image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

4 settembre 2026

Com'è andato il governo Meloni (il più lungo di sempre) in politica estera? La scommessa persa su Trump e gli Usa, il piano Mattei in Africa, lo strappo con la Cina, l'Europa: perché doveva fare di più

  • di Federico Giuliani Federico Giuliani

4 settembre 2026

Nel giorno in cui il governo Meloni è diventato il più longevo della storia repubblicana è interessante chiedersi come abbia utilizzato questa stabilità sul fronte della politica estera. Spoiler: non è andata proprio benissimo. L'Italia è irrilevante nelle due questioni più importanti del mondo: la guerra tra Ucraina e Russia e il conflitto in Medio Oriente. Pesano in negativo la luna di miele finita malissimo tra la premier e gli Usa di Donald Trump e lo strappo sulla Via della Seta con la Cina. In Africa avrebbe dovuto esserci una svolta con il piano Mattei ma si è visto ben poco. Bene, invece, il pragmatismo usato da Meloni in Europa: è quello che fin qui l'ha tenuta a galla...

Foto: Ansa

Com'è andato il governo Meloni (il più lungo di sempre) in politica estera? La scommessa persa su Trump e gli Usa, il piano Mattei in Africa, lo strappo con la Cina, l'Europa: perché doveva fare di più

Stappate gli spumanti, alzate al cielo i calici. Il governo guidato da Giorgia Meloni è diventato il più longevo della storia repubblicana. In 1.413 giorni di operatività - più del Berlusconi II - la premier ha rivendicato di aver restituito all'Italia “una stabilità politica rara” fondamentale per i rapporti con i governi degli altri Paesi. “La stabilità non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare”, ha Meloni sui social. Lasciando perdere i risultati ottenuti in patria, vale la pena chiedersi come siano andate le cose in politica estera. La risposta? Non bene quanto ci si potrebbe aspettare da un esecutivo che ha appena festeggiato un record senza precedenti. Le luci sono troppo poche, le ombre tante e abbastanza cupe. Il grande (e forse unico) punto di forza del governo Meloni in campo internazionale è fin qui coinciso con il rapporto costruito con l'Unione Europea. Anziché rovesciare i palazzi del potere di Bruxelles come avrebbe voluto fare qualche alleato di Fratelli d'Italia (ogni riferimento alla Lega è puramente casuale), la premier ha evitato di sfoggiare ingenti dosi di populismo contro Ursula von der Leyen, Commissione e Parlamento Ue, sforzandosi invece di costruire un rapporto pragmatico con i vertici del potere europeo. Questo le è servito, da un lato a mettersi al riparo dalle trappole economiche, tra spread e lamentele sul debito che in passato hanno disarcionato diversi primi ministri italiani, e dall'altro a farsi rispettare dall'establishment continentale. In Europa, dunque, Meloni ha preso le distanze dagli estremisti di destra e dall'Ungheria di Viktor Orban, diventando un'affidabile interlocutrice per Bruxelles. La mossa, in un certo senso, ha pagato in termini di istituzionalità e immagine.

Oggi il nostro Governo diventa il più longevo della storia della Repubblica italiana.

È un dato che accolgo con gratitudine e con un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare,… pic.twitter.com/EpdHe35vJa

— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) September 4, 2026

Attenzione però, perché in Europa Meloni è stata comunque più brava a ritagliarsi un posto all'interno della stanza dei bottoni di Bruxelles che non a ottenere un effettivo posto al tavolo decisionale dove vengono davvero decisi gli equilibri internazionali. Tradotto: l'Italia è tornata in prima fila ma non è ancora riuscita a diventare una nazione guida per l'Ue. Il governo Meloni ha inoltre sostenuto l'Ucraina mantenendo una ferrea linea europeista e atlantista sui dossier strategici, rimanendo tuttavia solo un sostenitore di Kiev e non un mediatore decisivo del conflitto. Ancora peggio è andata in Medio Oriente. Roma ha mantenuto i rapporti con Israele, Stati arabi e Stati Uniti, cercando una posizione pragmatica, sostenendo il cessate il fuoco e la soluzione dei due stati, ma anche in questo caso non ha avuto alcun ruolo attivo commisurato alle proprie ambizioni. E l'Iran? Non pervenuto. Anzi, il conflitto tra Washington e Teheran ha esacerbato le tensioni tra Usa e Italia, con l'amministrazione Trump che ha sostanzialmente mandato al diavolo il governo Meloni per non aver sostenuto la crociata americana contro gli ayatollah.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni Ansa

