Wimbledon non è solo il tempio del tennis, il torneo più antico, nonchè il più ambito e leggendario. L'erba, gli abiti bianchi, i regnati e le fragole con la panna. Il centrale di Londra è anche il campo più elegante del mondo: è una passerella di stile, un trionfo di eleganza old money e un red carpet en plein air per le star sedute sugli spalti. Tra completi impeccabili, cappelli e abiti a fiori, c'è un dettaglio che non sfugge mai all'occhio attento dei fotografi: l'orologio al polso. Come ogni anno, tra Royal Box e Centre Court, i segnatempo sono stati protagonisti quanto le partite stesse, con pezzi iconici, edizioni rare e persino qualcuno mai visto prima...
I Beckham
Non c'è Wimbledon senza David Beckham in prima fila, e non c'è Beckham senza il suo Tudor al polso. Da quasi dieci anni ambasciatore del marchio svizzero, l'ex capitano della nazionale inglese ha scelto per l'edizione 2026 il nuovissimo Tudor Black Bay 58 a cinque maglie, presentato pochi mesi fa a Watches and Wonders. Un modello che mantiene la storica cassa da 39 mm in acciaio ma con uno spessore ridotto a 11,7 mm, corona più piccola e movimento con certificazione Master Chronometer. Un mix di tradizione e tecnologia che si sposa perfettamente con il gusto sartoriale-moderno di Beckham, che ogni anno porta con sé a Wimbledon anche la madre, in un vero e proprio rito di famiglia.
Il figlio Romeo Beckham, però, non segue le orme paterne, almeno in fatto di polso. Il ventitreenne si è presentato con due orologi diversi in due giorni: un Patek Philippe Nautilus in oro il primo giorno, seguito da un Rolex Daytona dal quadrante turchese. Quest'ultimo, lanciato l'anno scorso a Watches and Wonders, reinterpreta in chiave contemporanea il cronografo più celebre della maison ginevrina, con cassa in oro giallo da 40 mm, quadrante turchese in stile Tiffany, lunetta Cerachrom nera con scala tachimetrica e bracciale Oyster in tinta. Se il padre resta fedele alla sobrietà Tudor, il figlio osa con i colori: due generazioni, due filosofie, un grande stile.
Richard E. Grant, il doppio polso della memoria
Tra le tribune, a far parlare di sé è stato anche Richard E. Grant, in versione trap. Due orologi al polso per l'attore britannico: un Cartier Santos bicolore a destra e un Breitling Navitimer a sinistra. Ma non è per semplice ostentazione o estetica, quella di Grant è una scelta ricca di significato: il Breitling era un'eredità del padre, originario dell'Eswatini e scomparso anni fa, regalatogli sul letto di morte, mentre il Cartier è un dono della moglie, arrivato in un momento in cui l'attore temeva di aver perso proprio il prezioso Navitimer di famiglia. Uno dei due orologi, tra l'altro, è impostato sul fuso orario dell'Eswatini.
Andrew Garfield e l'IWC (ancora) inedito
Tra i look più chiacchierati, specialmente tra i nerd dell'orologieria, c'è quello di Andrew Garfield, arrivato accompagnato dalla compagna Monica Barbaro: camicia e pantaloni azzurro cielo firmati Ralph Lauren, chioma selvaggia in vista della sua nuova serie tv, e al polso un IWC Ingenieur non ancora ufficialmente presentato al pubblico. Un vero e proprio colpo da collezionista, che ha messo in fibrillazione gli addetti ai lavori e gli appassionati.
King Roger
Cambiando protagonisti, si passa dai vip alle leggende del tennis. Anche da ex giocatore, Federer resta il vero re di Wimbledon, non a caso nel Royal Box: gli otto titoli conquistati a Wimbledon (secondo soltanto a Martina Navratilova nell'albo d'oro assoluto) gli garantiscono ancora oggi standing ovation ogni volta che varca l'ingresso. Quest'anno si è presentato con la consueta e regale eleganza, un doppiopetto marrone e, al polso, un Rolex Datejust II Silver Blue Arabic referenza 116334, lo stesso identico modello che indossava nel 2009 quando batté Andy Roddick in finale, conquistando il suo quindicesimo Slam e superando il record allora detenuto da Pete Sampras. Cassa da 41 mm, lunetta zigrinata e quadrante argentato con grandi numeri arabi blu: un vero tuffo nel passato.
L'eccezione di Serena Williams
Sul rettangolo verde la regola, di solito, è chiara: i tennisti giocano senza orologio e lo rimettono al polso solo a fine partita, complice anche il regolamento del torneo. Fa eccezione, come sempre, Serena Williams, tornata quest'anno a Wimbledon e scesa in campo contro l'australiana Maya Joint con il suo nuovissimo Audemars Piguet Royal Oak Offshore Chronograph indossato per l'intero match. Ambasciatrice del marchio dal 2014, la campionessa ha sfoggiato una versione dal quadrante rosa acceso, in perfetto abbinamento con l'impugnatura della racchetta: cassa in titanio da 37 mm, lunetta con 32 diamanti taglio brillante e tripla funzione cronografo.
Sinner e l'orologio delle vittorie
E infine c'è lui, il vincitore: Jannik Sinner ha appena scritto un'altra pagina di storia, battendo Alexander Zverev in quattro set e diventando il decimo tennista dell'Era Open capace di difendere il titolo di Wimbledon, oltre che il primo italiano a riuscirci. Come vuole ormai la sua tradizione, l'altoatesino porta al polso il suo fedele Rolex Cosmograph Daytona in oro rosa in ogni festeggiamento importante: dagli Australian Open agli Internazionali d'Italia, fino al ritorno in campo dopo lo stop forzato della scorsa stagione. Un rituale scaramantico diventato ormai il marchio di fabbrica del numero uno del mondo, ambasciatore Rolex dal 2020: vince lui, e a vincere è anche il suo orologio, ormai inseparabile compagno di ogni festeggiamento.