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5 giugno 2021

A muro e poi in pole, questo è il Leclerc che cerca i propri limiti (e che vogliamo vedere)

  • di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

5 giugno 2021

Charles Leclerc è un pacchetto completo. Un pilota che spesso per ottenere risultati formidabili, come la pole di Baku, deve fare i conti con i propri limiti, rischiando più del necessario e commettendo errori. L'alternativa? Una mediocrità che il monegasco non conosce
A muro e poi in pole, questo è il Leclerc che cerca i propri limiti (e che vogliamo vedere)

Leclerc lo ha ripetuto spesso, e tante altre volte glielo sentiremo dire ancora: per trovare i propri limiti Charles rischia, e rischiando si prende la responsabilità di sbagliare. Lo ha fatto in giorni importanti, in occasioni in cui vincere, o almeno ottenere un buon risultato, sembrava essere perfettamente alla sua portata.

Lo ha fatto a Monaco due settimane fa, quando un incidente in qualifica gli è costato la gara di casa e il successo assicurato. Gli è capitato in Bahrain, in Austria, in Brasile e poi a Baku, la Baku dove oggi è pole man, nel 2019. Lo ha fatto anche ieri, nel corso della seconda sessione di libere, quando sibillini sono iniziati i commenti su questo secondo incidente consecutivo dopo l'errore di Monaco: "Leclerc ha un problema con i circuiti cittadini" o un peggiore "Leclerc non usa la testa e rischia troppo". 

La verità è che rischiare troppo in Formula 1 non vuol dire niente. Ayrton Senna diceva che non esiste una curva in cui non si può superare, metafora della mentalità con cui questi ragazzi scendono in pista. 

Non rischiare, per chi non ha la monoposto migliore sulla griglia, come nel caso del monegasco della Ferrari, significa accontentarsi della mediocrità. Fare il proprio compito, non eccellere mai, e quindi sbagliare anche molto meno. 

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Charles lo potrebbe fare senza problemi. Scendere in pista e portare a casa un risultato mediocre puntando il dito contro il team e sbuffando davanti ai microfoni per l'ingiustizia del non avere a disposizione un mezzo con cui duellare contro Verstappen e Hamilton. 

Potrebbe farlo, ma non lo fa. Perché uno come Leclerc non conosce la mediocrità, e non conoscendola non la pratica. O tutto o niente, in occasioni come queste (dove non si sta giocando il mondiale) più che mai. Charles sa che per portare a casa il risultato serve prendersi qualche rischio, la squadra glielo lascia fare, e lui modella se stesso tra i limiti delle curve. 

Qualche volta ottiene una pole position inaspettata e insperata, qualche volta colpisce il muro e rovina tutto. 

Lo ha fatto tra i cordoli dei circuiti cittadini di quest'anno, lo ha fatto in passato e lo farà in futuro. E' un pacchetto completo, prendere o lasciare. Ma ricordiamoci tutti che l'alternativa sarebbe la mediocrità. 

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