A proposito degli Stati Uniti, Meloni aveva investito moltissimo sul rapporto personale con Donald Trump, probabilmente più di qualsiasi altro leader europeo. L'idea era corretta: avere un canale privilegiato con la Casa Bianca poteva essere un enorme vantaggio per l'Italia. Peccato che la premier ha confuso per troppo tempo il rapporto personale con Trump con l'influenza italiana su Trump. Avvicinarsi a Washington non ha portato particolari benefici economici o politici. Al contrario, ha indirettamente e implicitamente costretto Roma a chiudere le porte in faccia alla Cina, il primo Paese per il commercio internazionale di merci. Tradotto: tanti saluti alla Nuova Via della Seta e rapporti quasi sospesi. Una condizione che a Pechino non è affatto passata inosservata. Il Piano Mattei era stato venduto come il grande progetto geopolitico italiano per l'Africa: energia, investimenti, infrastrutture, sviluppo, migrazioni, rapporti con i governi africani. Il governo ha effettivamente costruito una struttura istituzionale e finanziaria, ma i risultati sono ancora troppo superficiali, e il piano sembra più un interessante framework diplomatico che non un trampolino di lancio per tuffarsi negli affari africani. In ogni caso l'influenza italiana nel continente è ancora nullo. Insomma, tornare a occupare le stanze europee che contano è un risultato prestigioso. Farlo senza avere una vera voce in capitolo ridimensiona però l'intero operato del governo Meloni in campo internazionale.

More

Ma che fine ha fatto il Piano Mattei di Giorgia Meloni per l'Africa?

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Solo propaganda?

Ma che fine ha fatto il Piano Mattei di Giorgia Meloni per l'Africa?

Mosca minaccia la Nato: si rischia davvero l'escalation? Il capo della Cia è volato da Putin: l'ultima volta è successo prima che la Russia attaccasse l'Ucraina

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Tensione alle stelle

Mosca minaccia la Nato: si rischia davvero l'escalation? Il capo della Cia è volato da Putin: l'ultima volta è successo prima che la Russia attaccasse l'Ucraina

Ma che caz*o sta facendo Trump in Iran? I nuovi bombardamenti, l'ombra del nucleare, i malumori dell'esercito Usa: ecco cosa succede (e occhio al prezzo della benzina)

di Federico Giuliani Federico Giuliani

La palude di Donald

Ma che caz*o sta facendo Trump in Iran? I nuovi bombardamenti, l'ombra del nucleare, i malumori dell'esercito Usa: ecco cosa succede (e occhio al prezzo della benzina)

Tag

  • Giorgia Meloni
  • Italia
  • governo
  • Europa
  • Unione Europea
  • Donald Trump
  • Ucraina
  • Israele
  • Iran
  • Cina
  • Piano Mattei
  • Esteri
  • Attualità
  • Politica

Top Stories

  • Mamma e figlia avvelenate a Natale: Pietracatella, ricina e acqua santa? Gli inquirenti (ri)vogliono Don Stefano (e la storia della “busta Monique”)

    di Emanuele Pieroni

    Mamma e figlia avvelenate a Natale: Pietracatella, ricina e acqua santa? Gli inquirenti (ri)vogliono Don Stefano (e la storia della “busta Monique”)
  • Delitto di Garlasco: la lettera della mamma di Alberto Stasi da Milo Infante? Un elegante vaffa agli epicentri spostati (e querelosi esposti ingrossati)

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: la lettera della mamma di Alberto Stasi da Milo Infante? Un elegante vaffa agli epicentri spostati (e querelosi esposti ingrossati)
  • Prima di Valterino l’Africano c’era Valterino il Sudamericano, che ballava la samba brasiliana con le società: le inchieste, i guai giudiziari e i collegamenti con il carbon credit di cui nessuno parla (PARTE 1)

    di Michele Larosa

    Prima di Valterino l’Africano c’era Valterino il Sudamericano, che ballava la samba brasiliana con le società: le inchieste, i guai giudiziari e i collegamenti con il carbon credit di cui nessuno parla (PARTE 1)
  • La strana intervista (sparita ma che ripubblichiamo integralmente) di Ranucci al quotidiano dello Zimbabwe sul carbon credit: tutto ciò che non torna, le domande (pesantissime) da porsi e la replica del conduttore di Report

    di Michele Larosa

    La strana intervista (sparita ma che ripubblichiamo integralmente) di Ranucci al quotidiano dello Zimbabwe sul carbon credit: tutto ciò che non torna, le domande (pesantissime) da porsi e la replica del conduttore di Report
  • Ecco i documenti sui rapporti tra i vertici di Urban Vision e Valter Lavitola, e spunta anche il nome di Deloitte. Intanto i magistrati sono sempre più sulla pista dei soldi africani

    di Michele Larosa

    Ecco i documenti sui rapporti tra i vertici di Urban Vision e Valter Lavitola, e spunta anche il nome di Deloitte. Intanto i magistrati sono sempre più sulla pista dei soldi africani
  • Mamma e figlia avvelenate a Natale: quindi parroco e chimico hanno avuto contatti? Il nodo della (non) confessione

    di Emanuele Pieroni

    Mamma e figlia avvelenate a Natale: quindi parroco e chimico hanno avuto contatti? Il nodo della (non) confessione

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Foto:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Col governo più lungo della storia italiana Giorgia Meloni è diventata l’unica leader del nostro Paese

di Riccardo Canaletti

Col governo più lungo della storia italiana Giorgia Meloni è diventata l’unica leader del nostro Paese
Next Next

Col governo più lungo della storia italiana Giorgia Meloni è...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy