I primi rumors sono arrivati nella giornata di ieri, l’ufficialità nella mattinata italiana: quello del 2026 sarà l’ultimo GP che il Motomondiale correrà nella leggendaria Phillip Island, con l’appuntamento australiano che rimane in calendario ma sbarca ad Adelaide, per quel che sarà il primo gran premio su un circuito cittadino nella storia della MotoGP. Una rivoluzione totale, che partirà già dalla stagione 2027, ma anche un tuffo nel passato dei motori: ad Adelaide, infatti, la Formula 1 vi ha corso per ben 10 anni tra il 1985 e il 1995, teatro di grandi battaglie come quella che valse a Michael Schumacher il primo titolo Mondiale della carriera dopo lo scontro con Damon Hill.
Non un luogo qualsiasi, con il circuito che riprenderà proprio il layout utilizzato dalla Formula 1 prima e dalla Supercars poi, serie automobilistica principale del paese: come comunicato da MotoGP a seguito dell’ufficialità, la pista sarà lunga circa 4,195 km, con 18 curve che si snoderanno tra le strade cittadine e permetterà ai piloti di raggiungere velocità superiori ai 340 km/h, ovviamente rispettando tutti gli standard legati alla sicurezza che caratterizzano il campionato.
Tra gli organizzatori c’è grande soddisfazione, come rimarcato da Carlos Ezpeleta, direttore sportivo della MotoGP: “Portare la MotoGP ad Adelaide rappresenta una pietra miliare nell’evoluzione del nostro campionato. Questa città gode di una reputazione di livello mondiale nell’ospitare grandi eventi sportivi, e l’opportunità di progettare un circuito dedicato tra le strade del centro è qualcosa di davvero unico per il nostro sport”.
Entusiasmo rimarcato poi anche dal premier Peter Malinauskas, uno dei promotori dell’evento: “È un grande colpo per l’Australia Meridionale e un’ulteriore prova dello slancio che il nostro Stato sta vivendo. Ora competiamo con il resto della nazione per i migliori eventi al mondo, e vinciamo. Ospitare la prima gara di MotoGP su un circuito cittadino offrirà ad Adelaide una proposta davvero unica, capace di attrarre visitatori da altri Stati e dall’estero”.
Sarà una svolta, ma non tutti l’hanno accolta col sorriso come Ezpeleta e Malinauskas. Decisamente più polemico è stato Steve Dimopoulos, il ministro dello Sport e dei Grandi Eventi del governo dello Stato di Victoria, di cui fa parte Phillip Island: “Avremmo potuto mantenere il GP nel Victoria se avessimo venduto Phillip Island. Non siamo mai stati disposti a farlo, né a imporre ulteriori oneri alla comunità di Albert Park, né a compromettere la gara di F1”, ha affermato come riportato da Motorsport.com, dopo aver spiegato che le trattative tra l’attuale promoter dei due gran premi e la Dorna non hanno portato a nulla in concreto. “Non eravamo disposti ad accettare nessuna di queste condizioni. Abbiamo accettato tutte le altre richieste di proroga del contratto, ma non quella di spostarlo da Phillip Island. Siamo la capitale dei grandi eventi, non solo in questo Paese ma a livello globale, quindi auguro alla MotoGP tutto il meglio con la sua seconda scelta”.
Parole durissime e dalla delusione evidente, soprattutto perché la posizione di Dorna non è cambiata nemmeno a fronte di ulteriori garanzie a livello di promozione ed esperienza dei fan. La volontà, in fondo, era soltanto una: spostare il GP dal Victoria al centro di una grande città, ancor meglio se già avvezza al mondo dei motori. E alla fine così è stato. Un braccio di ferro mai davvero iniziato, con la leggendaria Phillip Island a pagarne le conseguenze.
Ad esporsi, però, non è stato soltanto Dimopoulos. A tuonare contro la decisione anche Casey Stoner, con un post a fuoco sul suo profilo Instagram: “La MotoGP toglierà Phillip Island dal suo calendario!!! Uno dei più grandi circuiti motociclistici del mondo, che ha dato vita ad alcune delle gare più spettacolari e divertenti a cui abbiamo assistito, e che continua a farlo anno dopo anno, viene messo da parte a favore di una gara ad Adelaide e, a quanto pare, di un circuito cittadino…” - ha scritto Casey prima di concludere amareggiato - “Perché la MotoGP dovrebbe eliminare dal suo calendario quello che è forse il suo miglior circuito... Lascio che sia ognuno di voi a giudicare”.
Ovviamente, il riferimento è al business, ai contratti e a tutta quella parte che va ben oltre l’azione in pista. La verità, però, è soltanto una: prima o poi, come successo anche alla Formula 1, con Liberty Media a capo una cosa simile doveva succedere. Ora tocca solo aspettare e vedere come sarà la prima gara su un circuito cittadino del Motomondiale, poi tirare le somme: Phillip Island, però, resta una rinuncia pesantissima.