Le città cambiano alla velocità della luce. Crescono, si espandono, cambiano i loro abitanti e le loro esigenze, e anche quelle di coloro che gli abitanti li accompagnano. Parliamo dei cani, animali per cui Milano sta cambiando pian piano volto. È la reazione a un'esigenza, nella città infatti ci sono molti, moltissimi cani, ma pochi spazi adeguati a farli muovere in libertà. Anche gli animali domestici sono immersi nella rumorosa e frenetica routine di una città inclusiva, ma per loro non abbastanza. Secondo il rapporto Cani in città di Legambiente del 2024, solo il 33,3% dei comuni italiani ha degli spazi dedicati agli animali d’affezione, e oltre il 60% delle aree cani pubbliche presenta carenze strutturali come assenza di ombra, di fontanelle o una manutenzione discontinua. In pratica, per molti proprietari trovare uno spazio sicuro per far giocare il proprio cane è una vera impresa. La soluzione arriva da Dog City Garden, azienda italiana nata a Milano proprio per rispondere alla carenza di spazi sicuri per i cani in città. La parola d'ordine è recupero, quello degli spazi urbani dismessi o poco utilizzati che vengono trasformati in giardini privati, puliti, videosorvegliati e accessibili in esclusiva tramite prenotazione digitale e accesso con codice personale. Un progetto che coniuga un'idea di business innovativa alla rigenerazione urbana e al benessere animale.
Così, dopo il successo dell’area di viale Espinasse, Dog City Garden aprirà a marzo due nuove sedi a Milano: a Parco Solari e a Lambrate. Il capoluogo lombrado potrà così contare su tre aree, a cui si uniscono le altre due già attive nell’hinterland, a Cesano Maderno e Varedo. L’innovazione più interessante arriva da Parco Solari, dove il giardino di un condominio diventa un’area cani. La proprietà ha deciso di affidare lo spazio a Dog City Garden, trasformando un’area inutilizzata in un servizio regolamentato, riducendo i costi di manutenzione e creando valore sociale per il quartiere. Un modello che ora punta ad espandersi sempre di più, non solo nella città ma in tutta Italia. ”Milano dimostra che il bisogno è reale - ha detto Sarah Canonici, co-founder di Dog City Garden - Le aree private non sono un’alternativa elitaria, sono una risposta concreta a un problema urbano che sta diventando sempre più pressante via via che aumenta il numero di cani in famiglia”. Un esempio virtuoso di come, nella frenesia e nel caos urbano, anche i piccoli spazi privati possano diventare utili alla comunità, migliorando la qualità della vita di cani e persone. Il successo di queste iniziative racconta anche una difficoltà evidente: nelle grandi città trovare spazi adeguati per i cani è sempre più complicato. Milano punta sull’inclusività, ma nei quartieri il problema resta, e spesso a metterci una pezza arrivano le iniziative private piuttosto che il pubblico.