image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

13 gennaio 2021

"Quando passa Nuvolari
ognuno sente il suo cuore vicino".
Le mille vite del mantovano volante

  • di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

13 gennaio 2021

Per descriverlo basterebbe ascoltare Lucio Dalla, ma per raccontare le mille imprese di Tazio Nuvolari non è sufficiente una vita sola. Dalla tartaruga di Gabriele D'Annunzio alla nascita di uno sport fatto di motori, con mitologia e storia che diventano una cosa sola
"Quando passa Nuvolari ognuno sente il suo cuore vicino". Le mille vite del mantovano volante

Per chi è cresciuto a Mantova, Tazio Nuvolari è in ogni cosa. Nei Viali, nel circuito della città, nei musei. Sembra stare sempre dietro l'angolo, come gli altri grandi che in quel piccolo gioiellino sono nati. E i mantovani se lo portano in giro, Nuvolari, nelle province e nelle altre città. A Roma lo ricordano con una statua firmata La città di Mantova nel cinquantesimo anniversario pose in Roma, 1968. Un mezzo busto, antico e moderno insieme, proprio com'era lui: "L'ultimo dei grandi piloti antichi e il primo dei moderni". 

E dice tutto di Nuvolari, il suo essere cose diverse insieme, cose che combaciano, in un tempo epocale per la storia dei motori, dello sport, del pericolo che diventa divertimento.

Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,
la gente arriva in mucchio e si stende sui prati,
quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,
la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore
e finalmente quando sente il rumore
salta in piedi e lo saluta con la mano,
gli grida parole d’amore, e lo guarda scomparire

Così lo descrive Lucio Dalla, in una canzone che è la madre di un album dedicato alla velocità, Automobili, e al saper vivere dentro emozioni così, disperate e grandiose, madri e patri di uno sport che è cambiato tantissimo, da Nuvolari a oggi, forse però senza cambiare mai. 

20210113 101856603 6899

Torna oggi di attualità la sua storia nel giorno dell'anniversario della sua morte, avvenuta l'11 agosto del 1953. L'essere campione in uno sport che sta nascendo e allo stesso tempo rimanere incastrato tra due mondi, questo lo ha reso per sempre eterno. Lui, figlio di un agricoltore a cui Tazio rubò la macchina, a soli 11 anni, per iniziare il viaggio della vita, quello al volante. Per andare da nessuna parte, solo per guidare. Guidare il mondo delle corse fuori dai primi anni del 900, verso un futuro forse meno puro, ma sicuramente più invitante. 

Mai legato a niente, a nessun partito, a nessun Fascismo che voleva fare di lui, esempio di una velocità futurista, simbolo e modello. Ma “era un innocente. Per questo ogni notte dormiva tranquillo” scrive Casamassima nella biografia.  

E gli innocenti non hanno i vincoli degli altri, forse nemmeno le paure. Solo un dono, accettato da Gabriele D'Annuncio e mai più abbandonato: la tartaruga. Donata nel 1932 "all'uomo più veloce, l'animale più lento" e poi portata ovunque: sugli aerei, gli stemmi, sui ricami, sugli orologi. 

Si videro al Vittoriale di D'Annunzio, a Gardone, poco lontano dalla Mantova di Tazio. Undici giorni dopo il trionfo di Monte Carlo la popolarità del Campionissimo, come lo chiamavano tutti, era straripante. Lì gli regalò la prima tartaruga d'oro, un simbolo poi diventato amuleto di una vita intera, ad accompagnarlo fino al 1952, anno della sua morte, dopo un ictus che lo colpì mesi prima. 

Morte, e perdita, che nessuno può descrivere meglio di Enzo Ferrari: "Non appena mi giunse notizia della sua fine partii per Mantova. Nella fretta mi persi in un dedalo di strade sconosciute della città. Scesi di macchina, chiesi a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla macchina, per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore. 'Grazie di essere venuto'— bisbigliò commosso — 'Come quello là non ne nasceranno più'".

20210113 101912588 2884
Nuvolari e D'Annunzio, 1932

More

Danilo Petrucci in stile Giancarlo Falappa: al traguardo senza una manopola

MotoGP

Danilo Petrucci in stile Giancarlo Falappa: al traguardo senza una manopola

Il cuore spezzato di George Russell

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Formula 1

Il cuore spezzato di George Russell

Jorge Lorenzo si veste come un tamarro vacanziero e non se ne rende conto (come tutti quelli che si vestono male)

di Silvia Vittoria Trevisson Silvia Vittoria Trevisson

Moda

Jorge Lorenzo si veste come un tamarro vacanziero e non se ne rende conto (come tutti quelli che si vestono male)

Tag

  • Storia
  • Motorsport
  • Tazio Nuvolari

Top Stories

  • Questo Marco Bezzecchi non vuole fare l’errore di Bagnaia: “Non sono tanto contento adesso ma con calma la vedrò con occhi diversi”

    di Cosimo Curatola

    Questo Marco Bezzecchi non vuole fare l’errore di Bagnaia: “Non sono tanto contento adesso ma con calma la vedrò con occhi diversi”
  • Falsissimo, Corona fa esplodere il Napoli? “Cinque giocatori mi hanno pagato per rovinare Conte”: ma cosa c’è di vero?

    di Michele Larosa

    Falsissimo, Corona fa esplodere il Napoli? “Cinque giocatori mi hanno pagato per rovinare Conte”: ma cosa c’è di vero?
  • Alla fine è successo: Andrea Iannone tornerà nel paddock della MotoGP dal Mugello (con tanto di valigie) per la Harley-Davidson Bagger World Cup

    di Cosimo Curatola

    Alla fine è successo: Andrea Iannone tornerà nel paddock della MotoGP dal Mugello (con tanto di valigie) per la Harley-Davidson Bagger World Cup
  • Grip Moto risponde al nostro articolo sul video di Luca Salvadori: “Non vi è stato alcun illecito”. Certo, però…

    di Cosimo Curatola

    Grip Moto risponde al nostro articolo sul video di Luca Salvadori: “Non vi è stato alcun illecito”. Certo, però…
  • “Svegliatevi! Ve lo stanno mettendo nel cu*o!”: il muso duro di Carlo Pernat ai piloti della MotoGP. E su Marc Marquez, Ducati e il mercato...

    di Emanuele Pieroni

    “Svegliatevi! Ve lo stanno mettendo nel cu*o!”: il muso duro di Carlo Pernat ai piloti della MotoGP. E su Marc Marquez, Ducati e il mercato...
  • Prima Norris, adesso Antonelli: qualcuno dica al presidente della FIA di tenere a posto le mani. Caro Ben Sulayem, ma che problemi hai coi piloti?

    di Luca Vaccaro

    Prima Norris, adesso Antonelli: qualcuno dica al presidente della FIA di tenere a posto le mani. Caro Ben Sulayem, ma che problemi hai coi piloti?

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Tardozzi: “Inutile nascondersi: per Ducati il 2020 è andato male”. Pensavamo di poter vincere, adesso lo vogliamo nel 2021

di Cosimo Curatola

Tardozzi: “Inutile nascondersi: per Ducati il 2020 è andato male”. Pensavamo di poter vincere, adesso lo vogliamo nel 2021
Next Next

Tardozzi: “Inutile nascondersi: per Ducati il 2020 è andato...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy