalucata e Marina di Ragusa, nei pressi dell'area dove un tempo sorgevano il Koala Maxi e La Fazenda. Poi La Fazenda andò a fuoco. Adesso, a lato dell'area dell'ex Fazenda, parte una stradina. La si percorre e si arriva a una spiaggetta che, per conformazione e carattere, ricorda parecchio Marianelli: natura, isolamento, a volte anche "chi sopra e chi sotto" e persino anche il "ndo cojo cojo". La differenza, almeno per ora, è che non lo sa quasi nessuno. Non è una spiaggia “gay” in senso stretto (o largo). È gay friendly, che è un'altra cosa. La cosa interessante (per alcuni) è proprio la promiscuità, nel senso più letterale e innocente del termine: persone diverse che condividono lo stesso pezzo di mare senza che nessuno debba compilare un modulo all'ingresso dichiarando la propria identità. Alle donne, poi, i gay piacciono e se una donna decide di infilarsi in una situazione sessuosamente complicata, spesso ci si butta dentro con la rincorsa.
Non stiamo parlando di una spiaggia autorizzata al naturismo. E qui bisogna fare una distinzione, perché in Sicilia il confine tra spiaggia ufficiale, spiaggia storicamente naturista e spiaggia semplicemente tollerata è spesso più labile della identità sessuosa fluida. La stessa Marianelli, infatti, pur essendo indicata dal Comune di Noto come luogo frequentato dai nudisti, non risulta una spiaggia naturista ufficialmente autorizzata.
Le altre storiche sono molte. Torre Salsa, nell'Agrigentino, resta una delle più conosciute: la porzione chiamata Funcitella è frequentata da naturisti da decenni. Poi c'è il tratto fra Capo Bianco e la foce del Platani, a Eraclea Minoa, una lunga porzione di costa dove il naturismo ha una tradizione consolidata. A ovest ci sono Capo Feto, vicino Mazara del Vallo, e il tratto del Casello 41 alla foce del Belice. A Messina vengono segnalate presenze naturiste nei tratti più appartati dei Laghetti di Marinello. A Gela, invece, c'è una novità di tutt'altro genere: Bulala è indicata come l'unica area siciliana recentemente riconosciuta ufficialmente con ordinanza comunale (adoro il burocratese applicato al nudismo).
Ed è proprio questo a rendere interessante la nuova spiaggetta ragusana: non è ancora nell'elenco delle destinazioni naturiste che circolano sulle guide. È ancora una cosa da iniziati. Certo, se qualcuno non pubblica la notizia su MOW.