Ammazza che baretto che s’è comprata Claudia Conte! E’ esattamente questo l’enunciato da noi formulato in mattinata, doppiando Via della Conciliazione in direzione Borgo Pio, avendo appreso da Mow le costernate idee espresse nel 2004 dalla nuova fiamma del Capo del Viminale Matteo Piantedosi, di Fdl, coniugato e con prole. Allora, la trentaquattrenne ciociara ‘attrice, divulgatrice, scrittrice, conduttrice’ si esibiva anche nell’arte della moralizzatrice condannando Maria Rosaria Boccia, amante dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, in quanto ‘donna pronta a tutto per conquistare potere’, rammaricandosi dell’ascesa dei pregiudizi nei confronti delle donne che ottengono benefits legandosi a personaggi politici.
Salvo poi fare esattamente la stessa cosa che tanto deprecava. E’ inutile, ci cascano tutti; la Conte sarebbe beneficiaria di favoritismi, nomine pubbliche e incarichi prestigiosi di docenza presso la Scuola di Polizia di Stato, oltre che consulente di commissioni parlamentari grazie al Ministro, il quale oggi, alla faccia di Patria, famiglia e chiesa, nega. Il commento a caldo dell'utente medio romano – dal quale elegantemente prendiamo le distanze - riguardo la liaison tra Piantedosi e Claudia Conte è stato ‘un tempo queste Signore si facevano intestare gli appartamenti, oggi hanno anche incarichi politici prestigiosi’. Di certo la Signora Conte è titolare di un baretto in braccio al Papa, proprio sotto al colonnato di Bernini e a tre passi dalla porta della Città del Vaticano, che avrebbe acquistato insieme alla genitrice e alla nonna. Qui i sordi li raccoji co la pala. Ma noi di Mow potevamo non accorrere a farci una boccata di consumismo sacro seduti ai tavolini del Bistrot di proprietà della nuova Boccia? Ovviamente no. Alle 9 del mattino scoattavamo dunque garruli parcheggiando proprio dinanzi al bar all’angolo con Via del Mascherino, un locale dall’allure tipicamente turistica della zona, quello dove noi non ci azzarderemmo a consumare nemmeno un crodino.
Il Borgo Pio 92 è in posizione strategica, ove tutti i pellegrini del mondo si riversano per respirare la santità der Cuppolone, tra un rosario tarocco made in RPC e Papa Prevost sui poster tipo il paginone centrale di Cioè degli anni ‘80. E invece purtroppo i panini discutibili in vetrina del Borgo Pio 92 li abbiamo spizzati, mortificando la vista di prima mattina alla profferta di radioattive pagnotte sul bancone, con ingredienti vagamente mediterranei. Imbruttendo i maritozzi coatti in fila per tre nel frigorifero per poi scegliere du cornetti dall'étagère, abbiamo trovato posto ner déhor vista Guardie svizzere sull’uscio della Santa Sede, tra rumeni caldeggianti i veri carciofi romaneschi e 'mbriaconi buttadentro negli attigui restaurants per l’assaggio assassino di the real lasagna con meatballs cucinata da Aziz nel microonde, a quattordici euro al piatto. Proprio sotto al cartello toponomastico di Borgo Pio – nel cuore della movida ecclesiastica, insomma – accomodati sulle sediole strascinate malamente al pari di noi, ci siamo sorbettati i cappuccini più orrendi mai bevuti nei peggiori bar di Caracas, in entrambe le versioni, classico e di soya; per quanto riguarda i cornetti ammettiamo di esserci purgati con primizie peggiori dei forni romani più malfamati; per buttare giù tutto ci siamo avvalsi di un té industriale in bottiglia, battendoci il petto. Una pia donna proveniente da lidi remoti ha raddrizzato l’icona del nuovo Pontefice appiccicata al muro di fronte al Bistrot di proprietà dell’amante di Piantedosi, tra il mazzo di carciofi e il tazebao del menù. Il garçon del locale di articoli religiosi ha latrato al cielo un solenne ‘Oh quant’è bona l’uva fogarina’ nel via vai degli alti prelati, mentre sono volati gli ultimi schiaffi di Erminio il ciclone che ci ha cresimato, egli di certo meno ignobile del conto di tredici carte regalate al baraccio. Per oggi basta. Tentando noi di non compiere vilipendio proprio dinanzi alla statuetta di nostro Signore li davanti, per questa colazione punitiva quanto l’eterna dannazione ci chiediamo: ma noi un baretto così non potremmo possederlo nemmeno se facciamo i buoni?