Perché non festeggiare l'unione di intenti del circolino politico in perfetto stile romano andando a magnà fòri?
“Ma io e te avemo mai mangiato insieme?”, si suol dire a Roma per prendere le distanze; ecco che l’atto di condividere la tavola sancisce una confidenza che altrimenti non ci sarebbe assolutamente. È così che la carbonara suggella il Campo Largo a un tiro di schioppo da Montecitorio e cioè in Piazza del Paradiso all' Hostaria Costanza, dietro a Campo de Fiori. D'altronde noi c' abbiamo quello e du spaghi cementificano le alleanze più ostiche. Ma, sorpresa, i 4 dell'Ave Maria ritratti all'interno della incredibile sala nei sotterranei del Teatro di Pompeo, scenario da lasciare chiunque senza parole, non si sono strafogati come avremmo potuto pensare; il desco è stato parco, leggero, salutare.
Niente scucì a noi di Mow il proprietario di Costanza, ritrovo degli habitué del Governo in piena cavea del mastodontico teatro romano. “Io rispetto e tutelo la privacy dei miei clienti” ci dice fermo e gentile il Patròn. Ma sappiamo che il centro sinistra ha scelto pesce e contorni di verdure, niente alcool né dolce. E così ordiniamo quello che hanno preso loro, tra i marmi e i prelati di questa location unica.
I romani tifano Roma ma non conoscono questo luogo che non ha eguali sul pianeta, il teatro fatto costruire dal console Pompeo tra il 61 e il 55 a.C. visibile anche da Google Earth, che affaccia sullo scenario di Campo de Fiori, guardato a vista da Giordano Bruno, sacerdote del libero pensiero.
I Cinque Stelle che dovevano aprire il Parlamento come una scatola di sardine oggi siedono al tavolo della stessa casta che per anni hanno contestato, proprio loro che delineavano un programma politico di proposta alternativa all'establishment corrotto, al grido di “onestà onestà”.
Oggi presso le grotte dell’Hostaria nel teatro romano i Cinque Stelle hanno invece definitivamente sancito a colpi di forchetta la loro intenzione di entrare a far parte di quella casta tanto vituperata.
Si mangia bene da Costanza, Aldo Fabrizi arrivava con la sua valigetta, andava in cucina e preparava le specialità romanesche; “voi siete qui”, ci indica il maître mostrandoci il plastico della pazzesca cavea imperiale.
Seduto con Schlein, Fratoianni, Bonelli e Conte non c'è il rivale del leader dei Cinque Stelle, Matteo Renzi, probabilmente imboscato sotto al tavolo per pudore, pronto ad unirsi ai quattro commensali per paura di rimanere fuori dai giochi alla prossima tornata elettorale. I
l tempismo di questa cena romana è sicuramente legato alla comparsa dell' ultra destrorso Vannacci, il quale, rubando voti alla coalizione di centro destra apre uno spiraglio alla vittoria del centro sinistra coeso. Ed ecco qui che i quattro, tra un pesce grigliato e un fagiolino lesso discutono di come spartirsi le poltrone.
Il programma politico è secondario, tanto basta buttare lì parole come economia circolare, ridistribuzione della ricchezza, ecosostenibilità, più diritti civili - non ben specificati - e forse, volesse Iddio, l'introduzione del salario minimo- e buttiamoci pure più fondi a scuola e sanità e il gioco è fatto. Tanto poi i soldi per le armi continueranno a spenderli, come non verranno toccati gli extra profitti delle banche. Ma intanto famose sta magnata e Dio provvede. 70 euro per noi e l’ennesimo sguardo di meraviglia al luogo che ci ospita, il nostro augurio è quello di imitare i politici e visitare i sotterranei di questa parte di Roma incredibile.