La MotoGP si prepara a cambiare tutto per il 2027, anche un numero consistente di piloti. Secondo le indiscrezioni dei colleghi di Speedweek, primo dei partenti ad aver trovato sistemazione dovrebbe essere Brad Binder, che lascerebbe il suo posto in KTM (preso da Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio) per correre in Superbike, sulla BMW ufficiale che condividerà con Miguel Oliveira. Per i due si tratta, ironia della sorte, di un ritorno al passato, visto che i due avevano corso nella stessa squadra sia in Moto2 che in Moto3.
Resta da capire cosa faranno Franco Morbidelli, Jack Miller - che pare abbia chiesto un milione di euro a Yamaha SBK - Alex Rins e Maverick Vinales, lista a cui ora si aggiunge un Danilo Petrucci che probabilmente accetterebbe di buon grado di tornare nel Team Barni.
Sui social c’è chi scrive che tutti questi (futuri) ex piloti MotoGP in Superbike daranno una scossa al campionato, qualcun altro sostiene che si può fare poco per ravvivare un mondiale in cui il primo requisito per vincere una gara è quello di guidare una Ducati, meglio se ufficiale. A questo proposito, una è occupata da Iker Lecuona, l’altra (con Nicolò Bulega in partenza per il VR46 Racing Team) è contesa tra Morbidelli e Manu Gonzalez, che oltre al Team Tech3 si era offerto anche a BMW. Il Team Aruba può quindi scegliere se investire un un giovane velocissimo, rassegnandosi ad avere una squadra tutta spagnola sia in SBK che in MotoGP, oppure dare fiducia a un Franco Morbidelli in piena crisi di risultati.
Per Borgo Panigale però il bicchiere è mezzo pieno: considerando che il regolamento Superbike verrà rivoluzionato nel 2030 e non prima, c’è da aspettarsi che la superiorità Ducati sia una costante per lo meno nella prossima stagione, anche se come fatto vedere da Toprak Razgatlioglu il pilota continua ad avere il suo peso nei risultati.
Di certo il mondiale delle derivate ha bisogno di una spinta, anche mediatica, che in parte potrebbe arrivare dalla MotoGP del prossimo anno: nuovo regolamento, presentazione a Miami e serie TV dedicata alla Drive To Survive, su cui pare stia lavorando duramente Liberty Media. Raccontare meglio i suoi protagonisti, anche quelli in uscita dal paddock, potrebbe in qualche modo risollevare il gigante che dorme, ovvero uno sport di cui si parla sempre meno e sempre peggio nonostante sforzi enormi in termini di comunicazione.