Loro due, Pecco Bagnaia e Marc Marquez, e tre caschi. Sì, tre: i loro e quello momentaneamente senza padrone di Jorge Martin. Erano ben quarantasei anni, e quindi da quando un certo Valentino Rossi era appena nato, che un mondiale non cominciava senza il campione del mondo. E’ toccato a Jorge Martin interrompere la tradizione, dopo l’incredibile fortuna del doppio infortunio rimediato nei test prima e nell’ultimo allenamento di lunedì prima della partenza per Buriram. Così, nel rinnovato format delle conferenze stampa della MotoGP (che non è molto piaciuto agli addetti ai lavori), si sono ritrovati loro due, Pecco e Marquez, uno a fianco all’altro. Da soli. Ancora una volta loro due dopo che per un inverno intero s’è parlato quasi esclusivamente di loro due. Hanno aggiunto qualcosa ai soliti discorsi? Forse qualcosa sì, inaugurando, di fatto, anche gli attesi giochi mentali. Con Marquez che ha ribadito che il favorito è Pecco e Pecco che ha replicato spiegando che nessuno è favorito quando nello stesso box ha un certo Marquez.
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Modi di provocarsi. Ma anche modi per dare in pasto agli operatori dell’informazione la rivalità che sembrano volere più degli stessi protagonisti. Prima, però, entrambi hanno voluto mandare un messaggio. A chi? A Jorge Martin. Perché la verità è che nessun pilota è contento di non ritrovarsi in pista un avversario, anche quando t’ha già battuto, potrebbe batterti ancora e è pure più giovane. Sia Bagnaia che Marquez hanno raccontato di aver scritto dei messaggi al campione del mondo in carica e di aver evitato telefonate dirette per non disturbare, capendo benissimo quanta rabbia e quanta frustrazione possano esserci in questo momento. Parole che da un lato sono quasi di circostanza, ma che comunque sono sentite. E sincere. Niente, quindi, di doveroso o fatto così giusto per farlo, anche se poi il consiglio dato è lo stesso che darebbero tutti e anche l’augurio: “torna presto”. Tanto che la notizia diventa quasi un’altra. Sì, perché Marc Marquez, nel raccontare cosa ha scritto a Jorge Martin, “rispetta il tuo corpo”, ha praticamente fatto il primo vero mea culpa dopo il 2020 e quel tremendo incidente a Jerez che ha rischiato di stroncargli la carriera.
“Io in passato – ha detto – non l’ho fatto: non ho rispettato il mio corpo. Non ho aspettato il tempo che si doveva”. Il riferimento, è chiaro, è all’essere voluto tornare in pista subito, dopo una manciata di giorni da quel botto a Jerez. E anche all’aver insistito subito dopo, quando da Honda raccontarono la grottesca versione dell’infortunio avuto chiudendo una finestra. La verità l’ha in qualche modo detta una volta per tutte proprio Marc Marquez e proprio parlando di Jorge Martin, svelando che sì, quella volta avrebbe dovuto aspettare. E che l’ha capito così bene da consigliarlo senza alcun dubbio pure al suo avversario: “spero che Jorge torni presto, ma presto deve significare quando starà bene, perché il corpo non perdona”. “Una frattura allo scafoide – ha replicato Pecco Bagnaia – è una delle peggiori per un pilota. Potrebbe volerci tempo. Mi dispiace molto per quello che gli è successo, ma adesso deve pensare solo a rimettersi e senza forzare i tempi”.
E il resto della conferenza stampa? Beh, è stato esattamente quello che doveva essere. Con i due che si sono prestati al classico gioco dei pronostici (Bagnaia, Vietti e Lunetta campioni del mondo a fine 2025 per Pecco e Marquez, “uno dei due, così ho una possibilità in più”, Canet e Piqueras per Marc), ma inaugurando pure, di fatto, la bagarre delle parole. Col sorriso, come due che non si faranno sconti, ma che, almeno per adesso, non hanno alcuna ragione per sputarsi addosso veleno. “Tutti i ducatisti – ha detto Marc Marquez - possono lottare per la vittoria dato che partiamo da una base simile. Per quanto mi riguarda ho il fuoco dentro e sono dove volevo essere. L’uomo da battere però è Pecco perché viene da quattro anni in cui o ha vinto o ha giocato per il titolo. Io invece ora ho un nuovo ruolo nel box: in Honda ero il pilota di riferimento e dovevo difenderlo dai nuovi compagni, mentre ora la situazione è opposta. Devo imparare da Pecco e cercare di essere più veloce di lui. Se vi aspettate delle doppiette nostre in ogni gara non conoscete la MotoGP. Ma di sicuro vogliamo riportare in rosso il titolo”.
In Ducati, d’altra parte, sono stati più che chiari: ok la rivalità, ok giocarsela e ben vengano i corpo a corpo e lo spettacolo, ma a condizione che la coppa del mondo torni a Borgo Panigale. Probabilmente lo ripetono a entrambi sin dal giorno in cui è stato ufficiale che sarebbero diventati compagni di squadra. “Non è un segreto – ha infatti detto Pecco Bagnaia - che l'obiettivo sia quello di vincere il campionato sia per me che per Marc. Lotteremo più volte durante l'anno, ma in questo momento è assurdo pensare alle strategie: di sicuro ci metterei la firma per fare una doppietta ad ogni Gran Premio”.
Sanno entrambi di avere ancora la moto migliore, ma sanno entrambi anche che gli altri sono più vicini rispetto al passato. Anche se Pecco assicura che in Ducati non c’è stato alcun passo indietro. L'Aprilia con Bezzecchi sarà certamente competitiva, ma anche altri piloti Ducati come Morbidelli e Alex Marquez saranno della partita, senza dimenticare Acosta e la KTM, in attesa di riavere in pista anche Martin. Noi? E’ noto che abbiamo optato per una soluzione sicura confermando il motore del 2024, che era già fantastico. Ma abbiamo già un forcellone nuovo e c'è ancora altro per migliorare. Marc e io abbiamo avuto le stesse sensazioni in sella e questo non può che essere un bene: non possiamo permettere alle altre case di avvicinarsi troppo al nostro livello di competitività”.