Kimi Antonelli partirà ultimo nel proprio GP di casa. È la notizia del fine settimana, dopo che Mercedes ha confermato la sostituzione della power unit sulla W17 numero 12 confermando l’ipotesi che era spuntata in Olanda. Questione di opportunità, visto che a Monza sorpassare è più facile che nei restanti GP in calendario, ma anche di pressione, la stessa che sarebbe stata alle stelle qualora tutto fosse andato secondo i piani. È così che giovedì mattina ce l’ha spiegata lo stesso italiano, condividendo la posizione presa dalla sua squadra e aggiungendo che, fin dai primi giri in pista, andrà all’attacco totale.
Parla di una Top 5 alla portata e poi, scherzando sul trofeo che a Monza verrà consegnato ai tre piloti sul podio, si lascia scappare un “farò di tutto pur di portarlo a casa”. Sarà la sua missione, difficile ma non impossibile.
Nel paddock, non è l’unico a crederci. Quando incontriamo Max Verstappen nell’hospitality della Red Bull, gli chiediamo cosa pensa delle possibilità dell’italiano; lui ascolta la nostra domanda e poi, senza nemmeno pensarci, ci risponde con un gran sorriso: “Quando lotti per il campionato devi raccogliere punti. Ho avuto stagioni in cui ho patito problemi al motore e sono partito dal fondo. Devi cercare di superare il gruppo nel modo più efficiente possibile e lui ha ancora un’ottima opportunità di conquistare tanti punti”.
Ne è fortemente convinto, tant’è che qualche minuto dopo rispondendo alla domanda di una collega lo rimarca. Poi, sempre parlando dell’italiano, ribadisce perché negli anni l’abbia colpito così tanto: “È un ragazzo simpatico e molto talentuoso. Mi piace il suo modo di lavorare. Mi piace anche quanto sia intelligente e il suo approccio, che parte da tutti i livelli del karting. Ha una grande spinta e mi piace che la famiglia e i genitori lo abbiano sempre sostenuto. Riesce a rimanere con i piedi per terra rimanendo autentico. È un ragazzo caloroso e, soprattutto, solido”.
Dà la sensazione che in Kimi riveda un po’ se stesso, anche lui subito al centro dell’attenzione in F1 nonostante non si trovasse a lottare per un mondiale. E quando poi gli viene chiesto se, nei panni dell’italiano, avrebbe più paura di George Russell o Lewis Hamilton in vista del finale di stagione, risponde senza giri di parole nuovamente: “Non avrei paura di nessuno. Devi solo concentrarti su te stesso. Quando sei una persona molto talentuosa non devi preoccuparti degli altri perché sai di essere molto forte. Devi soltanto conquistare punti ogni weekend, essere solido e non commettere errori. Finora Kimi ha tutto questo sotto controllo”.
Per il resto, nessun altro consiglio è necessario: “Non ne ha bisogno. Quello che sta facendo ora è perfetto e dovrebbe continuare così. Ho sempre la sensazione che, soprattutto in questo momento, dirgli continuamente cosa deve fare finirebbe per mettergli pressione. Bisogna lasciarlo tranquillo e permettergli di fare le cose a modo suo. È così bravo che troverà da solo la soluzione”.
È l’ennesima conferma di una stima che in F1 non si vede tutti i giorni. C’è però un solo avvertimento, più per chi guarda che per l’italiano: “La McLaren sta spingendo molto forte. Guardando alle ultime due gare, sono stati molto veloci. Sarà interessante vedere come riusciranno a progredire nel resto dell’anno”. Il messaggio, in entrambi i casi, è chiarissimo.