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10 giugno 2022

“Omofobia in Formula 1? Servirebbe un pilota gay”: la proposta del campione del mondo che fa discutere il paddock

  • di Redazione MOW Redazione MOW

10 giugno 2022

Sebastian Vettel, in copertina su uno dei magazine più seguiti dalla comunità LGBT, torna a parlare dell’incisività in Formula 1, rispondendo (a distanza) alle dure critiche del presidente FIA Mohammed Ben Sulayem
“Omofobia in Formula 1? Servirebbe un pilota gay”: la proposta del campione del mondo che fa discutere il paddock

Sebastian Vettel promuove l’inclusività, Lando Norris parla spesso di salute mentale, Lewis Hamilton si schiera contro il razzismo. I cambiamenti della Formula 1 non passano solo attraverso la nuova proprietà e nei nuovi regolamenti, spesso sono dovuti a piloti sempre più impegnati in tematiche sociali. Prese di posizione che, com’era prevedibile, sono arrivate ad infastidire il nuovo presidente FIA, Mohammed Ben Sulayem, il quale ha recentemente dichiarato che i piloti dovrebbero pensare a correre e basta. La sensazione è che, in risposta, riceverà un grosso dito medio dai piloti, i quali nonostante una vita passata nelle contraddizioni del circus non hanno nessuna intenzione di rinunciare al proprio pensiero.

Sebastian Vettel puts his foot down over homophobia in the Attitude July/August issue.

"I think a gay Formula One driver would be welcomed - and rightly so."

See the full cover feature and shoot ➡️ https://t.co/cJ6EoeImxW pic.twitter.com/dFIomCO5xw

— Attitude Magazine (@AttitudeMag) June 8, 2022

Lo ha detto chiaramente Sebastian Vettel intervistato da Attitude, rivista britannica che negli anni è diventata un riferimento per il mondo gay. In copertina sul numero estivo, il tedesco ha discusso a lungo sull’argomento: “Penso che negli ultimi dieci, quindici anni ci sia stato un progresso incredibile in termini di inclusione in Formula 1. Si comincia a capire che siamo tutti persone, tutti abbiamo sentimenti. Non è perché c’è chi pensa alla vecchia maniera che dovremmo trattare le persone diversamente. penso che il mondo in questo senso sia andato avanti e che anche la Formula 1 abbia fatto la stessa cosa”.

Da qui, il pilota dell’Aston Martin lancia una riflessione: “Non importa che sia uomo, donna, gay, o che faccia parte in una qualsiasi maniera della comunità LGBTQ+, penso che chiunque oggi sarebbe il benvenuto in Formula 1. In passato probabilmente c’era molta paura di fare coming out a causa del mondo in cui viviamo, semplicemente non era popolare o accettato. Ora la gente ti direbbe ‘e allora? che c’entra? che persona sei?’. Penso che le cose stiano cambiando in meglio, c’è ancora tanto da fare e a molta gente dovrà cambiare mentalità, ma spero che in futuro vivremo in un mondo migliore”.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team (@mercedesamgf1)

Vettel parla anche delle svariate occasioni in cui ha vestito i colori della comunità LGBT durante i Gran Premi, anche in questo caso aprendo una voragine di polemiche: “Dopo aver indossato i colori arcobaleno ho ricevuto solo commenti positivi. Che si trattasse delle scarpe, del casco o di altro le persone erano felici di quello che stavo facendo. È solo un piccolo gesto per esprimere la mia solidarietà con chi soffre a causa delle discriminazioni che è costretto a subire”.

Parole che, ancora una volta, vanno a cozzare con un calendario fatto di paesi poco tolleranti - se non addirittura ostili - al tema dell’inclusività.

vettel arcobaleno
Sebastian Vettel con i colori LGBTQ+

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